«Cose» e «identità ». In che relazione sono le «cose» con la nostra «identità »? Come può una cosa definire un’identità ? Prima di avere queste cose, non avevamo un’identità ? Quando siete nati, nell’attimo in cui siete venuti al mondo, senza iPhone, senza auto né Nike né Adidas, anzi senza scarpe da ginnastica di alcun tipo, i vostri genitori hanno forse pensato che foste incompleti? Di ritrovarsi con un bambino difettoso? No. Hanno pensato che eravate perfetti. Eravate nudi dalla testa ai piedi e senza nemmeno il dono della parola, e tuttavia i vostri genitori hanno pensato che foste l’acme della bellezza e della perfezione. Ma non è questa l’idea che abbiamo di noi stessi, vero? Non è questa l’idea di noi stessi che siamo incoraggiati a coltivare. Ci viene al contrario insegnato a pensare a noi stessi come sbagliati, inadeguati, incompleti. Diversi in un modo che ci appare ripugnante, inaccettabile. Ci viene insegnato che se non nascondiamo questa diversità , siamo destinati alla solitudine. A non essere amati. E cosà impariamo a coprire noi stessi con prodotti, etichette, maschere di questo o quel tipo. Vestiti, merci, squadre sportive, sistemi di credenze, opinioni politiche, nazionalismo – cose esterne a noi che usiamo per rappresentare la nostra identità .