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Writers #retake #milano
Writers. Bella la facciata di casa appena ripulita dai graffiti dei writers. E’ cosa di ieri l’altro. Un grazie al Comune di Milano che ha provveduto. Va bene che a pagare il conto alla fine siamo noi, writers inclusi ovviamente. Vediamo quanto dura visto che non è il primo intervento. Cercando sul web ho trovato Retake, una lodevole iniziativa appena lanciata e promossa da cittadini volontari…
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Writer scoperti a imbrattare i treni, reagiscono con violenza
Milano 27 Settembre - Hanno reagito con le spranghe e con i denti. I vigilantes dell’Atm portano i segni e le abrasioni dei colpi sulla testa; sulle mani, i tagli provocati dai morsi. La guerriglia urbana si fa con le vernici ma soprattutto con i bastoni negli zaini: i tre writer non avevano paura di essere scoperti, ma si erano comunque preparati alla difesa estrema. Non avevano cappelli, sciarpe e foulard a coprire i volti. Appena sono stati avvistati e trovati in flagranza di reato (in mano le bombolette d’ordinanza utilizzate per imbrattare un vagone), hanno reagito aggredendo. Prima il personale di sorveglianza dell’Atm. E poi una pattuglia di carabinieri. Due vigilantes e altrettanti militari sono finiti in ospedale. Uno dei writer è stato catturato. Gli altri sono scappati.
Sangue e feriti nella notte tra mercoledì e ieri. Parco Gramsci, a Sesto San Giovanni. Le cinque. In quella zona c’è un tronchino, un binario sul quale di notte vengono parcheggiati i treni del metrò. È un obiettivo «sensibile» (molto controllato per la serie di incursioni nel passato). È anche un luogo rischioso: non permette vie di fuga; così, quando sono arrivati i guardiani dell’Atm, i graffitari si sono sentiti in trappola. Hanno reagito per scappare. L’attacco è stato violentissimo. «Uno di loro sembrava indiavolato». I carabinieri di Sesto San Giovanni sono stati chiamati quando il livello dell’aggressione s’è fatto insostenibile per i due addetti dell’Atm, che si sono ritrovati in minoranza e circondati. Non è un episodio isolato: più volte in passato l’attività di contrasto ai writer è sfociata nella violenza, ma la sensazione e che negli ultimi tempi il livello di scontro si stia alzando. (Corriere Milano)
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La Palazzina Liberty di corso XXII marzo, sempre più vittima dei graffitari, ha perso la bellezza originaria. Ma il Comune che fa?
Milano 8 Luglio – La Palazzina liberty di corso XXII marzo è un gioiello di art nouveau, a Milano. Buon senso vorrebbe che l’Amministrazione Comunale ne curasse la manutenzione e il decoro, che valorizzasse la facciata originaria e, invece oggi i muri, la facciata esterna sui quattro lati e i pavimenti sono scarabocchiati da graffiti, tag, disegni, firme, slogan. Niente di creativo o artistico: un’accozzaglia di segni che indica lo sfogo mitomane dei tanti che trovano divertente esprimersi imbrattando le superfici, non importa quali. L’arch. Alberto Migliorini griderà dal Paradiso la sua indignazione, ma con questa Giunta di Sinistra che concede fondi per una scuola di street art, che è sempre molto benevola con gli “innovatori” dell’arte che, nella maggior parte dei casi, abitano nei Centri Sociali, credo proprio che a nessuno interessi il ripristino all’antica bellezza della Palazzina. Eppure resta un bell’esempio di Architettura di inizio novecento, descritto nel sito del Comune come “Frutto di un attento studio fra i pieni e i vuoti valorizzati dall’ampia vetrata con la facciata art nouveau e i motivi decorativi delle piastrelle in ceramica”.
Una presa in giro per chi volesse visitarla fidandosi della descrizione. Una gran bella figura nei confronti degli eventuali visitatori dell’EXPO.
E non si ponga la discussione sui graffiti artistici o non. Gli scarabocchi restano scarabocchi. Lo scempio della palazzina è lì da vedere. L’indifferenza del Comune è un dato di fatto.
Olga Molinari
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Beccati dalla polizia i writer del bliz al deposito della Metro Lilla
Milano 1 Marzo – Era accaduto poco più di un mese fa, nella notte tra il 25 e il 26 gennaio: i vagoni nuovi fiammanti della Metro Lilla, appena arrivati dalla fabbrica e senza ancora neppure il logo dell’ ATM, erano stati malamente imbrattati da dei writer che si erano introdotti nottetempo nel deposito di Cologno, forzando i portoni.
Ma gli investigatori dell’Unità Decoro Urbano dei vigili, coordinati dal comandante Tullio Mastrangelo, partendo da quelle scritte e da quelle firme, attraverso un’indagine tappeto sul territorio, ma anche su Internet, (rintracciando i fili delle amicizie tra writer sui social network) sono riusciti a identificare e denunciare i primi graffitari.
Orso è un 20enne cittadino italiano di origine romena. Kits, 25 enne di Perugia, è stato individuato nei giorni scorsi dalla Polizia in un ostello milanese. Piter , 21enne spagnolo, è invece a Milano per il programma Erasmus. Vi è poi anche un quarto giovane indagato solo per concorso in danneggiamento.
I primi due sono stati identificati attraverso filmati delle telecamere di sicurezza e, dalle perquisizioni a casa loro, si sono potuti ritrovare computer e telefonini da cui ricavare le identità dell’intero gruppo.
E. Ardenti

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