Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce. B. Pascal 🍃 14 febbraio 1998 -Smettila di confondermi con lui!- -Non lo sto facendo!- -Allora piantala di confondere me!- -...Lo so, è sbagliato, ma quando sono con te mi sembra così giusto...- Le lacrime le offuscavano la vista rispecchiando quello che stava accadendo coi pensieri: le confondevano la mente presentandosi a volte come sogni altre come incubi. Occhi uguali che la scrutavano in modo opposto, la stessa voce prima gentile e poi sprezzante, due paia di braccia identiche l'abbracciavano calde e accoglienti un attimo prima di scomparire. Ora erano spariti entrambi. Perché lei aveva rovinato tutto, non aveva voluto scegliere, o meglio non aveva potuto. -Non puoi amarli entrambi- si era detta ma non riusciva a stare con uno senza sentire la mancanza dell'altro. Niente sarebbe stato più come prima per nessuno. 🌾 Mesi prima... 7 Dicembre 1996 - Hogwarts Gli allenamenti erano finiti, con gran sollievo di gran parte della squadra, erano stati decisamente faticosi quel pomeriggio. Il tempo era diventato ormai inclemente, folate di vento gelido avevano costantemente sferzato il campo da Quidditch lasciando i giocatori intirizziti. Inoltre c'era tensione nell'aria dopo che l'odiosa professoressa Umbridge aveva impedito a Harry Potter e ai gemelli Weasley, i giocatori migliori di Grifondoro, di prendere parte alle partite. Angelina era rimasta per ultima, era diventata il capitano della squadra e lo sentiva quasi come un dovere, inoltre le piaceva fermarsi a godere del silenzio e della calma irreale che si creava negli spogliatoi dopo che tutti se ne erano andati. -Ah! Angie?! Scusa... non credevo che ci fosse ancora qualcuno qui...- la voce di Fred l'aveva colta di sorpresa mentre era ancora avvolta nell'asciugamano. - Pensavo di fare un giro sulla scopa e non credevo di trovare nessuno...- ammise il ragazzo che era diventato rosso e cercava di dirigere lo sguardo altrove mentre Angelina tentava di coprirsi il più possibile e a sua volta evitava di guardarlo. -E-esco allora... ti aspetto fuori- le disse infine, lo guardò uscire e portarsi una mano sulla testa con fare confuso. Avrebbe giurato di averlo visto arrossire. Fred Weasley in imbarazzo era una scena che non aveva mai visto e questo pensiero fece arrossire violentemente anche lei. -G-grazie!- la ragazza gli urlò quando lui fu già fuori. Mentre cercava di vestirsi il più velocemente possibile ritornò con la mente ai mesi precedenti quando lui l'aveva invitata al ballo del Ceppo. Si erano baciati quella sera e poi inspiegabilmente tutto si era raffreddato tra loro, e non c'era stata nessun'altra occasione per stare soli e potersi chiarire, l'estate aveva poi fatto sì che non si sentissero per dei mesi, quando si erano rivisti settembre a scuola avevano entrambi fatto finta di nulla, come se avessero stretto un tacito accordo, nessuno dei due aveva ripreso il discorso lasciato in sospeso. Si infilò velocemente la divisa scolastica composta da gonna a pieghe e maglione, entrambi grigi con una bordatura bordeaux e gialla, e uscì all'aria fredda che le ricordò di non essersi asciugata completamente i lunghi capelli neri e voluminosi. Fred la aspettava seduto sugli spalti del campo da Quidditch. Si avvicinò lentamente a lui, scrutandone il profilo regolare del suo viso, le lunghe gambe appoggiate su di una panchina e infine le mille lentiggini velate sul naso e sulle guance. Ammise a se stessa quanto fosse irrimediabilmente attratta da lui. -Ehi... che espressione pensierosa che hai!- esordì Angelina ridendo per smorzare l'imbarazzo palese tra loro. -Dici?- il rosso si voltò verso di lei, guardandola con un'espressione indecifrabile. -Si, sembravi quasi serio, e si sa che "serietà" e "Fred Weasley" sono contrari!- - Simpaticissima... guarda che so essere serio quando voglio...- rispose lui, le sembrava leggermente infastidito. - Certo come quando mi hai invitato al ballo e poi sei sparito?- la ragazza si morse la lingua pentita che quelle parole fossero uscite dalla sua bocca. -Intendi quella sera in cui, dopo che ci siamo baciati, hai detto alle tue amiche che ti eri pentita? Che era stata una cosa così tanto per divertirsi?- a quelle parole Angelina sbarrò gli occhi e ripercorse con la mente gli avvenimenti accaduti alla sera del Ballo del Ceppo, decisamente inebriata dal bacio e dall'alcol si era incontrata con le amiche in sala comune alla fine dei festeggiamenti. Aveva detto a Katie ed Alicia che aveva baciato Fred e vedendo lo sguardo di disapprovazione delle due aveva aggiunto che era stata "Una sciocchezza, solo per divertirsi" e "Amiche, non mi guardate così, ne sono già pentita" dopotutto, si era detta che era il severo capitano della squadra Grifondoro, aveva una certa reputazione da difendere, non poteva certo farsi vedere come una sciocca ragazzetta innamorata. All'improvviso capì la freddezza di Fred dei mesi successivi. -Fred mi dispiace, io non intendevo... si insomma ero ubriaca... .- si avvicinò posandogli una mano sulla gamba facendolo girare -Lo sai benissimo che per me... si dai... per me non è stata una cosa così, tanto per fare...- lui si voltò verso di lei in modo da farle vedere il sorriso che gli era comparso sulla faccia. -Mi stai mettendo a disagio... rimanere così senza dirmi niente...- disse Angelina che offesa fece per andarsene quando si sentì trattenere per la manica del cappotto. - Dai vieni qui...- il ragazzo la attirò tra le sue braccia e sorridendo cominciarono a recuperare tutti i baci che non si erano dati negli ultimi mesi 🍀 14 Febbraio 1997 - Galway Sei starai ben dritta con la schiena andrà tutto bene. Le parole della madre le rimbombavano nella mente mentre attraversava i corridoi della scuola con i libri in mano cercando l'aula dove avrebbe assistito alla sua prima lezione di statistica. Era a disagio, oltre al fatto che le materie matematiche non erano il suo forte, era arrivata ad anno già iniziato e non conosceva nessuno a parte Rose, la sua compagna di appartamento in studentato. Il suo primo anno di college non era iniziato nel modo più semplice. Aveva dovuto trasferirsi a Galway per necessità, il padre si era risposato con una commercialista di Edimburgo che era dolce e gentile ma abitando in Scozia, li aveva allontanati, mettendo così tanti chilometri tra loro. La madre di Amy era morta quando la ragazza aveva dodici anni e da allora era cresciuta con la nonna a Dublino, che però era venuta a mancare poco prima di Natale. Non avendo più nessuna ragione per rimanere a Dublino aveva deciso di cambiare aria e spostarsi a Galway, una città universitaria sulla costa ovest dell'Irlanda. Non poteva infatti vivere in una città senza il famigliare profumo di salsedine nell'aria. Una delle porte del corridoio si aprì per mano di una ragazza dal caschetto corvino e Amy si rilassò immediatamente -Rose, ti ho trovato finalmente!- -Amy se ti fossi svegliata prima saresti venuta con me, vieni che stiamo per iniziare, svelta!- Entrando in aula e prendendo posto in uno dei banchi vicino all'amica si sentì degli occhi addosso. -Mi sa che qualcuno qui ha fatto colpo su Ludovic!- le sussurrò ammiccante Rose. -Ma cosa dici?! Smettila!- le rispose di rimando Amy che si voltò leggermente per scorgere a chi appartenevano qui due occhi color del mare che la fissavano. Vedendo che erano ancora fissi su di lei, si girò di scatto iniziandosi a torturare i capelli biondi. La prima lezione al college era cominciata e Amy non avrebbe ascoltato neanche mezza parola dell'insegnante. 🍃 14 Febbraio 1997 - Hogsmeade Una ragazza dai capelli voluminosi era premuta contro il muro di pietra da un alto ragazzo avvinghiato a lei. Le loro figure si confondevano nella penombra in uno dei vicoli di pietra del piccolo villaggio fuori Hogwarts. -Fred muoviti, dobbiamo tornare al negozio- le due figure immediatamente si staccarono l'una dall'altra. -Sei il solito guastafeste, George- gli rispose il ragazzo ridendo, un raggio di luce illuminò i suoi capelli rivelandone il colore rosso profondo. -Sempre il solito tatto più che altro...- aggiunse la ragazza sferzante, piccoli sbuffi di aria calda le uscivano dalla bocca arrossata che cercava di nascondere, insieme a buona parte del viso, nella sciarpa di lana a righe bordeaux e giallo ocra. -Angelina cara, forse tu e mio fratello siete sordi, è mezz'ora che dico che dobbiamo andare...- disse George tagliente, era seccato, non solo per averli dovuti aspettare. I due fratelli avevano lo stesso identico viso su cui erano dipinte due espressioni completamente diverse. -Hai ragione brutta copia, ora andiamo...- tagliò corto Fred -Angie ci si vede eh!- -S-si ciao...- La ragazza alzò la mano in segno di saluto e seguì con lo sguardo i due ragazzi finché non li vide smaterializzarsi davanti ai suoi occhi. Restò qualche secondo immobile, ancora con la mano alzata, finché non si sentì sciocca e decise di ritornare verso la scuola dove Alicia e Katie, le sue compagne di dormitorio la stavano aspettando. Non avrebbe detto loro che aveva incontrato Fred, ormai aveva deciso così, non era sicura di come doveva sentirsi rispetto a quello che stava succedendo con lui e non era pronta alle considerazioni pungenti di Alicia sulla questione o, ancora peggio, della disarmante sincerità di Katie. La neve rallentava i passi della ragazza, il percorso sarebbe durato più dei soliti 15 minuti a piedi, dandole così l'opportunità di pensare mentre si dirigeva sola verso Hogwarts. Pensava che appena qualche settimana prima lui se ne era andato. Sparito. Senza dirle nulla. I due gemelli avevano deciso di lasciare la scuola, lo avevano fatto in un modo decisamente spettacolare e aveva riso anche lei insieme agli altri studenti quando aveva visto la Umbridge inseguita dai fuochi d'artificio. Pensava però di meritarsi una spiegazione da Fred, non erano fidanzati in teoria, però... tutte quelle notti e quei momenti passati insieme avranno pure significato qualcosa anche per lui, no? I ragazzi che si amano si baciano in piedi Contro le porte della notte E i passanti che passano li segnano a dito Ma i ragazzi che si amano Non ci sono per nessuno Ed è la loro ombra soltanto Che trema nella notte Stimolando la rabbia dei passanti La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno Essi sono altrove molto più lontano della notte Molto più in alto del giorno Nell'abbagliante splendore del loro primo amore Jacques Prevért ________ Ciao! Ti ringrazio di aver letto la prima parte della mia storia. Spero ti abbia incuriosito abbastanza per andare avanti! Buona lettura! LadyCecille