" Due giorni dopo il più grave crimine perpetrato nella storia repubblicana, il procuratore capo di Bologna e principale incaricato delle indagini, il dottor Ugo Sisti, viene trovato a Puianello, vicino a Reggio Emilia, dove stava pernottando nell’albergo di proprietà di Aldo Bellini, padre di Paolo Bellini e anch’egli coinvolto negli ambienti neofascisti. Avete capito bene: il responsabile delle indagini sulla strage di Bologna due giorni dopo i fatti va a dormire a casa di noti neofascisti, di cui uno all’epoca latitante. Paolo Bellini infatti girava per il mondo con nomi e documenti falsi di nazionalità brasiliana ottenuti attraverso apparati deviati. Trovato per caso durante una perquisizione all’interno dell’albergo, Sisti disse che si trovava lì perché aveva bisogno di riordinare le idee, ragione per cui si era spostato di novanta chilometri da Bologna per stare con il suo amico Aldo Bellini, mentre a Bologna era giunta l’apocalisse. Il fatto all’epoca venne insabbiato e passò inosservato. Si avrà modo di approfondirlo solo anni dopo, ma il procuratore Ugo Sisti non spiegherà mai in modo convincente perché andò a dormire in quel posto così lontano dal capoluogo emiliano, mentre l’ombra della P2 aleggiava ovunque: depistaggi, complicità, servizi deviati, mafia, ’ndrangheta. Uno Stato a sovranità limitata e sostanzialmente teleguidato da poteri occulti. "
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Testo tratto da:
Storie di antifascismo senza retorica, a cura di Arturo Bertoldi e Max Collini, prefazione di Francesco Filippi, People editore, Busto Arsizio (VA), 2024¹, pp. 72-73.












