“ Tu piangevi quando eri neonata? Da neonata. Sí. Ma poi hai smesso. Sí. E dopo cosa facevi? Non facevo niente. Te ne stavi sdraiata lí e basta. Pensavano che avessi qualcosa che non andava. Se infilavano la testa nella culla alzavo gli occhi su di loro ma in pratica questo era quanto. Si intrufolavano in camera mia alle tre del mattino e io ero lí sdraiata che mi tenevo i piedi. È andata avanti cosí per circa due anni e mezzo finché un giorno mi sono alzata e sono scesa a prendere la posta. Non è vero. No. Ma qualcosa del genere. C’erano altri neonati intorno? No. Solo io. E cosa ti passava per la mente? Non mi ricordo. A quanto pareva non ero granché interessata al mondo. Avevo un paio di animali di pezza. Presumo che il motivo per cui i neonati non inorridiscono ancora di piú quando li scaricano nel mondo sia semplicemente che la loro facoltà di provare orrore e paura e indignazione non è del tutto sviluppata. Non ancora. Il giorno prima di nascere i bambini hanno lo stesso cervello del giorno dopo. Ma tutto il resto è diverso. Probabilmente ci mettono un po’ ad accettare che quella cosa che li segue ovunque sono loro. Dopotutto non l’hanno mai vista. Devono collegare la vista al tatto. È probabile che i nuovi nati non siano cosí veloci nell’attribuire realtà alle immagini. E attribuire realtà è essenzialmente quello che sono sollecitati a fare. Cosa pensano che siano le immagini? Non ne hanno idea. L’utero è il posto piú buio che ci sia. Quando chiudono gli occhi potrebbero perfino immaginare di esserci tornati. O sperarlo. Hanno bisogno di tregua. Scusami. Sto solo pensando ad alta voce. Io lo faccio di continuo. Ma secondo te è solo che non gli va di star qui. Secondo me dopo un po’ vogliono individuare un responsabile. È la prima cosa che impari quando impari come funziona il mondo. Certo, le cose possono semplicemente accadere da sole. Ma è molto inconsueto. Tu pensi che quando le cose non vanno bene tendiamo a cercare qualcuno a cui dare la colpa. Sí. Tu no? Se non c’è nessuno a cui dare la colpa come può esserci giustizia? Mi sa che in questi termini non ci avevo pensato. “
Cormac McCarthy, Il passeggero, traduzione di Maurizia Balmelli, Einaudi (Collana Supercoralli), 2023; pp. 354-355.
[Edizione originale: The Passenger, Alfred A. Knopf Inc., 2022]














