Le buone maniere fanno […] più gradevole la vita perché tendono a moderare o camuffare la maggior parte dei sentimenti e dei comportamenti di antagonismo o di aggressività sotto il velo delle convenzioni (Valentina D'Urso, Le buone maniere).
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Le buone maniere fanno […] più gradevole la vita perché tendono a moderare o camuffare la maggior parte dei sentimenti e dei comportamenti di antagonismo o di aggressività sotto il velo delle convenzioni (Valentina D'Urso, Le buone maniere).

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At the same time as bodily hygiene, Italy taught politeness, in particular good manners at the table and in society in general. In 1598, the printing-house of Jean de Tournes edited a booklet of etiquette, 'Le Galatée, premièrement composée en italien par I. de la Case, depuis mis en François, Latin et Espagnol par divers auteurs' [Galateo, first composed in Italian by Giovanni della Casa and since translated into French, Latin, and Spanish by diverse authors]. Casa opposed 'the gentle and courteous way of life' with what he called 'sour and rustic manners.' He gave advice that provided curious interpretations of what he named rustic manners: 'not sniffing one's food or drink, not presenting a glass from which one has already drank to someone else,' and much less 'not presenting to another a pear or other fruit from which one has already bitten.' Some conducted themselves at the table like pigs. They ate messily to the point of soiling the tablecloths, which became dirtier than their handkerchiefs. Casa also recommended not to clean one's nails in public, to avoid unbecoming gestures like poking, and not to sit or stand too close when talking to others...That this booklet was edited in Lyon reveals the Italian presence in the city. We can use these small means to learn whether this advice for better behavior in public--particularly at the table--was better respected in Lyon by the Italians than by the French. Forks were used inside the homes of booksellers originating on the Peninsula. Luxembourg de Gabiano listed two dozen each of silver forks and spoons from his house on the Rue Mercière in his will. Thirty years later in 1588, a bookseller from Lucca, Paolo Bianchi, used several silver objects, including six spoons and six forks, to pay back a master hosier to whom he owed 30 écus. Certainly these forks were not very numerous, but members of the court did not use them any more often, despite their higher rank. In courtiers' inventories, forks are either present in very small numbers or absent. Montaigne noted that he ate with his fingers. Henri III and his close entourage were ridiculed because they used forks at the table. If the great merchants of Lyon used this object at the table, mockery at their expense was probably frequent.
Jacqueline Boucher, Présence italienne à Lyon à la Renaissance: Du milieu du XVe à la fin du XVIe siècle (pp. 163-164)
Windows si è bloccato quando stavo per spedire l'ultima email di lavoro. La mia reazione è stata così pacata che mi hanno segnalato come persona non gradita nei circoli oxfordiani di tutti i paesi del Commonwealth ed è apparso un ologramma di Alberto Angela che scuoteva la testa.
Galateo
Piccolo galateo social per uomini. Cercare l'approccio diretto con una donna in una chat privata, mentre si condivide tutto ciò che le altre follower pubblicano, è un po' come chiedere a una di fare sesso senza alcun preliminare, mentre si regalano cioccolatini e fiori alle altre donne.
Non so se ho reso l'idea :)
IL GALATEO DEL VAFFANCULO:
'' Il Vaffanculo non è un semplice insulto,e non è I nemmeno una maledizione:è la liberazione dall’oppressione,è un gesto sincero e terapeutico che è forse più utile di anni di psicoterapia.
Il Vaffanculo è sempre un’occasione di confronto,con il prossimo e soprattutto con sé stessi..ecco a voi il teorema del vaffanculo.
Il Vaffanculo non deve avere timori reverenziali di sorta,il vaffanculo non deve subire il potere perché è libero, anarchico e non teme le gerarchie. Che tu sia un re,un papa o un megadirettore…se a fanculo ti mandano,a fanculo devi andare.
Il Vaffanculo non teme nemmeno la morte:anche quando a morire è una carogna,nel momento in cui passa a miglior vita,anche il peggior bastardo viene chiamato, COMUNQUE ,“Buonanima”.Niente di più ipocrita,perché la morte non santifica e non rende migliori:se meritavi dei vaffanculo da vivo,continuerai a meritarli anche dopo morto.
Il Vaffanculo è per tutte le stagioni della vita:dalla culla alla tomba,un vaffanculo,per qualche motivo,te lo meriti sempre e per sempre…nessuno si senta al sicuro,mai.
Ci sono Vaffanculo che celano amori profondi ed inconfessati….e ci sono “Ti amo” che celano dei Vaffanculo.La tensione erotica che c’è in un vaffanculo detto,anche ridendo,tra un uomo ed una donna vale più di 1000 frasi da baci perugina.
Il Vaffanculo è democratico,è reciproco come un “69”:ricevi quello che dai e dai quello che ricevi.
Infine vi dico che mandare a fanculo qualcuno, e soprattutto sé stessi,signori e signore,è veramente un’arte sopraffina..ed il gioco più raffinato è quello di mandare a fanculo qualcuno,senza che questi nemmeno se ne renda conto…sapeste quanti Vaffanculo,si possono dire con il sorriso ed un’impeccabile savoir –faire..e quelli,amici miei,son i Vaffanculo migliori.''
C. Zanitti

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I più maleducati d’Europa
Il 20 novembre è la Giornata Mondiale per i Diritti dell’Infanzia e vi vorrei parlare di un diritto che sempre di più neghiamo ai nostri bambini: il diritto alla bellezza.
I bambini di oggi non hanno più la stessa esposizione alla bellezza che avevamo noi da piccoli. Peppino Impastato ricordava come è importante educare alla bellezza, poiché educare alla bellezza significa educare a non rassegnarsi all'esistente, allo stato presente delle cose. In questo particolare periodo storico, siamo diventati letteralmente assuefatti alla bruttezza e il passo dal brutto all'imbruttirsi è breve ed imbruttirsi significa anche diventare maleducati.
Uno studio condotto dallo psicoantropologo e psicoanalista Massimo Cicogna, ci rivela già da tempo che i bambini italiani sono i più maleducati d'Europa. La maleducazione è sicuramente il sintomo di un disagio: l'incapacità di gestire i conflitti e di esprimere le proprie emozioni, che col tempo può trasformarsi in difficoltà di avere relazioni e disagio psicologico. Se vogliamo salvare i bambini da tanti problemi futuri dobbiamo anche fare di loro delle persone educate, non avendo paura ad intervenire su quelle che erroneamente possiamo scambiare per tratti del carattere.
Se ripenso alla mia infanzia, non ricordo di aver subito duri insegnamenti o memorabili punizioni; sono diventata quella che sono non perché mi venisse imposto qualcosa o mi venisse specificatamente insegnato, ma con l’esempio. Facevo quello che vedevo fare e se qualche cosa risultasse essere “un po’ più difficile” mi veniva “semplicemente” spiegata. Allora, attenti agli esempi che diamo: se vogliamo che i bambini si comportino in maniera educata, prima di tutto dobbiamo essere noi a farlo.
E’ importante insegnare a bambini e ragazzi a comportarsi in modo gentile e composto, in maniera semplice, ma efficace, d’altra parte in questo modo li aiutiamo a sviluppare la loro intelligenza emotiva che è alla base del successo personale nella vita e nella società.
Cosa devono saper fare i bambini per essere riconosciuti come educati?
Semplici gesti di vita quotidiana come: saper ascoltare, salutare con cortesia, non infastidire gli altri, dire sempre le paroline magiche come “grazie” e “per favore”, essere corretti a tavola, non urlare e non dire parolacce, rispettare i luoghi comuni, avere cura del proprio corpo e farsi rispettare come bambini!
Sarebbero tanti i consigli da dare sui gesti quotidiani, ma mi piace concludere dando “qualche dritta” su come insegnare ai bambini a stare in uno dei luoghi che le famiglie oggi frequentano di più, dove la maleducazione infastidisce molto i vicini e spesso è causa di gravi imbarazzi:
Semplici buone maniere al ristorante
- non disturbare i vicini di tavolo con urla e schiamazzi.
- I posti a tavola li decidono mamma e papà e non si cambiano nel corso della cena.
- Non ci si alza senza chiedere permesso.
- Si salutano i camerieri quando si arriva e quando si va via.
- E’ vietato giocare con le posate, e tutto ciò che è sulla tavola.
- Non si osservano i vicini, né si indicano le altre persone.
- Si parla a bassa voce, non si urla e non si litiga.
- Si silenziano i telefonini e possibilmente non si gioca mentre si sta a tavola.
- Si inizia a mangiare quando tutti sono stati serviti.
E per mamma è papà?
Anche qui semplici accorgimenti serviranno a rendere più gradevole la nostra e l’altrui permanenza al ristorante:
- Avvertire il ristorante della presenza dei bambini al momento della prenotazione, così il ristoratore può preparare un tavolo adeguato, e, se necessario, anche i seggioloni.
- Portare da casa dei giochi.
- Trasmettere l’atmosfera del luogo, spiegando e commentando il posto “speciale” in cui ci si trova, per fargli capire che non è a casa.
- Incuriosirlo descrivendo le portate e farle assaggiare per abituarlo a sapori nuovi.
- Ricordarsi sempre che ci sono altre persone oltre noi.
- Se il bambino si agita o incapriccia, portarlo fuori dalla sala da pranzo, rimanete con lui e rientrare soltanto quando si sarà calmato.
Ma il consiglio principale per mamma e papà è imparare a non dire mai più:
“E’ soltanto un bambino”.
L'abitudine alle buone maniere: una pratica quanto mai necessaria.
Galateo, asesinado por su hijo (1961)
La historia del fútbol argentino suele guardarse en cajas de cristal, pero a veces, al abrirlas, sale olor a pólvora y alcohol. Esta es la vida de Alberto Luis Galateo, el hombre que fue figura en un Mundial y terminó asesinado por su propio hijo en un acto de defensa propia. 🔫🚫
Del césped de Italia '34 a la tragedia en Sáenz Peña 🇮🇹🏟️
En 1934, Galateo era el orgullo de Santa Fe. Jugador de Unión, fue convocado para el Mundial de Italia donde anotó un golazo contra Suecia. Era un "insider" habilidoso, de ojos claros y porte de actor de cine 🎬, pero detrás de esa fachada de ídolo se escondía un hombre que Susana, su propia hija, define hoy como "malísimo". 🥃👺
El "Terror Familiar" 🏠🏚️
Tras su retiro en 1943, el fútbol dejó paso al alcohol y la violencia se volvió el único lenguaje en su casa de Caseros:
Misoginia extrema: Golpizas constantes a su esposa, "Tuna" Bongiovanni. En una "discusión", llegó a romperle un ojo. 👁️🩹
Crueldad pura: Manguereadas con agua helada en pleno invierno y ataques de ira por retrasos de diez minutos. ❄️🚿
Sueños rotos: Una de sus palizas truncó la carrera de su hijo mayor, quien era subcapitán en la cuarta de River. ⚪️🔴
El final: Domingo, 26 de febrero de 1961 📅🧨
Galateo llegó a su casa borracho, pateando la puerta y con un cuchillo en la mano tras una noche de riña de gallos 🐓🔪. No sabía que el límite se había alcanzado. David "Yiyi" Galateo, su primogénito, harto de ver sufrir a su madre, lo esperó con un revólver calibre .38 corto.
Tres disparos terminaron con la vida del mundialista en el acto. ⚰️💨
"Idea tenía porque sabía que en cualquier momento podía pasar... ocurrió lo que tenía que ocurrir", sentenció años después su hijo menor. 😶💬
Cine y Memoria 🎞️📽️
Esta historia permaneció bajo llave hasta que su nieto, Damián Galateo, decidió romper el silencio con el documental "Terror Familiar" (2022). Una obra necesaria para entender que el éxito deportivo no redime la monstruosidad doméstica. 🧤💔
Como escribió el periodista Dante Panzeri tras el crimen: "Que los deportistas aprendan mejor la lección: no dejemos vacía la vida que viene después". ✍️📖
Gol de Galateo en el Mundial.