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Distinguere sacro e profano, l’importanza dei cinque sensi
L’uomo finisce per vivere come se Dio non esistesse, se non “esperisce Dio” con i suoi cinque sensi, cioè se non fa esperienza del sacro, tramite melodie, profumi, spazi, riti distinti da quelli profani. Ignorare ciò non porta a una religione più spirituale, ma ad accantonare Dio. Continue reading Distinguere sacro e profano, l’importanza dei cinque sensi
Sacro e profano, la distinzione da recuperare
Una certa corrente teologica insiste sul fatto che, con Dio che si è fatto carne, la distinzione sacro-profano sarebbe venuta meno. Questa idea ha ricadute gravi sulla liturgia. In realtà, l’Incarnazione compie e perfeziona la dualità sacro-profano. Solo con la Parusia, Dio, il Sacro, sarà tutto in tutti. Continue reading Sacro e profano, la distinzione da recuperare
I principali elementi della cristologia cattolica
Non possiamo in questa sede svolgere un discorso esauriente sulla cristologia cattolica e, pertanto, ci limiteremo ad affrontare in maniera sintetica alcuni argomenti a nostro avviso particolarmente importanti riguardanti la cristologia cattolica. Per prima cosa, ci interesseremo della cristologia dei Vangeli sinottici, delle lettere di Paolo e degli scritti di Giovanni, perché riteniamo fondamentale conoscere il pensiero di questi autori intorno a Cristo.
Cominceremo ora dai Vangeli sinottici.
Per quanto riguarda Marco, dobbiamo dire che egli scrisse il suo Vangelo per i cristiani provenienti soprattutto dal paganesimo, cioè da un clima culturale pieno di uomini in grado di compiere azioni straordinarie (eroi, semidei). Per evitare che Gesù venga considerato simile ai semidei pagani, Marco mette in evidenza non solo gli aspetti gloriosi della sua vita, ma anche l’umanità di Cristo, la sua povertà e le sue sofferenze. Marco vuole sottolineare che il dolore e le umiliazioni di Gesù fanno parte del piano divino, vengono liberamente accettate da Gesù e non sono assolutamente incompatibili con la sua natura divina. Marco vuole anche evidenziare che Gesù era il Messia, ma in un significato totalmente diverso da come lo intendevano gli ebrei. Un altro elemento fondamentale della cristologia di Marco è il cosiddetto “segreto messianico”, cioè l’invito di Gesù, parecchie volte ripetuto in occasione di alcuni miracoli o professioni di fede particolarmente esplicite, a non dire nulla, a tenere il segreto intorno alla sua messianicità. Il segreto messianico esprime in Marco la libera decisione di accettare la morte in croce: se Gesù avesse lasciato che la sua gloria divenisse manifesta, avrebbe ottenuto un trionfo terreno, ma questo avrebbe reso impossibile la passione, necessaria al piano divino.
Per quanto riguarda la cristologia di Matteo, dobbiamo dire che il suo ambiente di origine è quello dei giudei-cristiani, che conoscevano benissimo il Vecchio Testamento e le promesse messianiche. La cristologia di Matteo si propone di mettere in evidenza due cose: in primo luogo, in Gesù si realizzavano tutte le promesse messianiche contenute nell’Antico Testamento. In secondo luogo, Matteo afferma che il nuovo popolo di Dio non è costituito dal popolo ebraico che ha rifiutato Gesù, ma da tutti coloro che accettano le parole di Gesù, a qualunque popolo essi appartengano.
Per quanto riguarda la cristologia di Luca, dobbiamo dire che Luca evidenzia il fatto che Gesù è soprattutto il Signore di tutta la storia e che la sua vicenda è determinante per tutte le epoche della storia umana. Inoltre, Luca inserisce Gesù nella trama della storia universale a partire da Adamo. È molto importante mettere in evidenza che Luca inserisce nel suo Vangelo agganci con la storia di allora. Luca sottolinea anche il tema della misericordia di Gesù, che accorda il suo perdono a tutti i peccatori, a condizione che essi si pentano. Molto importanti sono in Luca alcune parabole delle quali è evidente la misericordia di Gesù. Tali parabole vengono denominate dai teologi le "parabole della misericordia".
Per quanto concerne la cristologia paolina, dobbiamo evidenziare che, a differenza dei Sinottici, Paolo si disinteressa degli episodi concreti della vita di Gesù per puntare la sua attenzione sul mistero della risurrezione. Nella prima fase, la sua riflessione, centrata sulla risurrezione, vede in Cristo soprattutto il futuro salvatore escatologico, tanto che le tematiche della Parusia e della risurrezione dei morti assumono una grande importanza nelle due lettere ai Tessalonicesi. Paolo è convinto dell’imminenza della Parusia: la Parusia è la fine dei tempi e riguarda gli uomini della generazione di Paolo. Insieme ai fedeli di Tessalonica, vivi e morti, anche Paolo è convinto che parteciperà alla Parusia di Gesù. La lettera ai Tessalonicesi propone di dare conforto ai cristiani perseguitati dagli ebrei e dai pagani, annunciando ad essi la vicina Parusia. Paolo stesso guarda alla Parusia come il coronamento del suo lavoro di apostolo.
Questa febbrile attesa della Parusia da parte di Paolo e della comunità primitiva cristiana crea il problema di spiegare perché la Parusia non si è verificata, pure essendo considerata imminente da uomini come Paolo, Giovanni e Pietro, che avevano ascoltato la predicazione di Gesù. Dobbiamo dire che Paolo, in un'altra lettera, spiega il ritardo della Parusia, affermando che essa avverrà dopo la manifestazione dell’Empio. Paolo afferma anche che i suoi interlocutori sanno cosa trattenga la manifestazione dell’Empio. Tuttavia, noi non siamo in grado di comprendere quale sia tale ostacolo che impedisce la manifestazione dell’Empio. In una seconda fase della sua riflessione, Paolo approfondisce la tematica pasquale e vede nel Gesù risorto colui che già attualmente opera la salvezza dei cristiani. Infine, nella terza fase della sua riflessione cristologica, Paolo concentra la sua attenzione sul mistero di Cristo, che è al centro di tutto il piano di Dio già dalla creazione del mondo. A tale riguardo, rivestono grande importanza i grandi inni cristologici di alcune lettere di Paolo.
Per quanto riguarda la cristologia di Giovanni, prenderemo ora in considerazione le prospettive cristologiche presenti negli scritti di Giovanni, cominciando dal Vangelo per passare poi all’Apocalisse e alle lettere.
Per quanto riguarda il Vangelo di Giovanni, dobbiamo tenere presente l’ambiente nel quale si sviluppò la riflessione cristologica di Giovanni: quello della comunità cristiana della fine del primo secolo, in particolare in Asia Minore. A quel tempo, si faceva sentire l’influenza di un’eresia gnostico-doceta, che rifiutava di accettare che il Figlio di Dio si fosse realmente incarnato, entrando in tal modo nella storia degli uomini, ed affermava che Dio non poteva compromettersi entrando nella storia, assumendo un corpo umano. L’Apostolo si propone di combattere queste affermazioni, ribadendo che Gesù si era realmente incarnato e che la sua vicenda era legata assolutamente alla storia, anche se la mente umana non poteva comprendere questo mistero. Nel Vangelo di Giovanni abbiamo la presenza di una riflessione teologica sugli eventi della vita di Gesù, molto più sofisticata di quella presente negli altri Vangeli.
Per quanto riguarda l’Apocalisse, è evidente che in essa è presente una cristologia molto elaborata. Tale scritto di Giovanni fa parte del genere letterario apocalittico, che si basa su una lettura particolare della storia: è necessaria una rivelazione per comprendere il significato profondo della storia, il fine al quale tendono tutti gli avvenimenti storici. Dobbiamo dire che lo scritto di Giovanni è l’unico scritto del Nuovo Testamento che si colloca nel genere letterario apocalittico. Per l’Apocalisse di Giovanni, ciò che permette la comprensione del significato profondo degli avvenimenti storici è il mistero della morte-risurrezione di Gesù Cristo: questa è la rivelazione che rende possibile una lettura profonda della storia. Per Giovanni, Gesù risorto è il Signore e il Giudice della storia. Giovanni mette anche in evidenza che è in corso una battaglia tra Cristo e Satana, che cerca in tutti i modi di opporsi ai disegni divini. La storia è il teatro di una gigantesca battaglia tra il bene e il male, ma alla fine dei tempi Gesù eserciterà il suo dominio sulla storia. L’Apocalisse vuole evidenziare la regalità universale di Cristo.
Infine, nelle lettere, Giovanni invita i cristiani a restare fedeli al mistero di Cristo, senza indebite riduzioni o separazioni, non prestando ascolto agli eretici che negavano la realtà dell’incarnazione di Cristo, l’umanità di Gesù e il coinvolgimento di Dio nella storia. Giovanni afferma che la Parusia è vicina, imminente, in quanto la presenza degli anticristi è la prova che la fine dei tempi è imminente. Per Giovanni, gli anticristi sono coloro che negano l’incarnazione di Cristo, smantellando i fondamenti della religione cristiana e mettendo in dubbio la realtà della Redenzione, che si basa sulla credenza nell’Incarnazione. Inoltre, Cristo è per Giovanni il prototipo dei figli di Dio, che mettono in pratica gli insegnamenti di Gesù, dimostrando un comportamento coerente con i dogmi cristiani. Giovanni oppone ai figli di Dio i figli del Diavolo, il cui prototipo è Caino: essi odiano Cristo e fanno la volontà del Diavolo. Anche nelle lettere, come nel Vangelo e nell’Apocalisse, è presente il caratteristico dualismo di Giovanni, basato sulle seguenti opposizioni: luce e tenebre, verità e menzogna, figli di Dio e figli del Diavolo. Giovanni insiste molto sul fatto che il mondo ostile odia i discepoli di Gesù.
Detto ciò, riteniamo concluso il nostro discorso sui principali elementi della cristologia cattolica, mettendo però in evidenza l’importanza che riveste nella cristologia cattolica la morte in croce di Gesù. Non dobbiamo dimenticare che la morte in croce sembrò a tutti il fallimento della missione di Gesù. Ma, in realtà, dopo la Risurrezione, gli Apostoli compresero che l’infamante morte di Gesù non era pari a un fallimento, ma un passaggio obbligato verso la Risurrezione. In realtà, per i cristiani, la crocifissione era il sacrificio perfetto che aveva fondato la nuova alleanza tra Dio e l’uomo.
Prof. Giovanni Pellegrino
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L’ultimo prova della Chiesa
Quando il nemico si traveste da zelo. Continue reading L’ultimo prova della Chiesa

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¿Cuándo serán estas cosas, y qué señal habrá de tu Venida (παρουσίας), y del fin del mundo? Tocad Trompeta en las Naciones. Programa Especial
La Venida de Jesús a la tierra por segunda vez está claramente certificada en las Sagradas Escrituras. El autor de la epístola a los Hebreos establece en su texto que aparecerá para establecer restauración de todas las cosas y un reino duradero,
La Venida de Jesús a la tierra por segunda vez está claramente certificada en las Sagradas Escrituras.pastor Pedro Montoya Así también Cristo fue ofrecido una vez para agotar los pecados de muchos; y la segunda vez, sin pecado, será visto de los que le esperan para salud. Hebreos 9:28 La Venida de Jesús es un acontecimiento visible a todos los habitantes del planeta; aparecerá en las nubes sin…
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"Nadie conoce el día ni la hora, y muchos andan por allí metiéndole miedo a la humanidad, queriendo jugar con la fe de la gente, y tal vez con la ingenuidad de tantos, y todo parece indicarnos que ya hemos sobrevivido varios finales, ya que según algunas predicciones el mundo se ha destruido varias veces, pero para los que creen en Dios, para los que siguen su mensaje de salvación, está la convicción de una historia que continua, que sigue su marcha con la esperanza de alcanzar liberación de toda injusticia y maldad como fruto del evangelio". P. Deiby Sánchez. Puedes oír la misa dominical (14Nov2021) en mi canal de Telegram accede con el siguiente link: https://t.me/deibysanchez/890 #DeibySanchez #YoungPriest #Domingo #FinDeMundo #Parusia #Caracas #ElJunquito #Mirador #Parapente #Venezuela #Priest #Young (en Parapente el junquito) https://www.instagram.com/p/CWRI01OvRlI/?utm_medium=tumblr
"E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?" (Luca 18,7s) #Dio ci da sempre ciò che è giusto per noi, ciò che ci serve per essere suoi figli; in questo egli è giusto. La nostra pare in questo scambio è quella di avere fede, noi e tutti gli uomini insieme. Ci sarà ancora questa fede sino alla #Parusia? #buongiorno #vitapiena #vitavera #vitacristiana #ilmondochevorrei #tuttoégrazia #preghiera #bibbia #vitaeterna #fede https://www.instagram.com/p/B468Dz0CUTm/?igshid=twngp6f5s3fm