(Cette image est la seconde d'un nouveau projet, qui consiste, dans une double exposition, à associer la silhouette d'un bâtiment remarquable à son environnement géographique- This picture is the second of a new plan: to associate, in a double exposure picture, the figure of a notable building with its surrounding area)
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I was going through some of the pictures I took last year at Fuengirola and realized I could zoom in on one and it still looked good. So, here it is...
I really like the lightning here and now that I think about it, some of my favorite pics of him are in full green light 💚
That was me being professional, now yall can go bonkers on the tags 🥰
I had some expired film paper and decided to make good use of it. They turned out okay, although the green is not showing.
I never got around to talk about my experience in this concert. This day I was veeeeeery anxious, first because I had to drive to Fuengirola and I've got driving anxiety since forever (although I do drive if I have to), and secondly because it was my first Käärijä concert.
Once we arrived there and the car was parked I was still so anxious I wasn't even able to eat lunch, and we weren't sure how many hours early we should go to the queue. But, once we decided to get in the queue, all my anxiety turned into a happy expectation, so to say. It helped that we met a very nice guy from Greece and we spent all the time talking until the gates were open, and he even was so amazing as to let us stand under his umbrella the whole time it rained heavily (I forgot to ask for your socials and I don't even know if you check the Käärijä hashtag here but, just in case – hey, I hope you're doing amazing!). A person also came to us in the queue and asked if we wanted some stickers, and two ladies offered us some beer. There was a really cool vibe all in all.
Once inside, my fear was that I wouldn't be able to see a thing because I'm quite short, but luckily all the people in our area were as short as us and we had eye contact with the stage all the time.
And it was amazing, as I expected. I finally got to experience what a lot of people in this fandom had already experienced. And I really hope it won't be my last Käärijä concert, but if it is – I'm glad I've got really cool memories of it.
------------MARE NOSTRUM------------
RIFLESSIONI INTORNO AL SAGGIO MEDITERRANEO CONTESO
#aCuradell'Associazione
Nella Roma antica, dopo le guerre puniche contro Cartagine, il termine “Mare Nostrum” venne usato per riferirsi al solo Mar Tirreno. Dal 30 a.C., quando il dominio romano si estendeva dalla Penisola iberica all’Egitto, la stessa espressione cominciò a essere usata per riferirsi a tutto il Mediterraneo. Col passare dei secoli, più che “Mare Nostro”, in particolare oggi in mondo globalizzato e dilaniato da guerre, il Mediterraneo appare più che mai come un “Mare Conteso”,
come afferma Maurizio Molinari – noto giornalista e saggista italiano, dal 2020 direttore del quotidiano La Repubblica – che nel suo saggio Mediterraneo conteso. Perché l’Occidente e i suoi rivali ne hanno bisogno (Rizzoli, 2023) si occupa prevalentemente di geopolitica nelle dinamiche attuali, più che di radici storiche e antropologiche.
Ecco come il libro viene presentato nel risvolto anteriore di copertina: «”Tre potenze globali, una dozzina di medie potenze in competizione e cinque conflitti in corso fanno del Mediterraneo il cuore strategico del Pianeta”». È un’affermazione secca nella sua dimensione descrittiva quella da cui parte Maurizio Molinari analizzando la situazione geopolitica del nostro tempo. Al centro c’è un Mediterraneo allargato che da Gibilterra arriva fino al Mar Nero, che dal cuore dell’Europa tocca a sud il Golfo di Guinea e più a est il Medio Oriente.
Dopo aver approfondito le caratteristiche e gli interessi degli attori strategici – potenze globali e regionali – impegnati su questo decisivo scacchiere, Molinari individua le aree di crisi più calde, ricorrendo allo strumento delle mappe per raccogliere su un’unica tavola i fattori militari, economici, sociali che determinano le tensioni esistenti. Senza dimenticare i fenomeni che più sono destinati a segnare il nostro futuro: il terrorismo, i cambiamenti climatici, le risorse energetiche, la demografia, le libertà individuali e politiche, i flussi migratori. Uno scenario in continua ridefinizione, un nuovo Grande Gioco in cui l’Italia, per geografia e non solo, si trova al centro. Ancora una volta Molinari ci offre un volume illuminante, “un manuale per comprendere e un compagno per viaggiare in ogni angolo del nostro mare”.
Il libro è diviso in tre parti: all’Introduzione dello stesso autore, in effetti seguono la I parte dedicata agli “Attori strategici” cioè ai Paesi interessati allo spazio mediterraneo e alle loro strategie politiche, la II parte riguardante “fattori globali” che influenzano la situazione politica mondiale, infine la III parte sulle Mappe d’Identità delineanti le situazioni degli stati in rapporto a parametri economici, giuridici e politici. Tra un capitolo e l’altro sono inserite dettagliate schede e carte geografiche sulle aree di crisi del “Mediterraneo allargato”.
Senz’altro nel corso degli anni numerosi scritti sono stati dedicati da tanti autori a quello che i Romani chiamarono “Mare Nostrum”, quasi sempre luogo di conflitti più che di dialogo. E secondo Molinari oggi più che mai di centrale importanza appare “il progetto dei Patti di Abramo che intende creare una contiguità commerciale tra India, Medio Oriente e Europa e che per gli Stati Uniti ha una valenza strategica perché è il progetto rivale della via della Seta. Ma trova un rivale anche nell’Iran, il quale ha un progetto geopolitico alternativo, che intende creare una mezzaluna sciita fra Iraq, Siria, Libano e Iran stesso”.
E quello che Molinari chiama “Mediterraneo allargato” è ora il luogo in cui si confrontano le potenze mondiali e si concentrano grandi progetti strategici: un’analisi geopolitica molto documentata, quasi didattica, che si propone di far chiarezza su problemi complessi, poiché ogni Paese è guidato da differenti obiettivi, tra smanie di potere, ambizioni, desideri, paure e motivazioni di vario genere.
«Il Mediterraneo ha tre punti di accesso: Gibilterra, Suez e i Dardanelli» – scrive Molinari – «Chi li controlla ha le mani su una delle maggiori rotte del commercio planetario senza il quale nessuna potenza, reale o velleitaria, può perseguire i propri interessi. La recente scoperta di giacimenti di gas naturale nelle acque orientali – contese fra Turchia, Cipro, Grecia, Israele e Libano – aumenta la rivalità fra i Paesi rivieraschi, così come il transito delle rotte dei migranti dall’Africa all’Europa e la basi dei gruppi jihadisti dal Sahel al Corno d’Africa disegnano i contorni di una polveriera dalle dinamiche imprevedibili».
E alla fine noi lettori, comuni cittadini non addentro alle “segrete cose” dei contorti circuiti politici internazionali, ci chiediamo che fine farà l’Umanità e la Vita stessa sulla Terra in uno scenario mondiale intricato in cui ci sembra si parli troppo di orrori, guerre, fame e malattie, disastri climatici e pericoli del nucleare, ma uno scenario nel quale ben poco purtroppo si cercano soluzioni, dialogo tra popoli e soprattutto Pace.
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"Esta página no tiene fines de lucro, difunde la cultura napolitana y sureña en todo el mundo"
REFLEXIONES EN TORNO AL DISPUESTO ENSAYO MEDITERRÁNEO
"MARE NOSTRUM"
editado por #NunzianteRusciano
En la antigua Roma, después de las guerras púnicas contra Cartago, el término “Mare Nostrum” se utilizaba para referirse únicamente al mar Tirreno. A partir del 30 a.C., cuando el dominio romano se extendió desde la Península Ibérica hasta Egipto, se empezó a utilizar la misma expresión para referirse a todo el Mediterráneo. Con el paso de los siglos, más que "Mare Nostrum", especialmente hoy en un mundo globalizado y devastado por la guerra, el Mediterráneo
aparece más que nunca como un "Mar en disputa", como afirma Maurizio Molinari, conocido periodista y ensayista italiano director desde 2020 del periódico La Repubblica – que cuestionó Mediterráneo en su ensayo. Por qué Occidente y sus rivales lo necesitan (Rizzoli, 2023) trata principalmente de la geopolítica en la dinámica actual, más que de raíces históricas y antropológicas.
Así se presenta el libro en la portada: «Tres potencias globales, una docena de potencias medias en competencia y cinco conflictos en curso hacen del Mediterráneo el corazón estratégico del planeta». Es una afirmación contundente en su dimensión descriptiva de la que parte Maurizio Molinari cuando analiza la situación geopolítica de nuestro tiempo. En el centro hay un Mediterráneo ampliado que desde Gibraltar llega al Mar Negro, que desde el corazón de Europa toca el Golfo de Guinea al sur y Oriente Medio más al este.
Después de haber explorado las características y los intereses de los actores estratégicos -potencias globales y regionales- involucrados en esta etapa decisiva, Molinari identifica las áreas de crisis más candentes, utilizando la herramienta de los mapas para reunir en una sola tabla las cuestiones militares, económicas y sociales que determinan tensiones existentes. Sin olvidar los fenómenos más destinados a marcar nuestro futuro: el terrorismo, el cambio climático, los recursos energéticos, la demografía, las libertades individuales y políticas, los flujos migratorios. Un escenario en continua redefinición, un nuevo Gran Juego en el que Italia, por geografía y más allá, se encuentra en el centro. Una vez más Molinari nos ofrece un volumen esclarecedor, "un manual para comprender y un compañero para viajar a cada rincón de nuestro mar".
El libro se divide en tres partes: a la Introducción del mismo autor le sigue la primera parte dedicada a los "actores estratégicos", es decir, los países interesados en el espacio mediterráneo y sus estrategias políticas, la segunda parte a los "factores globales". que influyen en la situación política mundial, finalmente la tercera parte sobre Mapas de Identidad que describe las situaciones de los estados en relación con los parámetros económicos, legales y políticos. Entre un capítulo y otro se insertan fichas informativas detalladas y mapas geográficos sobre las zonas de crisis del "amplio Mediterráneo".
Ciertamente a lo largo de los años numerosos escritos han sido dedicados por muchos autores a lo que los romanos llamaban "Mare Nostrum", casi siempre un lugar de conflicto más que de diálogo. Y según Molinari, hoy más que nunca "parece de importancia central el proyecto del Pacto de Abraham, que pretende crear una contigüidad comercial entre India, Oriente Medio y Europa y que para Estados Unidos tiene un valor estratégico porque es el Proyecto rival de la Ruta de la Seda. Pero también encuentra un rival en Irán, que tiene un proyecto geopolítico alternativo, que pretende crear una media luna chiita entre Irak, Siria, Líbano y el propio Irán".
Y lo que Molinari llama el "Mediterráneo ampliado" es ahora el lugar donde se enfrentan las potencias mundiales y se concentran grandes proyectos estratégicos: un análisis geopolítico muy documentado, casi didáctico, que pretende arrojar luz sobre problemas complejos, ya que cada país está impulsado por diferentes objetivos, entre ellos ansias de poder, ambiciones, deseos, miedos y motivaciones de diversa índole.
«El Mediterráneo tiene tres puntos de acceso: Gibraltar, Suez y los Dardanelos» – escribe Molinari – «Quien los controla tiene en sus manos una de las principales rutas comerciales mundiales, sin la cual ninguna potencia, real o irreal, puede perseguir sus intereses. El reciente descubrimiento de yacimientos de gas natural en aguas orientales -disputadas entre Turquía, Chipre, Grecia, Israel y Líbano- aumenta la rivalidad entre los países costeros, al igual que el tránsito de rutas migratorias de África a Europa y las bases de grupos yihadistas del Desde el Sahel hasta el Cuerno de África dibujan los contornos de un polvorín con una dinámica impredecible."
Y al final nosotros, los lectores, ciudadanos comunes y corrientes que no estamos en las "cosas secretas" de los retorcidos circuitos políticos internacionales, nos preguntamos qué pasará con la Humanidad y la Vida misma en la Tierra en un intrincado escenario global en el que parecemos hablar demasiado de horrores. , las guerras, el hambre y las enfermedades, los desastres climáticos y los peligros de la energía nuclear, pero un escenario en el que lamentablemente muy poco se busca soluciones, diálogo entre los pueblos y sobre todo Paz.