CULT ICON SHERI MOON ZOMBIE UNVEILS DEBUT SINGLE & VIDEO "I LOVE MY ROBOT". #sherimoonzombie https://slrmagazine.com/2026/07/29/cult-icon-sheri-moon-zombie-unveils-debut-single-video-i-love-my-robot/

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Ghost in the Moon (Avantasia) - Tobias Sammet
Mi ricordo come fosse l’altro ieri il periodo in cui comprai e uscii di testa per Follow the Reaper dei Children of Bodom. Ricordo per qualche strano motivo che verso gennaio febbraio i miei andarono in settimana bianca lasciandomi solo in casa coi miei nonni. Era un periodo in cui ancora uscivo coi ragazzi dell’oratorio ma essendo l’unico del gruppo che faceva il liceo a Perugia, l’istituto d’arte poi per giunta, pieno di ragazze e ragazzi diversissimi da quelle e quelli del paese, mi sentivo davvero un dio. Ero nel miglior momento di transizione del mondo: stavo diventando sempre più metallaro ma la mia vita sociale andava a gonfie vele. Uscivo con gruppi di ragazzi più grandi e venivo anche invitato alle feste “dei billi” (cioè dei fighetti) delle altre province. Quando ancora oggi ascolto Follow the Reaper ho principalmente in testa due cose: le mie partite infinite a Suikoden 2 (con tanto di telefonate e sms di aggiornamento ad Angelo Livi per sapere a che punto eravamo con l’andamento del gioco) e una festa in particolare a San Martino in Campo. Mi aveva invitato Ivan, irrequietissimo compagno di banco obeso ma super immischiato con un sacco di compagnie fighe: assenteista, ricordo le sue mani sporche, fumava in continuazione e secondo me ci dava anche con altre droghe. Alla tenera età di 15 anni ne dimostrava già 25; era spesso imbarazzante ma aveva una dote incredibile: mi faceva spaccare dalle risate. Ricordo davvero con piacere un pomeriggio nel quale guardammo a casa sua il film Cento Ragazze, ricordo le prime birre comprate di nascosto (che mia mamma, non so come, scoprì) e ricordo che un sabato sera mi invitò a questa festa house commerciale a San Martino in Campo. Quella festa era stupenda, non conoscevo nessuno tranne Ivan e la Giulia che stava in classe con me (ragazza bonissima che lasciò subito la scuola perché rimase incinta). Di quella festa ricordo le vodke, il brano "I think of you" dei D.E.A.R. e il mio essere incredibilmente fuori contesto. Ricordo il ritorno in motorino, e quella sensazione di aver fatto qualcosa di diverso, fuori casa, da solo per la prima volta... niente di illegale ma avevo ad ogni modo 15 anni.
Nel mio walkman all’andata e al ritorno c’era "Bodom after Midnight" in continuazione; quelle magiche chitarre di Alexi Laiho me le sognavo di notte, così mescolate coi synth. "Mask of Sanity" e "Hate Me" me le ricordo ancora oggi per filo e per segno; ma in generale tutto l’album perché era quel periodo dell’adolescenza in cui compravo un cd al mese e me lo stampavo in mente giorno dopo giorno nel tragitto casa-stazione e poi a volte in treno e poi nel tragitto stazione-scuola. E al contrario. E al pomeriggio andando a basket. Nostalgia canaglia!!! Non so che fine abbia fatto Ivan (anzì ho saputo che aveva messo incinta una ragazza prima di compiere 18 anni !). Questo disco dei Children per me rappresenta davvero il massimo. Il perfetto incrocio fra aggressività e melodia; non che Hatebreed sia stato da meno ma qui c’è una componente di tastiera un po’ più variegata e presente. Ogni riff è perfetto, ogni fischio di chitarra e di assolo ti gasa a mille. È uno di quei dischi che puoi ascoltare solo sul motorino mentre appunto all’epoca mi portava da una sagra e l’altra, da una birra all’altra, facendo nuove conoscenze e intercettandone vecchie. Follow the Reaper lo ricordo ancora con quel piacere unico della primissima adolescenza; di quando si cercava almeno una volta al mese di trovare una ragazza con cui limonare al sabato sera… cosa che quell’anno feci davvero poco.
Suffocation - Hymns From The Apocrypha (Nuclear Blast, 2024)
Epica - The Phantom Agony (Nuclear Blast, 2023)

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“Can you hear the sound of an enormous door slamming in the depths of hell?”
Nuclear Explosion Tests, official US Navy released photographs, Silver-gelatin prints, 1952 & 1956 — source