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« Potevi ucciderlo! »
«Un-un bombarda la può uccidere una persona! Lo hai detto tu che non puoi castare Bombarda sulle persone! Era ovvio che usare la bacchetta e smettere di avere paura di te stesso andasse accompagnato a... a...» non sa nemmeno come definirlo. Le persone non dovrebbero tentare di uccidere altre persone e basta. Non dovrebbe servire una levetta di controllo per impedirglielo.
Sebastian è di nuovo nei guai. Ricordi gli attacchi a Diagon? Be', Sebastian era lì e quando uno dei criminali lo ha attaccato, ha perso il controllo. Un Deprimo in pieno petto, puoi immaginare con che esito. Il Wizengamot ha esaminato tutte le prove e ieri sera è scattato l'arresto. E' nelle celle temporanee del Ministero adesso, in attesa del processo.
«Promettimi che starai lontana da lui... è un violento e non voglio che si avvicini a te. Davvero non starei tranquillo».
«... il fatto che le sue azioni siano violente non significa che sia un violento o un assassino. Fa solo delle gran bolidate perché non è capace di controllarsi»
«Chi non è capace di controllarsi, è un violento. Sai perché non parlavo con mio padre da anni? Anche lui non era un violento, solo che faceva "delle gran bolidate perché non era capace di controllarsi"».
E dire che avevi giurato di non saper scrivere poesie senza inserire battute irripetibili. Ho i polmoni che bruciano adesso, parecchio. E sai cos'è veramente bizzarro? Che vorrei tanto saperle le cose che scoprivi di te mentre creavi una casa per me, ma so già che non accadrà e sai perché? Non è solo che sei la persona con più problemi di comunicazione che conosca, è che... you know, you just disappeared into thin air. That's what your crup damn book says. E vuoi saperla un'altra cosa bizzarra? Non sono mai riuscita a castare un Riddikulus nella mia vita. Immagino che sia anche per questo che il mio matrimonio è andato a morgane. Ad un certo punto ho anche pensato di chiederti ripetizioni e sai qual è stata l'altra cosa bizzarra? Ho pensato che non era andata esattamente bene l'ultima volta che avevo chiesto ripetizioni a qualcuno, così ho lasciato perdere. E invece è successo un pasticcio lo stesso, Spoon. Non sono servite le ripetizioni per farti abitare la mia testa.
Vuoi sapere che aspetto ha? È nera.
Come lo smalto che porto in questo momento, come il mio nuovo vestito a stelle, come i tuoi ricci, il tuo caffè e il cupcake al cioccolato che abbiamo diviso in infermeria. È tutto nero finché il crepitio del fuoco di un camino non inizia a riscaldare l'ambiente e a rischiarare la stanza. C'è un divano verde scuro, una poltrona color pece e un pouf giallo. Tu te ne stai seduto sulla poltrona, ovviamente, con aria tronfia e placida; hai addosso una terribile felpa dei Bats e porti calzini spaiati. Ho cercato di ricordare per un sacco di tempo se me li fossi immaginati o se fossero davvero così e non avrei mai pensato di poter avere un rimpianto più stupido di questo. Porti davvero i calzini spaiati o eri solo distratto? Comunque... Sorseggi caffè dalla mia tazza del wwffb e hai appena finito di nascondere un sorriso dietro il bordo perché hai sentito girare la chiave nella toppa e te lo aspettavi. Lo sapevi. Mi stavi aspettando. C'è un mantello nero appeso all'ingresso e non cambia colore nemmeno sotto convercoloris. Un po' come la mia camicia da notte e la vestaglia di peluche, che non sono mai tornate gialle. Fuori nevica e all'improvviso tutto quel buio mi è chiaro. Hai spento le luci solo per sfoggiare al meglio i giochi di quelle dell'albero di Natale che hai addobbato accanto alla finestra. Da fuori arriva una luce abbagliante, ora la vedo. È quasi fastidiosa, eppure non hai tirato le tende. Ovviamente dici che l'hai fatto solo per te e per creare la giusta atmosfera che accompagni la tua pigra contemplazione della nevicata, e mi dici di non montarmi troppo la testa solo perché ogni tanto ti degni di gironzolare per i miei spazi mentali. Ma io lo so che menti. Perché l'albero è colorato, c'è una seconda tazza di caffè sul tavolino e l'aria profuma di zucca e cioccolato. E ora so cosa c'è nella tua testa oltre che fuori.
Quando entro in casa la prima cosa che faccio è togliere le scarpe, quindi ci troveresti anche quelle all'ingresso. Sarebbero rosse. E poi sentiresti una risata, la mia, nel momento in cui ti vedrei intento a giocherellare con un babbanissimo yo-yo. Chissà dove lo hai trovato. Da piccola ne andavo matta e l'ho appena ricordato.
Io ho scoperto un sacco di cose di me, da quando ti ho fatto entrare, e avevo una bolidettissima paura di dirtelo finché non mi sono accorta che non dirlo non mi faceva avere meno paura. Mi sto chiedendo tante cose, compreso se ho più voglia di schiantarti o ricordarti il posto speciale delle mie labbra e dei miei sorrisi, ma poi mi sento troppo in colpa e allora mando a morgane tutto. E mi incastro su un pensiero fisso: è un addio, un arrivederci o un "Wilson, ho solo avuto da fare"? No perchè, volevo dirti che nessuna delle tre opzioni mi sta bene.
Grazie. Adesso ti odio un po' meglio di prima.
Ilary
... Fino a che non inquadra Nathaniel, al quale punta la bacchetta, ovunque si trovi rispetto a lui: «CHE COSA E` SUCCESSO?» E alterna pure lo sguardo tra lui e il docente, teso, in attesa di spiegazione, col respiro che inizia ad accorciarsi rapidamente. «Perché è qui?» Pure su Ilary che l`ha tradito (?) «LO AVETE VISTO IL MIO RICORDO DI COME HA OPPUGNATO IL COLTELLO?» ... «HAI RACCONTATO DI ESSERE STATO SOTTO INFLUSSO MAGICO, VERO?» avanza sul campo, tra gli studenti, per raggiungere proprio il Prefetto.
«Mi ha attaccato all`improvviso» ha poi fretta di spiegare, con la voce ancora rovinata dalla secchezza e quel disgusto rimasto sulla lingua dalla pozione. «Con un Oppugno su un coltello e poi ha tentato Immobilizzarmi». Gli tocca riprendere presto un altro respiro. «Sono riuscito a disarmarlo e ho tentato anche bloccarlo al muro con» una lunga espirazione blocca la sua voce, all`effetto della Rimpolpasangue che più intensamente invade il suo corpo. «...con la Trasfigurazione, ma non ce l`ho fatta». Altro mezzo brontolio-ringhio tra le labbra. «Quando ho toccato il coltello per provare a distrarlo, questo ha iniziato a colpirmi da solo. Dovete-dovete andare a prenderlo subito».
«Stai... » sbatacchia le palpebre, scuotendo il capino nel tentativo di scacciare quel pessimo pensiero, inutilmente. «Stai dicendo che il coltello si è sollevato da solo a colpirti?» questo è decisamente abbastanza da preoccuparla e da peggiorare l`espressione contrita in cui si sono accartocciati i lineamenti. «Hai ragione di credere potrebbe fare del male a qualcun altro?»
yes ma’m
«David!» solleva solo una mano per dirgli abbassare la bacchetta, mentre prova ad incrociare il suo sguardo.
Le spalle improvvisamente più alte e rigide, è a David che si rivolge. «L’abbiamo visto. Ma forse non è il momento di parlarne, questo? Ora, se non ti spiace, cercate di non ammazzarvi ancora e lasciate a me l’onore, mh?» Sempre un sacco di tatto. «Fidati, magari» di me che ti ho fatto arrampicare sulle torri, dai.
«Come dice il professor Spooner, possiamo parlarne in un altro momento, ma ti assicuro che c`è un motivo per tutto, ok?» lo fissa con eloquenza, sperando che basti e che la lezione possa ripartire sulle note dell`ironia di Spoon, che non riesce a strapparle un vero e proprio sorriso se non alla fine. Quando annuisce calorosamente per invitarlo, sì, a fidarsi di loro e a lasciare in pace Nathaniel, cui lancia uno sguardo che vorrebbe essere rassicurante. «Torniamo alla lezione?»
nope
«SE NON TACI GIURO CHE NON AVRAI PIÙ NIENTE DA PROVARE VILLEGAS!» ed è una sana minaccia di chi sta perdendo la pazienza e, se Spooner lo conosce bene, come minimo sa che i tempi di reazione da qui a poco saranno veramente fulminei.
«Credo che non dirgli Nathaniel fosse sotto Imperius sia una pessima idea. Sono adolescenti, quanto credi che dureranno senza affatturarsi per vendetta o per pareggiare i conti? Cosa penserà, Villegas, a vederlo girare per i corridoi impunito, men che meno espulso? Non sono d'accordo, neanche un po'.
«Folgoràmus!» sibilato tra i denti, con tutto l’intento di colpire il Corvonero con una scarica elettrica, amplificata dalla presenza dell’acqua che non rende sicuro i vestiti impermeabili. Che se non lo ha fatto fuori Nate, tra poco ci pensa lui.
In un attimo la bacchetta di Morgan vola nella sua mano e David smette di soffrire. «Mallory! Ma che gramo!» falcate ampie che lo portano vicino al serpeverde in fretta. «Son cose che si fanno??» ad alta voce «davanti a un professore…» a bassa voce quest'aggiunta, mentre gli agguanta la spalla in una presa piuttosto prepotente. «La bacchetta è sequestrata almeno finché non ti calmerai. Hirshfield, supera la tua inutilità e portalo a stendersi un po’ più in là. Ilary...» proprio così, manco più il cognome «arriva subito. E poi parliamo delle conseguenze delle tue azioni».
«MERLINO, CRUP!» ci si spaventa sì, quando a farsi male sono gli studenti, ma non per mano di un oculato (?) professore. «David, stai bene?» lesta ad avvicinarsi al Corvonero, per eventualmente aiutarlo a rimettersi in piedi e provvedere a trascinarselo al più presto in infermeria.
“Teenagers. Everything is so apocalyptic”
feel like a six out of ten
Hogwarts, 18 Aprile 2074 [...] Vorrei essere coraggiosa abbastanza da restare anche se sono spaventata, perché è questo che fanno i Grifondoro, giusto? Ma ho realizzato anche che... il coraggio è questione di fiducia, altrimenti è incoscienza e basta. Se sali su una scopa anche se soffri di vertigini è perché sai che Chris vola con te e che ti farà apparire un materasso in caso dovessi cominciare a precipitare. Certo potrebbe tardare e tu potresti sfracellarti, ma non è mai arrivata tardi fin'ora per cui perché dovrebbe cominciare adesso? Quindi è vero, Chris potrebbe non arrivare in tempo, ma tu conti che lo faccia e corri il rischio salendo sulla scopa anche se hai paura dell'altezza. Io funziono così anche con le persone nuove. Non mi piace assumere che siano il genere di persona che mi farebbe cadere da una scopa. Lo so che tu non sei fatto così, non è che sia giusto o sbagliato il mio modo o il tuo. Questo è il mio, e quello è il tuo. Sono solo diversi e io avrei voluto che tu lo accettassi. Pensavo te lo ricordassi che... è proprio perché sono fatta così che con te ci sono salita, sulla scopa, sperando che non mi facessi cadere. Il problema è quando inizi a cadere. Una, due, tre, quattro, cinque volte. E non conta se sia stato fatto di proposito o meno, se tu soffri di vertigini e inizi a volare giù dalla scopa tutte queste volte, dopo un po' non ci credi più che la scopa sia qualcosa di sicuro, che sia questione di credere che non cadrà e allora non lo farà. Perché l'ha fatto. Un sacco di volte. E allora se ci sali ancora una volta che cos'è? Coraggio o incoscienza? Per essere coraggiosi bisogna fidarsi. Io non mi fido più. Per questo sono scesa.
«Fai una threesome anche tu?» Sussurrato al trio appena giunto, sebbene ci sia una persona in particolare - che non guarda - a cui si sta riferendo.
Quella frecciatina spiacevole, oltre a farla arrossire, basta a farla scattare in avanti. Barcollando quando molla le braccia dei suoi accompagnatori per trovare un punto d`equilibrio poggiando un palmo sul tavolo, raggirando Simon e rubando il primo bicchiere a portata di mano per tentare di tirarlo dritto addosso a Sebastian senza troppe cerimonie. Qualcuno la fermi. Lui avrà bevuto, ma lei pure insomma. «SEI DAVVERO UN TROLL, WALEYSTOCK! PERCHÉ SE AVESSI UN CERVELLO UN TANTINO PIÙ GROSSO FORSE AVRESTI CAPITO ALMENO UN DECIMO DELLE COSE CHE TI HO DETTO!»
«Illy!» ci prova a richiamarla all’ordine, affrettandosi ad acchiapparla, allacciandole un braccio intorno alla vita per tirarla via, e allontanarla da quel tavolo. «Non costringermi a usare il “sacco di patate”» la presa con cui la porta in giro contro la sua volontà da quando sono piccoli.
«... La mia camicia nuova!» è la prima lagna che fuoriesce dalle labbra, quando quel bicchiere finirà a macchiargli il rosso scuro dell`indumento. «AH, IO HO UN CERVELLO PICCOLO? IO?! E TU SEI UNA STRONZA, WILSON!» si alza, quasi istintivamente, a voler poggiare anch’egli i due palmi sul tavolo, rischiando seriamente di barcollare nell’esatto momento in cui si tira sù dalla sedia. «SCOMMETTO CHE NON LI HAI I BOLIDI PER VENIRMI AD AFFRONTARE DA VICINO» Ma Devon la riacciuffa e lui decide di andarsela a prendere, a passo spedito e tentando di non barcollare. «ILARY» prova a piombarle addosso - e a piombare addosso a Devon - per provare a stringerla a sé e baciarla con una certa prepotenza, se Devon gliel’avesse permesso, se Ilary gliel`avesse permesso, se tutto il mondo gliel’avesse permesso (...).
«MA IO TI AVADIZ-» quando il suo pensiero va alla propria camicia, il piede di Illy è già stato sollevato sulla sedia lasciata libera da Sasha per darsi lo slancio sufficiente a salirci sopra. Ringraziamo le braccia di Devon che fungono da pratico contenimento lasciandola a sgambettare per aria solo quanto basta a tornare coi piedi per terra. Ché la minaccia "sacco di patate" basta a sedarla, lasciandola a prendere profondi e vibranti respiri e a puntare due occhi lucidi colmi di amarezza, indignazione e dolore su Sebastian. Ci scusiamo per il disagio. «OOOOH, MI SEMBRAVA STRANO CHE NON M`AVESSI ANCORA INSULTATA. BENTORNATO, WALEYSTOCK!» e sembra tutt`altro che ironica. Ah, le meraviglie dell`alcol. «AAAAAAHHHH!» strilli da banshee impazzita mentre quella provocazione basta a tentare di farla insorgere «MA FAMMI IL PIACERE, NON AVRESTI CHANCE. TI STO FACENDO UN FAVORE!» Saranno ben due, i piedini che Sebastian si beccherà nello stomaco se Ilary sarà riuscita a sfruttare il braccio di Devon per appoggiarcisi di peso, così da riuscire in quella mossa di karate improvvisata, dettata dalla rabbia e dalla poca voglia di fornire spettacolo, anche se non si direbbe.
«OK BAMBOLI. Tempo di levare le tende per il team delle meraviglie». Si alza pure, avvicinandosi alla rissa dove i contendenti si danno ancora battaglia, con uno sguardo verso Devon, pronto ad aiutarlo. «Dai che il barista vi guarda malissimo…» e cercando di prendere Ilary a braccetto per dirigerla verso la porta e fuori di lì, ma non prima d'aver urlato: «ABBIAMO COMUNQUE VINTO NOI! UHHH, TEAM HOGWARTS VINCE CONTRO TEAM THREESOME MALPENSATA! VE LA FACCIAMO VEDERE NOI UNA THREESOME FATTA BENE, NOVELLINI!»
Se non ci pensa Sasha, ad allontanare Sebastian, ci pensa lui allungando il braccio e tirando indietro la bionda «Ok. Ho una Wilson e non ho paura di usarla!» perché fa paura una bionda del genere, potenzialmente letale. E ringraziamo Nihe che gli va in soccorso e acchiappa a braccetto la ragazza. Sbuffa divertito, nel sentire le parole del docente di incantesimi, prima di lasciare il campo. Ringraziate sul serio, fortuna che sono un’esperto di Creature Magiche: i comuni mortali non riuscirebbero a cavarsela e a sedare una bestia famelica come la Wilson.
Ma Sasha interviene, tentando di agguantare la spalla di SEB e di tirarlo indietro di una metrata abbondante per sottrarlo ai calci rotanti di Ilary. «Avete mai sentito la storia di quelle due persone adulte che affrontano i loro problemi senza distruggere un intero locale? È terribilmente noiosa, ma magari…»
«Nah, Sasha. Per Ilary è molto più semplice rinchiudersi ad Hogwarts e gettare via la fede» E la guarderebbe, apparentemente calmo, per quanto fuori luogo. «Simon, io vado a casa. Non ho bisogno del tuo elfo» tenterebbe di riafferrare il mantello per gettarselo sulle spalle ed incamminarsi verso la porta. «Ilary» in ultimo, con un’ammiccatina leggera ed un sorriso un po` (troppo) arrabbiato ed offeso «ti lascio guardare la mia schiena che esce dal locale, così puoi fantasticarci senza sentirti in colpa».
Deglutisce le lacrime, affondando le unghie nel povero braccio di Devon e tirando un profondo respiro per darsi un contegno, nonostante le nebbie dell`alcol. «E tu ricordati di questo momento, la prossima volta che oserai assumere che non sappia difendermi da sola dalla gente che prova a saltarmi addosso!» La voce trema abbastanza da lasciar intendere non le faccia esattamente piacere dare aria alla bocca al momento. «E tutto questo senza bacchetta. Perché io, a differenza tua, me le ricordo ancora le cose che ti fanno male e non sfrutto la prima occasione disponibile per usarle contro di te!» sarà anche ubriaca, ma mai come in questo momento lo ritiene indegno della propria fiducia o non si spiegherebbe l`espressione nauseata che porta stampata in viso. «Tanto ci sono abituata!» alla tua schiena e non c`è alcuna allusione nelle sue, di parole, solo la punta di recriminazione a ricordargli tutte le volte che se n`è andato lui. Scusa tanto se stavolta ha fatto le valige lei.
can you see the panic inside? i'm making you uneasy, aren't i?
Lei parla, senza urlare, ma precisa ed impeccabile come non mai, nelle ferite che soltanto lei potrebbe causargli con precisione chirurgica. «Hai ragione. Sei un piccolo tornado ambulante ed io ho dubitato di te» non ha alcool a sufficienza, nel corpo, per evitarsi di comprendere quelle parole. Ma forse ne ha a sufficienza per parlare con trasparenza e coraggio. «E ti chiedo scusa, per questo».
- Better now than never -
Argleton, 25 aprile 2074 [...] Potremmo imparare a ri-conoscerci da capo. Perché… ci amiamo. E l’amore, con pazienza e dimostrazioni, può ricostruire la fiducia. Io sono convinto di questo. Non posso accettare l’idea di vivere in un mondo in cui l’Amore non è davvero la magia più potente al mondo. Pensaci, okay? Mi dispiace tantissimo aver provato a baciarti al Tortiglione, non volevo metterti in imbarazzo. Eravamo entrambi ubriachi ed è successo quel che è successo. Volevo dirti anche io che non mi pento di una sola cosa che siamo stati e che mi bruciano ancora i polmoni, quando ti penso o ti leggo.
Camden, 29 aprile 2074 [...] Sono contenta che tu stia da con Simon, sul serio. Non sono arrabbiata per questo, lo sono per quello che è successo al Tortiglione perché lo sai che detesto questi gesti plateali. Lo so che eri ubriaco, ma ero ubriaca anche io eppure ce l'ho fatta a trattenermi dallo schiantarti seduta stante. Perché tu no? È di queste cose che parlo quando dico che non ci sto a farmi mancare di rispetto e a sentirmi ogni volta così mortificata o trattata come una bambina o un soprammobile da preservare. E volevo che tu sapessi che non ho gettato via quegli anelli. Sono tornati tutti e tre nella scatolina a forma di cuore che mi hai regalato e sono nel primo cassetto della mia scrivania. Ci sono solo loro, e un non ti scordar di me ormai secco. Sono una promessa, sono la nostra promessa, quella che non sto più mantenendo e per questo non me la sento più di portarli. Per questo volevo restituirti il tuo Patronus e permetterti di scegliere un altro ricordo felice per castarlo. Sono sicura che ci sia. Mi prometti che lo troverai?

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If I'm sincere today, what does it matter if I regret it tomorrow?
«Hai notato che... le nostre occhiaie sono diventate amiche?» se ne esce poi così, tornando a sollevare lo sguardo su di lui e sorridendogli, ironica, alla maniera in cui si sorride a qualcuno che è sulla tua stessa barca anche se non sai ancora perché.
«Le nostre…» si distrae, e così come è arrivata, l’ansia per la storia di Sebastian malato di lui-sa-cosa diminuisce, torna nel suo angolino. «Dai, alza il culo, Wilson. Non puoi passare le prime ore del tuo compleanno su un pavimento freddo a ingozzarti di gelato. Andiamo... a prendere qualcosa in cucina».
«Come potrei contestare cotanta galanteria» si limita ad osservare sarcastica, alzandosi in piedi in un unico traballante movimento. «Insomma pensi che ci sia qualcosa di più meritevole del gelato con cui ingozzarsi? Mi ferisci» pare pure sincera.
Lascia che si alzi e la affianca restando a debita distanza, cosa di cui di solito non si preoccupa minimamente. Forse perché gliel’aveva promesso, di comportarsi bene? Starà finalmente seguendo quest’ordine? / O forse teme solo contagiarla? «Io penso che un gelato da sola sia per i break up, non per i compleanni. Una torta, d’altro canto... lascia che te ne faccia una. Un mio regalo». Visto che l`ha colto impreparato e a mani vuote. «Poi certo, non vorrai mai più mangiare qualcosa di cucinato da altri. Ma se sei disposta a correre il rischio della dipendenza...» sempre umile, l`abbiamo detto.
Ed eccoli lì, nel territorio degli elfi quando di elfi non ce ne sono. A parte ovviamente Fabri, che ora fa avanti e indietro portando per i due signorini un paio di bottiglie di gelovdka e una di whisky incendiario - che però viene messo da parte. Nihe è davanti ad uno dei tavoloni, già imbandito con tutto il necessario. Veste nera lunga fin sotto il ginocchio, in broccato tono su tono, non è propriamente la mise ideale per fare il cuoco in cucina. «Continua a dirmi cosa ti piace, quindi... cioccorane. La luce che non sia del sole, provarci con i ragazzi impegnati e...?» E poi le indica il bicchiere. «Imperio o veritaserum?»
Appollaiata su uno degli alti sgabelli a quel tavolone di legno, il mento puntellato sulle ginocchia raccolte al petto e la nuvola dorata dei capelli a ricaderle sulle spalle e intorno al visino. «Wow» non ha veramente ritegno o imbarazzo, l`occhiata prolungata che gli rifila. «Sei davvero una visione» il sarcasmo è tanto sottile da poter quasi passare per un serio complimento se sommato a quel sorrisino da musetto da schiaffi. «Sei proprio sicuro di voler rinunciare alla tua impeccabilità per» me? «una torta?» ... «Comunque, mi piace la torta di mele, sorvolare sulle tue pessime battute e osservare il granello di farina che ti è appena caduto sulla manica» che adorabile bugiarda. «E poi... Mi piace correre sotto la pioggia. Le urla si perdono nei tuoni, l`acqua arriva a bagnarti le ossa, si scivola e... credo che sia una delle sensazioni più belle del mondo. E la camomilla... mia nonna me la faceva sempre prima di andare a dormire e... m`è rimasto il vizio» è ben chiaro che lei abbia optato per Veritaserum. Sorride. «A te cosa piace? A parte il nero, le api frizzole, le battute sconce e Sasha, si intende»
«Eccola, eccola che dice che non ci prova più con i ragazzi impegnati, ma è la seconda volta che mi dice che sono uno spettacolo per gli occhi» aprendo la farina senza tante preoccupazioni. «E ti piace il mio caffè e il mio alcool, direi…» prendendo la confezione di zucchero prima di... tornare a guardarla. Con un sorriso veramente minaccioso. «Ho anche io una domanda per te. Il tuo pigiama è imperviato come i miei vestiti?» non le da il tempo di rispondere prima di schiacciare il sacchetto di farina con entrambe le mani, rivolto verso di lei, sorridendo trionfante prima di rimettersi a lavoro con lo zucchero. E intanto l’ascolta parlare della pioggia, e il sorriso si fa più morbido. «Mi piace... sapere tante cose, e sbatterle in faccia alla gente più ignorante di me. Mi piacciono le caramelle salate, il limone... la notte... e l’inverno. Il Natale, soprattutto e... sai mantenere un segreto?» abbassando pure la voce e facendo per avvicinarsi, ma ripensandoci all’istante. «Odio, detesto il tè.»
«Non impervio quasi mai i vestiti, ti ho detto che mi piace la piog-» doveva prevederlo. Le mani non fanno in tempo a coprire il viso che quella farina la inonda; per fortuna è vestita di chiaro e ne raccoglie gran parte sulle dita. «CHE DISPETT-» ma non conclude quella distrazione, pensando bene di dare una bella soffiata alla farina sulle proprie mani in direzione della sua faccia, sporgendosi in avanti quanto basta a trovare nel tavolo una comoda seduta e nello sgabello un pratico poggiapiedi. Rotea gli occhi al cielo. «Come fanno a essere caramelle se sono salate?» piccoli dubbi che insorgono in mezzo alle sue chiacchiere, mentre inorridisce alla rivelazione successiva. «Noooo, che razza di inglese sei? Almeno i biscottini al burro li mangi? Cosa fai alle cinque?» i dilemmi veri, posti con palese sconvolgimento.
«E che altro ci avete fatto, su quel pavimento? Dai. Posto più strano in cui l’hai fatto?»
«Pervertito!» lancia noccioline, mentre l`oltraggio prende piede e la voglia di zittirlo pure. «La cabina ristorante di una ruota panoramica conta?» true story. «Uh... o forse è stata la panchina di Berlino, silenciati» ovviamente. Il bicchiere finisce davanti al viso, nel vano tentativo di nascondercisi dietro mentre il capino si curva nell`imbarazzo che la brillitudine non riesce a nascondere. «Tu?» curiosa, mentre il mento si incastra nel bicchiere puntellato sulle ginocchia.
«Ohh, ma guarda un po’, la signorina Wilson! L’avevo sottovalutata» piacevolmente stupito dopo quelle notizie. «Mmm, una piscina? Oh... Campo da Quidditch? Nel camerino di Madama McClan...»
«NOOOO, ci sono stata in quel camerino. Ewww!»
«Potrei dire anche le serre se non fossi fidanzato, dannazione» Combina ingredienti liquidi e non, prima di mettersi a far sciogliere qualche cioccorana sul fuoco e aggiungere il whisky al resto. Per ora tutto bene, immaginiamoci quando dovrà montarla però, visto come sta continuando a bere. «Posizione preferita?»
«Ah-ah-ah» fintamente malefica. «Questo» lo dovrai scoprire? «non lo saprai mai» tanto per girare a proprio vantaggio la ferma convinzione di non voler scendere affatto nei dettagli, optando per fargli venire la curiosità e andare a dormire paonazza, ma felice.
«Ho sempre pensato di aver più affinità con il ghiaccio che con l’acqua, a dire il vero..»
«Non sono in fondo la stessa cosa?» Pungolandolo allegramente «Sarai anche freddo e tutto d`un pezzo... ma basta un caminetto, le lucine di un albero e un buon caffè a farti sciogliere e tornare acqua. Ma sei sempre tu, o NO?» enfasi sull`ultima parola e un sorriso divertito da quella scomoda verità appena proferita. Che in fondo ci sta riuscendo a dimenticare almeno la ragione delle proprie occhiaie, meno quella delle sue visto che ce le ha sotto gli occhi di continuo.
[...]
«Hai…» sbuffa, girandosi a guardarla. «Non è che sei una di quelle ragazze che ogni volta le si dice qualcosa la collegano al loro ex, mh?» così, per evitare altri sospiri tragici come quello.
«Come faccio a saperlo? Non ho mai avuto un ex prima di ora» gli ricorda allargando appena gli occhi e curvando il busto in sua direzione per domandare un innocentissimo: «Non si fa?» Ilary e le lezioni di break up pt. 1.
Friends ask you questions; enemies question you. Kind of still figuring out which one you are.
Lunedì 26 Marzo 2074
[Un origami di pergamena gialla, a forma di canarino, svolazza alla ricerca di Nihe nella prima serata di lunedì 26. Scarabocchiato dalla solita grafia tondeggiante di Illy che, una volta tanto, non porta molestitudini, ma semplici comunicazioni]
La prossima volta che ti bocciano la proposta di educazione sessuale e ti viene la brillante idea di venire a farmi credere di aver fatto il mio nome per portare avanti la crociata di convincimento al posto tuo magari con un dito pollice in più di credibilità... vieni a chiedermi apertamente una mano PRIMA che io vada dalla Vicepreside a proporre di distribuire magicondom e appendere annunci in bacheca venendo guardata come se fossi una pazza con scandalose visioni del mondo eccessivamente moderne e assolutamente inattuabili in contesto scolastico.
Comunque, visto che sono grinzafichissima a convincere il prossimo, i magicondom li possiamo distribuire discretamente in infermeria ma ora, per punizione, mi aiuterai a scrivere una pergamena da appendere alla porta. Deve essere allusiva e discreta. Deve capirsi che stiamo aprendo uno sportello per qualsiasi tipo di domanda stupida, imbarazzante o apparentemente taboo che venga in mente a chicchessia e bisogna enfatizzare il fatto che sono tenuta a mantenere il segreto professionale su qualsiasi cosa mi venga confidata. Non è aperto ai docenti, prima che ti vengano strane idee. Mi sembri esperto d'allusioni, dunque attendo una tua bozza buzza.
Cordialmente, Wilson
[Sempre un origami, questa volta un corvo, il foglio nero e la grafia elegante in inchiostro argentato]
Ma che gusto c'è ad avvertirti prima per evitarti queste cose? Passami il ricordo per favore, illuminami la giornata. Sei sempre così educata e carina, come posso negarti nulla quando me lo chiedi con tutta questa gentilezza. D'accordo, niente "venite a parlare con l'esperta della vostra bacchetta!" o " è arrivato il momento di parlare di billywig e fiori arcobaleno" o " i bambini non li porta la cicogna, ma la cicagna." Se hai bisogno di fare qualche dimostrazione, posso essere il tuo valletto.
Vuoi vedermi durante le vacanze o ce la fai a stare una settimana senza di me, Canarina?
[Canarino giallo, inchiostro nero]
Non illuminerò un bel niente. La prima volta che mi hai parlato hai riso quando ti ho detto perché vestissi colori luminosi, quindi ora goditi il tuo nero e ricordati che ho una memoria da elefante. Il libro funziona! Spoon, seriamente, giustifichi ampiamente il facepalm che s'è concessa Calliope quando ho fatto il tuo nome, non è davvero servito che aggiungesse altro. E se non avessi avuto sua figlia in braccio, giuro che probabilmente il facepalm me lo sarei concessa pure io. Sarai il mio valletto a lezione, non essere impaziente: penserai ad ammazzare gli studenti mentre io ad insegnare incantesimi sul serio.
Io credo di potercela fare, ma solo se mi spedisci del cioccolato con cui abbattere la tristezza. E la buzza. Guarda che ero seria, non costringermi a venirti a minacciare di persona. Tu? Vuoi vedermi durante le vacanze o ce la fai a farti bastare le Everdream per una settimana?
Ps. Dovresti seriamente contemplare l'idea di finirla.
[Corvo che torna indietro, e chissà la gente che vede passare tutta questa corrispondenza...]
Damn, per una volta che era un illuminare positivo invece che con i tuoi vestiti, niente. You're no fun, Wilson. In tutto questo, è Lysander che dovresti incolpare, io ho solo detto che se qualcuno doveva occuparsi di queste domande degli studenti era meglio fosse un'esperta, magari l'infermiera...E tutti han detto si, io ero solo il messaggero. Sarò la tua parte ragionevole, quella che insegnerà loro qualcosa mentre tu cercherai solo di riempirli di coccole e dolci. Cosa è una buzza? Devo anche regalarti un dizionario?
Posso resistere solo se ogni giorno mi manderai uno dei tuoi charming messaggi.
Cosa vuoi che finisca? E poi sei sicura non ti mancherebbe?
Non credo che i miei vestiti abbiano mai illuminato negativo. La luce è la luce, Spoon. E non credo nemmeno che potrei mai incolpare Lysander di qualcosa, quindi dovrai immolarti per lui. Mi sento già abbastanza in colpa per il messaggio minatorio che gli ho spedito l'anno scorso; ora che l'ho fatto quasi esplodere... credo di dovergli tipo una scorta di dolci a vita. Sai se ha delle preferenze? Io dico che sei solo invidioso dei tuoi studenti; la prossima volta catapultati al posto loro e poi potrai pescare anche tu un dolce dalla magic box di Mielandia. Contento?
Non credo proprio che lo farò, dovrai resistere senza. Buone vacanze, Spoon. Saluta Sasha e prova il cioccolato fondente con una di quelle sue vodke a mille gradi. È buono quasi quanto succo di zucca e incendiario rovesciati sul gelato alla vaniglia. C'è qualcosa di speciale nei dolci con retrogusto bruciante, che poi non ne puoi più fare a meno.
Sono sicura di poche cose, al momento, ma quella dei dolci alcolici è sicuramente una certezza. Come quella che dovresti smetterla. E inviarmi la bozza. Il dizionario, se provi a spedirmelo, giuro che te lo tiro in testa; farà molto più male del tuo libro, o delle mie scarpe sui tuoi piedi, per cui ti conviene pensarci bene.
Un fùlmen agli occhi è un abbagliare in negativo, un po' come i tuoi abiti prima che arrivi la mia bacchetta a salvarli. Un messaggio minatorio?? ...Ogni giorno sei una sorpresa, Wilson. Ah certo, non sono anche io stato sottoposto alla tentata esplosione? Questi trattamenti diversi sono ingiusti. Prova con dei budini..ne mangia circa ottanta al giorno, direi che vai sul sicuro. Al contrario dei miei studenti io ho un cervello però. E' difficile fare ste gramate quando ne sei in possesso e lo usi correttamente...
Va bene, anche se mi rendi le cose molto dure (non ti faccio nemmeno notare il doppio senso, meglio) parlando di gelati, incendiario e dolci dal gusto bruciante prometto che d'ora in poi smetterò. Contenta?
Buone vacanze Wils, avrai la tua bUzza al ritorno al castello se sarò in vena di sprecare le mie vacanze con quella..
Easter Day
[Il pomeriggio di Pasqua. Un gufetto candido un po' in sovrappeso precipita un po' affaticato su Lysander, recapitando una scatoletta cubica color cartone tenuta chiusa da un filo di spago. Il gufo pretenderà cibo prima di consegnare pacco e pergamena che lo accompagna. Dentro la scatola un set di quattro budini-coniglietto, di base vaniglia, con le orecchie di biscotto ripiene di incendiario. I bicchierini baffuti sono in vetro e si possono conservare]. Un corvo del malaugurio ha cantato, suggerendo "budini". Per fare ammenda al simpatico scherzo di Sebastian; lo so che non è molto, ma ci tenevo lo stesso. Spero che ti piacciano. Non mangiarli tutti insieme però, non se devi guidare una scopa o fare lezione dopo, ecco. Buona Pasqua Lysander! Ilary
[La mattina di Pasqua. Un gufetto candido e un po' in sovrappeso precipita su Nihe recapitando una scatoletta cubica giallo canarino e un rotolino di pergamena. Il gufo pretenderà cibo prima di sognarsi di consegnare il proprio bottino. Dentro la scatola un cupcake pasquale alla zucca, con glassa al cioccolato e un simpatico cuore di incendiario da restarci secchi. Ci si metterà poco a capire che l'alcol sia racchiuso nelle uova decorative sistemate sulla glassa, che nascondono scherzo-o-sorpresa come da tradizione. La girandola, dal canto suo, è incantata per sbuffare una folata d'aria dispettosa, e scompiglia capelli, al malcapitato destinatario]. Non provare mai più ad accusarmi di trattamenti iniqui. Buona Pasqua, Spoon. Contento? Ps. Credevo avessi detto d'essere un masochista senza cervello. Catapultarsi per attirare l'attenzione non è esattamente quello che un masochista senza cervello farebbe? Forse dovresti rivedere la tua autodefinizione. Sperando tu stia "sprecando" le tue vacanze a dovere, dispettosi ossequi canarinici. Wilson