Pray for peace
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Yo @ tumblr italia choose one
rosmarino (rosemary)
timo (thyme)
origano (oregano)
prezzemolo (parsley)
salvia (sage)
alloro (bay leaves)
mentuccia (clinopodium nepeta)
cumino (cumin)
chiodi di garofano (cloves)
noce moscata (nutmeg)
#MAJA🐈🐾🌿THE SMELL OF ORIGANUM...I‘M FOND OF IT😽🆒💚
@samirafee
Essiccare in Lomellina… la mission impossible che lotta contro l’umidità simil-equatoriale con la tecnologia spiccia… 👇🏻
Stamattina mi sono messo a sfogliare l’origano secco appena portato a casa dalla Liguria. Naturalmente per evitare di fare origano ovunque,
Esperimenti appetitosi 😋

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Origano
Sabato 16 giugno 2018,
Non sentivo quell'odore da tantissimo tempo: quel profumo che delicatamente mi accarezzava l'animo come se fosse dotato di mani, le mani della mia infanzia.
Il forte odore dell'origano corrispondeva non ad un semplice aroma ma alle numerose estati che, da bambina, avevo trascorso a casa dei miei nonni materni come da tradizione. Quel profumo mi ricordava la piccola campagna in cui mio nonno mi portava con sé per farmi conoscere ogni tipo di frutto ed ogni spezia che, nel corso degli anni, aveva piantato e curato. L'origano era l'odore delle friselle mangiate ogni sera tutti insieme, seduti dal lato destro del tavolo, vicino al televisore e con il portone d'ingresso aperto. L'origano era mio nonno che, dopo cena, si siedeva vicino a me sussurrandomi: "la facciamo una partita a carte?", con l'intento di rendermi felice e farmi passare dei bei momenti. L'origano era quell'odore sempre presente in casa, o perlomeno nella prima metà di essa, la zona giorno. L'origano era il ritorno dal mare, abbastanza vicino alla casa dei nonni, a cui seguiva la puntuale doccia ed il pranzo caratterizzato da un clima allegro, di felicità e spensieratezza, dalla nonna che preparava la pasta fatta in casa e mi insegnava a fare le orecchiette (ancor'oggi mai imparate).
L'origano era anche il profumo dell'addio che, a settembre, dovevo puntualmente rivolgere a quella casa, a quell'estate, a quel piccolo paesino vicino al mare che mi aveva fatta crescere, alla macarena che ballavo sempre con mia cugina. Era il profumo dell'addio che rivolgevo ai gelati all'amarena di cui mio nonno era matto, alle friselle sempre tenute nel lato più alto della dispensa, alle colazioni con minimo dieci persone in cucina, alle sigle dei cartoni con i quali mio nonno mi svegliava ed i borsoni che, i primi dei giorni del mese, eravamo costretti a riempire per tornare a casa.
L'origano era l'odore della mia vera casa, della mia vera infanzia e dei momenti più belli della mia vita.
Ultimi sprazzi d'estate.
Spaghetti con datterini arrostiti, olive taggiasche, capperi e origano
Per i datterini: tagliare i pomodorini in due disporli sulla placca del forno senza sovrapporli con il taglio rivolto verso l'alto. Condirli con olio evo, sale, pepe, zucchero, aglio a fettine qua e là, origano o timo fresco. Passare in forno ventilato a 100¤ fino a quando saranno appassiti e caramellati (almeno un'ora). Per la pasta: saltare gli spaghetti in padella con i pomodorini, le olive i capperi mantecando con acqua di cottura della pasta.
I did a thing.