Kris with Sheath Philippine, Tawi-Tawi 18th–19th century

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Kris with Sheath Philippine, Tawi-Tawi 18th–19th century

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" L’impegno in difesa di paesi inermi corrispondeva all’immagine degli Stati Uniti propagandata dai manuali di storia delle scuole superiori, ma non all’operato reale dell’America nel mondo. Gli Stati Uniti avevano provocato una guerra con il Messico e si erano annessi metà del paese. Avevano finto di aiutare Cuba a liberarsi dalla Spagna, poi si erano insediati sull’isola con una base militare, investimenti economici e un diritto di intervento riconosciuto. Si erano impadroniti delle Hawaii, di Puerto Rico, di Guam e avevano combattuto una guerra feroce per sottomettere i filippini. Avevano “aperto” il Giappone al loro commercio con l’intimidazione e le cannoniere. Avevano proclamato la politica della “porta aperta” verso la Cina, per poterla sfruttare come stavano facendo le altre potenze imperiali; insieme ad altre nazioni avevano inviato truppe a Pechino per affermare la supremazia occidentale nel paese, e ve le avevano tenute per più di trent’anni. Pur esigendo la porta aperta in Cina, gli Stati Uniti avevano ribadito con fermezza (con la dottrina Monroe* e molti interventi militari) che in America Latina la porta era chiusa: ovviamente chiusa per tutti salvo che per gli stessi Stati Uniti.
Avevano organizzato una rivoluzione contro la Colombia e creato lo stato “indipendente” di Panamá per costruire e controllare il canale. Avevano inviato cinquemila marines in Nicaragua nel 1926 per contrastare una rivoluzione, ed erano rimasti nel paese con una forza militare per sette anni. Nel 1916 erano intervenuti nella Repubblica Dominicana per la quarta volta, mantenendovi poi le truppe per otto anni. Erano entrati ad Haiti per la seconda volta nel 1915, lasciandovi i soldati per diciannove anni. Tra il 1900 e il 1933 gli Stati Uniti erano intervenuti a Cuba quattro volte, in Nicaragua due, a Panamá sei, in Guatemala una volta, in Honduras sette. Nel 1924 la finanza di metà dei venti stati dell’America Latina era diretta almeno in parte dagli Stati Uniti. Nel 1935 più della metà delle esportazioni di acciaio e di cotone degli Stati Uniti era diretta al mercato latinoamericano. Alla vigilia della conclusione della Prima guerra mondiale, nel 1918, una forza americana di settemila uomini sbarcò a Vladivostok nel quadro di un intervento alleato in Russia e vi rimase fino all’inizio del 1920. Altri cinquemila soldati furono sbarcati ad Arcangelo, un altro porto russo, sempre come parte di un corpo di spedizione alleato, e si fermarono per quasi un anno. Il dipartimento di Stato riferì al Congresso: «Tutte queste operazioni mirano a controbilanciare gli effetti della rivoluzione bolscevica in Russia». In breve, se l’entrata degli Stati Uniti nella Seconda guerra mondiale mirava a difendere (come credettero molti americani, di fronte alle invasioni naziste) il principio del non intervento negli affari di altri paesi, il passato della nazione gettava dubbi sulla sua capacità di sostenere quel principio. "
*Proclamata il 2 dicembre 1823 (Nota del trascrittore).
Howard Zinn, Storia del popolo americano. Dal 1492 ad oggi, traduzione di Erica Mannucci, Il Saggiatore, 2018 [Libro elettronico]
[Edizione originale: A People's History of the United States, Harper & Row Publishing, 1980]
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Eruzione del vulcano Taal, pochi giorni fa, nelle Filippine.
Genialità filippina: zampe di gallina
Ieri a cena con amici filippini si parlava ovviamente di cibo... anche di nocciole italiane ;)
Mia moglie è cantonese, quindi comunque una zona tropicale nemmeno molto distante e sebbene la cucina filippina sia stata in parte influenzata dalla cucina spagnola, ci sono sicuramente molti più punti di contatto con quella cantonese.
Per altro le Filippine insieme alla Tailandia sono rinomate per la loro produzione di cibo, specialmente la frutta.
Gran parte della serata è andata avanti a “ma ce lo avete questo?” o “come lo cucinate questo?”.
Ad un certo punto la conversazione non poteva che virare sulle zampe di gallina.
I filippini le chiamano Adidas!
Applausi, sipario!

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Iscrivetevi al mio canale ragazzi :D sono divertente forse abbastanza
2017 Venezia, 57. Esposizione Internazionale d'Arte - performer Manuel Ocampo ( padiglione Filippine ) da angelo aldo filippin Tramite Flickr: 57. Biennale d'Arte di Venezia, 2017. Manuel Ocampo è nato nelle Filippine nel 1965. Vive lavora a Manila. L'espressione " lo spettro delle comparazioni " è l'impulso per questa esposizione e la struttura delle pratiche di Lani Maestro e Manuel Ocampo. Le pratiche degli artisti, prodotte in una molteplicità di contesti, diventano emblematiche di questo spettro, una manifestazione del commento sociale e politico delle Filippine e del mondo in senso lato.