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This part gets its own post because i have THOUGHTS.
Literary Heights
- another exciting title
- Michael? 👀
- Lichtenberg figure scars? Wasnt there a guy who felt guilty about getting his friend struck by lightning, and said friend had lightning scars?? 👀
- Ooh ‘the smell before a storm’ it is lightning!!
- I wonder if getting struck by lightning gave him lightning-based powers a la a Leitner novel, like the guy who burned his house down. So he leaves when he smells the storm scent because he knows hes going to start electrocuting things
- Leitner mention right as I wrote that last point!!
- The Leitner books are (were?) killing the booksellers… doesn’t bode well
- Isnt that the original Leitner book?? Interesting!!!
- “Which alarmed me until I saw the unharmed and whole book clutched in his arms” no alarm for this loyal customer of yours manically scrawling page after page of latin though, I see
- Tall, thin, weird limbs? Another of the things that got Graham??
- No body? Like what happened to the skydiver who got… eaten by the sky?
- Really really liked this episode
- I like that we got more context on the first Leitner book. I think the mention of Michael Crewe again is interesting, especially since he apparently had a book that his friend, the source of his scar, just happened to pick up on his own later??
I think this episode shows a lot more of how everything is linked… Micheal Crew had a Leitner book and also seemed to be stalked by some kind of shadow-y figure thats similar to one that hunted Graham. Both the figure and whatever was Wrong with Michael seems to be linked to his near death experience, caused (accidentally) by his friend who later ended up with the same book. The Leitner books seem to matter to the weird shadow entities? Either to ward them off or to strengthen them somehow?? Michael then seemed to be ‘eaten’ by the sky the same as the skydiver guy. So we’re linking together three (and a half, with the lightning strike) completely separate concepts, POSSIBLY four if we link it to the other Michael. I mentioned in my notes on the finale that Sasha’s Michael being a weird distorted thing might be related to Graham getting taken by a weird shadow being and replaced by a cheap copy, and that maybe Michael is somehow possessed or something by one of those shadow things. Is Sasha’s Michael maybe Michael Crewe then, or what’s left of him, replaced by the weird jagged shadow creature he was trying to avoid??
I think it’s super interesting that like… I knew a lot of things would be linked when i went into this but I didnt know how much. Everything is linked. I want one of those boards with red thread just to keep track of it all because my brain is fighting to keep track.
ok ok still related to mike crew but i've made the egregious mistake of not reading mag046 enough times to pick out all the info so i'm going on another research deep dive to formulate some new headcanons and correct some old ones!
like going through all those books herbert knox mentioned
and going through the university of chichester's ucas page
and going google maps-ing
and-
[pdf con testo inglese a fianco / pdf with english text on the side]
[CLICK]
ARCHIVISTA
Dichiarazione di Herbert Knox, riguardo un cliente abituale nella sua libreria a Chichester. DIchiarazione originale rilasciata il 21 dicembre del 1998. Registrazione audio di Jonathan Sims, Capo Archivista dell’Istituto Magnus, Londra.
Inizio della dichiarazione.
ARCHIVISTA (DICHIARAZIONE)
È difficile sapere esattamente da dove cominciare a spiegarvi esattamente che cos’è che ho vissuto. Ci sono così tante cose che sono successe, ognuna strana e inspiegabile in sé e per sé, ma che io sia dannato se riesco a capire come si collegano tra loro, eccetto che finiscono tutte per coinvolgere lo stesso studente universitario.
Il suo nome era Michael Crew, anche se di solito si faceva chiamare Mike, almeno da me. Di solito non sono il tipo da prestare molta attenzione agli studenti che entrano nel mio negozio, specialmente all’inizio di un nuovo anno scolastico. Ho un po’ un debole per l’antiquariato quando si tratta del mio arredamento, e quello, combinato con l’età del mio magazzino, vuol dire che quando arrivano nuovi studenti all’università di solito considerano la scoperta di Lion Street Books come una specie di curiosità. Ho sentito più di un paragone con quel negozio in Cose Preziose di Stephen King, comunque si chiamasse.
Comunque, dato che mi occupo principalmente di libri rari e antichità, generalmente danno un'occhiata ai prezzi e all’improvviso il loro interesse si prosciuga. Ovviamente ci sono un paio di ragazzi ricchi i cui genitori non sono stati in grado di comprare la loro ammissione a Oxbridge, quindi non è un completo spreco.
Quindi è raro che io abbia motivo di ricordarmi la faccia di qualcuno della mia clientela studentesca. Ma Mike mi è rimasto impresso dal momento in cui entrò nel negozio. Dovrebbe essere stato lo scorso settembre - non mi ricordo la data precisa, anche se sono sicuro che se guardassi tra le mie fatture ve lo potrei dire. Era basso, di poco sopra il metro e mezzo, e molto magro. Malnutrito, mi ricordo di aver pensato. Non aveva ancora cominciato a fare freddo, ma indossava un cappotto con il colletto alto, e una sciarpa spessa avvolta intorno al collo.
Ora, sto cominciando ad essere avanti con gli anni, e per quanto ami il mio negozio, l’edificio può diventare un po’ pieno di spifferi quando arriva l’autunno, quindi di solito tengo il riscaldamento abbastanza alto. Era chiaramente abbastanza perché per lui fosse fastidioso, avvolto come era, e si tolse la sciarpa per scoprire un disegno ramificato di cicatrici bianche che gli salivano sul lato del collo.
Era interessante, certamente, ma non era quello che ha davvero catturato la mia attenzione. No, quello che mi colpì di più fu che, invece che meraviglia o curiosità, come vedevo nei volti degli altri studenti che si trovavano a entrare in Lion Street Books, questo giovanotto cominciò a esaminare gli scaffali con un’espressione che sembrava più simile a impazienza.
Stava ovviamente cercando qualcosa di specifico, quindi dopo un paio di minuti gli chiesi se potevo aiutarlo. Senza alzare lo sguardo mi disse che era alla ricerca di una copia del Dictionnaire Infernal di de Plancy - più vecchio era meglio era. Avevo solo una traduzione del 1908 in magazzino, ma gli dissi che avrei fatto delle richieste se desiderava un’edizione più antica. Non rispose a questo, né alla mia semplice domanda se stesse studiando demonologia o l’occulto.
Lo portò al mio bancone per comprarlo, e io cominciai a rovistare cercando la macchinetta delle carte di credito, quando sentii un odore stranissimo. Era come appena prima lo scoppio di un acquazzone - quell’odore acre nell’aria. Ma guardando fuori il cielo era scoperto e il sole stava splendendo.
Anche Mike sembrò sentirlo, e si immobilizzò. Infilò una mano nella sua giacca e tirò fuori una mazzetta di banconote. Le contò velocemente, afferrò il libro, e fu fuori dalla porta prima che avessi la possibilità di stampargli lo scontrino. L’odore svanì non appena lui fu fuori dalla mia vista.
Non sapevo il suo nome a quel punto, ma fu tutt’altro che l’ultima volta che lo vidi. Diventò una sorta di cliente abituale. Circa una volta ogni tre settimane entrava e controllava cosa avessi di nuovo in magazzino. Era interessato di spiritualismo, storia della stregoneria, qualsiasi cosa mistica, specialmente se precedente del 1850. Comprò anche un paio di libri sulla meteorologia, specialmente pre-Illuminismo, e una volta un libro sulle opere di Gottfried Leibniz - anche se non ricordo il titolo.
Non ho idea da dove prendesse i soldi, ma ne aveva molti. Fu in grado di pagare cinque cifre per una copia di una stampa del 1559 del Malleus Maleficarum senza battere ciglio. A un certo punto venni a sapere il suo nome. Voglio dire, certamente non l’avrei descritto come un amico, neanche lontanamente, ma nel corso dell’ultimo anno era tranquillamente stato il mio cliente più assiduo.
Quella là non fu l’unica volta in cui sentii quell’odore acre nell’aria, però. A volte mentre era dentro tornava di nuovo all’improvviso. Non sembrava mai provenire da Mike, non esattamente, ma quando era nei paraggi l’odore era all’improvviso lì. Erano le uniche volte in cui lo sentivo all’interno, e quando lo sentivo, Mike smetteva di fare qualunque cosa stesse facendo e se ne andava immediatamente. Non scappava. Andava via e basta.
C’era anche un’altra cosa. Ogni volta che era dentro le lampadine nel mio negozio brillavano più forte. Non me ne accorsi neanche per diversi mesi da quando aveva cominciato a venire, perchè di solito era giorno quando andava a fare compere. Ma quando l’inverno fece sentire la sua presenza, le sue visite nel tardo pomeriggio cominciarono ad aver luogo dopo il calare del buio, e notai che ogni volta che entrava il negozio diventava più luminoso. Le lampadine cominciavano a ronzare molto leggermente, e i filamenti al loro interno brillavano con un’intensità sorprendente. C’era questo strano crepitio elettrico, e una volta ho persino preso la scossa mentre accendevo una lampada.
Non sollevai mai la faccenda con Mike, però. Non so neanche come avrei potuto fare a sollevarla.
Era febbraio quando ottenni il libro di Leitner. Avevo già sentito parlare di lui, ovviamente, anche se non l’avevo mai incontrato di persona. Il commercio di libri rari è relativamente un mondo piccolo, almeno all’interno del Regno Unito, e il suo nome veniva spesso a galla ogni volta che chiacchieravo con i miei colleghi. A volte era su che pezzo di valore aveva agguantato per una frazione del suo vero valore, o l’importo spropositato che aveva pagato per un libro che tutti gli altri erano sicuri fosse un falso. Occasionalmente c’erano dicerie più losche sulla sua vita privata.
Quindi, anche se non ho mai fatto la sua conoscenza, ero ben consapevole di Jurgen Leitner e la sua collezione. E quando sparì nel 1994 fui tra i tanti che sentirono voci di corridoio che un paio dei suoi libri fossero di nuovo in circolazione. Non pensavo che avrei mai messo le mani su uno di loro, però. Non finché non venni a sapere della morte di Kirsten.
Kirsten Bowman era una mia amica libraia giù a Salisbury. Suppongo che potremmo chiamarla una rivale, in un certo senso, ma siamo sempre stati molto amichevoli. In effetti ci sono stati un paio di anni durante gli ‘80 in cui eravamo davvero molto amichevoli. Ma non ci eravamo parlati molto nell’ultimo paio d’anni.
Beh, a gennaio di quest’anno è deceduta. Ha perso l’equilibrio sulle scale e si è spezzata il collo. A essere sincero non ero così sorpreso dalla sua morte come avrei potuto essere - anche se era comunque piuttosto allarmante. Negli ultimi anni il panorama dei libri rari nel Regno Unito è cambiato in modo significativo. Molti dei grandi nomi della vecchia guardia sono spariti o sono andati in pensione - o, un paio di volte, anche trovati morti.
La polizia è anche intervenuta per un po’, dato che c’era la voce che forse qualcuno là fuori avesse preso di mira i librai. Ma non hanno mai trovato niente a indicazione del fatto che fosse nient’altro che una coincidenza. Suppongo che sia un esempio di come una generazione inevitabilmente lascia il posto alla successiva, ma con Kirsten era la prima volta che avesse colpito qualcuno che conoscevo bene.
Quello che mi sorprese di più della sua morte, però, fu che mi aveva nominato come suo esecutore testamentario, e mi aveva lasciato la maggior parte del suo magazzino. Quindi fu così che mi ritrovai in possesso di un Leitner.
Era un libro davvero strano. Il titolo era Ex Altiora o “Dalle altezze”. Era stato rilegato a mano, alla fine del 1800, da quello che potevo vedere, anche se le pagine sembravano decisamente più antiche di così. 17esimo secolo, avrei detto. Era scritto in latino, e sembrava un lungo poema nello stile di Virgilio, illustrato con un paio di xilografie piuttosto notevoli.
Raccontava la storia di un piccolo villaggio senza nome in cima a una scogliera, che vede una creatura mostruosa che comincia ad avvicinarsi. Il poema non rende chiaro se sia una bestia, un demone, o un dio, dato che usa queste parole in modo intercambiabile, ma viene visto in lontananza, la sua testa e il suo corpo persi tra le nuvole.
La maggior parte della storia dettaglia i tentativi dei paesani di prepararsi alla battaglia contro questa creatura, ma ogni volta che elaborano una contromisura, quella cosa si avvicina e si mostra essere più grande di quanto pensassero prima, rendendo i loro preparativi insignificanti. Alla fine, quando è quasi sopra di loro, la sua impossibile vastità innegabile, i paesani si arrendono alla disperazione, e si lanciano giù dalla cima della scogliera sulle rocce giù in basso.
Era uno strano libro, reso ancora più strano dal fatto che sembrava essere totalmente unico. Non riuscii a trovarne alcuna traccia in nessun catalogo che avessi a disposizione, e dopo un paio di chiamate a un paio di musei e archivi che sapevo si occupavano di testi simili, mi ero convinto che poteva benissimo essere un libro completamente unico.
Questo non mi fece piacere come uno potrebbe immaginare, perché voleva dire che avevo un artefatto tra le mani: uno che apparteneva decisamente più in un museo che in una libreria. Avevo ricevuto un libro da museo solo una volta in precedenza, e il processo di autenticazione, e il lavoro necessario per venderlo, non valevano, francamente, la cifra per cui lo vendetti. I musei non sono così ben finanziati come i collezionisti privati.
Inoltre c’era qualcosa riguardo al libro stesso che mi metteva a disagio. Leggerlo era… disorientante, in un modo che non posso facilmente spiegare a parole. Specialmente le incisioni, anche se erano solo il villaggio, o la scogliera, o foreste vuote, o montagne. Erano piuttosto crude per molti versi, ma di certo non inquietanti. Ma comunque due volte mentre lo leggevo e osservavo le incisioni sono caduto dalla sedia.
Nel corso della settimana in cui è stato in mio possesso ho avuto abbastanza capogiri da farmi prenotare un appuntamento dal medico, anche se in quel momento non avevo fatto nessun collegamento diretto tra essi e il libro. Facevo anche brutti sogni. Non me li ricordo chiaramente, ma sono abbastanza sicuro che fossero sogni in cui cadevo.
Mike entrò alla fine di quella settimana. Non arriverei a dire che lo stavo aspettando, ma avevo messo da parte una dozzina di libri per la sua attenzione, dato che supponevo sarebbe passato ad un certo punto. Come suo solito non disse quasi nulla, e l’aria fredda di febbraio era abbastanza per non fargli sentire il bisogno di togliere la sciarpa, quindi si poteva vedere solo un vago accenno di quella cicatrice ramificata che spuntava da sotto di essa. Le lampadine sfrigolarono e si fecero più luminose con la sua presenza, e gli presentai i libri che avevo scelto per lui. Passò un paio di minuti a sfogliarli prima di respingerli scuotendo la testa. Non era una cosa insolita per lui, e non lo presi come un insulto.
Mi girai per riporli sullo scaffale, quando fui quasi sopraffatto da un’ondata di vertigine. Afferrai lo schienale della mia sedia e mi stabilizzai. Quando guardai indietro verso Mike, lui stava fissando il libro di Leitner con un’espressione selvaggia che non avevo mai visto prima sul suo viso. Indicò Ex Altiora e mi chiese a quanto venisse.
Cominciai a dirgli che non era in vendita, ma aveva questo sguardo negli occhi - questa disperazione furiosa. Mi spaventava, a essere sincero, ed ebbi la sensazione improvvisa che quest’uomo sarebbe stato disposto a uccidermi per quel libro. Tutto ciò, combinato con il disagio che sentivo verso quella cosa, era giusto un po’ troppo per me. Nominai una cifra che pensavo fosse forse il doppio di quello che valeva davvero, e Mike mi scrisse un assegno così velocemente che pensavo la sua penna sarebbe passata attraverso la carta. Per questo insistetti per stampargli una ricevuta, e senza un’altra parola uscì nel piovoso pomeriggio di febbraio.
E sarebbe finito tutto lì. Visto quello che successe dopo, non penso che avrei mai più rivisto Michael Crew se non fosse stato per il semplice fatto che il suo assegno fu respinto.
Non ci potevo credere all’inizio. Era sempre stato così disposto a pagare enormi quantità di denaro per i libri che l’idea che non fosse in grado di permettersi qualcosa non mi era mai passata per la testa. Ma non c’era stato nessun errore. Dopo una non breve considerazione, decisi che l’unica cosa rispettabile da fare fosse andare da lui e discutere la questione. Magari potevo riavere indietro il libro, magari potevo fare disposizioni alternative. In ogni caso mi sembrava di doverlo a Mike.
Avevo il suo indirizzo su un documento di una consegna che aveva richiesto un paio di mesi prima, quindi fu una cosa semplice chiudere prima il negozio e fare la corta camminata attraverso Chichester fino al suo appartamento - piuttosto lussuoso per gli standard studenteschi, ma abbastanza facile da trovare. Il cielo era di un grigio livido mentre camminavo per la città, ed ero contento di aver preso con me l’ombrello, dato che sembrava promettere un temporale. Riconoscevo l’odore dalle precedenti visite di Mike - ma anche allora non mi resi conto di cosa significasse.
Raggiunsi la sua porta e bussai. Fui attento a essere deciso ma non aggressivo nel mio bussare, dato che avevo la strana convinzione che un colpo troppo provocatorio avrebbe reso molto più difficile riavere il libro. Non avrei avuto bisogno di pensarci affatto. La porta si aprì prima che avessi anche solo finito di bussare, ed ebbi una stranissima sensazione nello stomaco, come se fossi in piedi sull’orlo di un precipizio, e feci un istintivo passo indietro.
Mike stava lì, con un aspetto terribile. Da dentro arrivava l’odore di un uomo che non lasciava la sua stanza o apriva una finestra da un paio di giorni. Gettate sul pavimento c’erano pagine e pagine di uno scarabocchiato testo in latino, il che mi allarmò, finchè non vidi il libro intatto e illeso stretto tra le sue braccia. Cominciai a spiegargli quello che era successo e perché ero lì, ma non sembrava registrare le mie parole - fissava solo con sguardo vuoto il posto che occupavo, quasi come se non notasse che io ero lì.
Mi ricordo che ero appena arrivato al punto di ripetere la parola “assegno” ancora e ancora, nella speranza che ne prendesse atto, quando le prime goccie di pioggia cominciarono a colpire la sua finestra. Senza preavviso gli occhi di Mike si spalancarono, in quella che avrebbe potuto essere un’illuminazione, o forse solo paura, e la sua pelle diventò così pallida che le sue cicatrici ramificate sembrarono quasi sparire. Poi il primo fragore di un tuono ruzzolo sopra di noi, e quell’odore mi colpì con un’intensità tale che riuscivo a malapena a respirare.
Ero a terra prima che potessi capire cosa stava succedendo, e mi girai per vedere Mike che correva a tutta velocità giù per il corridoio, stringendo il libro di Leitner. Credo di aver sbattuto la testa, e i miei pensieri erano molto confusi: ero convinto che stesse cercando di scappare con il libro. Con una determinazione che, sinceramente, non mi sarei mai aspettato da me stesso, decisi che dovevo fermarlo. Dovevo impedire a Michael Crew di rubarmi il Leitner. Quindi mi alzai, ombrello dimenticato, e lo rincorsi nella pioggia battente. Ci facemmo strada attraverso Chichester, con i fulmini che formavano archi nel cielo in un modo che avevo visto solo un paio di volte nei 40 anni in cui avevo vissuto lì.
Potevo a stento vedere la figura di Mike in fuga davanti a me, e a volte - quando un fulmine illuminava il cielo - avrei potuto giurare che vedevo qualcun altro che lo rincorreva. Era difficile vederlo, perché sembrava apparire solo in quei flash momentanei, ma sembrava alto, magro, con gli arti spigolosi e ramificati. Come la cicatrice di Mike.
Non so come sia entrato nel campanile della Cattedrale di Chichester. È separato dall’edificio principale, alto, imponente, e quadrato, illuminato nettamente dal cielo lampeggiante. Una delle porte alla base era aperta, e non mi fermai a pensare come fosse stata aperta prima di correre dentro e cominciare a salire le scale.
L’odore era così intenso all’interno che mi vennero i conati per l’acre fetore. Nella mia determinazione a inseguire un giovanotto che stava rubando un libro, a quanto pare mi ero completamente dimenticato della mia età, che tornò tutta d’un colpo, e crollai un po’ sulle scale. Cominciai a salire poi, lentamente, verso la cima del campanile. Non ho mai sofferto di vertigini, ma mentre salivo sempre più su da quelle scale, la mia testa cominciò a girare e il mio cuore batteva così forte che ero sinceramente preoccupato di essere in pericolo di infarto.
Finalmente raggiunsi la cima delle scale. Potevo sentire delle urla dalla cella campanaria. Era Mike - stava urlando qualcosa che sembrava un canto, o una preghiera. La maggior parte di esso era in lingue che non conoscevo, ma riuscii a riconoscere le parole “altiora”, “vertigine”, e “l’immensità”.
Raggiunsi la cima, e lì vidi Mike, in piedi davanti a una finestra aperta. Teneva il libro davanti a sé come una barriera protettiva, e davanti a lui c’era una strana figura ramificata. Crepitava e sfrigolava, illuminata da una forte luce bianca, come se ci fosse un fulmine proprio nella stanza.
Stava lì, come se non potesse avvicinarsi. Mentre Mike recitava il crescendo della sua invocazione, con un grido di “sono tuo,” saltò giù dalla finestra aperta, e - presumibilmente - verso la propria morte.
La strana figura gridò, un suono simile a carta vetrata che si strappa, e sembrò venire trascinata giù dalla finestra con lui. L’odore pungente svanì all’istante, e io fui da solo al buio.
Dico “presumibilmente” sul suo saltare da trenta metri verso la propria morte perché, quando uscii, non trovai nessun corpo alla base della torre. E neanche la polizia, che ovviamente mi trattò come un lunatico. Quando il cielo si rasserenò, poco dopo, fu chiaro che le finestre della cella campanaria erano chiuse e sigillate.
Non vidi mai più né Michael Crew né il libro di Leitner.
ARCHIVISTA
Fine della dichiarazione.
Michael Crew. Un altro nome che sembra apparire più di una volta in relazione ai Leitner, e due volte per quanto riguarda questo specifico volume.
Gli eventi qui sembrano aver avuto luogo un paio di anni dopo quelli della dichiarazione 9991006. L’esposizione al Racconto del Tornitore di Ossa potrebbe avergli catalizzato un interesse per Jurgen Leitner? O forse un’esperienza precedente? Sembra che stesse cercano di usare il libro come protezione contro qualsiasi cosa lo stesse inseguendo. Il Racconto del Tornitore di Ossa non ha funzionato su quel fronte…? E che cos’è che lo inseguiva, portando con sé quell’odore?
È un peccato che Ex Altiora sia stato bruciato, alla fine. Sarei stato affascinato dal leggerlo - soprattutto dato che c’è una caratteristica a cui sono sorpreso che il signor Knox non faccia cenno, confrontando la sua dichiarazione con quella di Dominic Swain nel caso 0132806.
Il libro che ha ricevuto il signor Knox non sembrava contenere la xilografia dello scuro cielo notturno, con il disegno ramificato e arcuato della figura di Lichtenberg.
Qualcun altro sta scendendo nei tunnel. Quando sono arrivato ieri ho notato che la botola sembrava essere stata mossa. Non era chiusa a chiave. Ho affrontato gli altri, ma lo negano tutti, ovviamente.
Qualcuno deve pensare che ci sia altro di valore laggiù - a meno che non stiano cercano di nascondere qualcosa. O cercano o nascondono, potrebbe essere entrambe le cose. Potrei provare a montare una telecamera per controllare la botola, se riesco a trovare un posto adatto a nasconderla.
Sono andato giù a vedere se potevo trovare qualcosa, ma sembra tutto uguale alla scorsa volta. L’unica differenza ora sono… tutte le ragnatele. Sembra che si siano diffuse là sotto. Penso di aver visto un paio degli esemplari più grandi mangiare i resti dei vermi. È stata una… vista sconcertante, e me ne sono andato quasi immediatamente.
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