Un figlio non è un avatar
Colazione con amiche, chiacchiere leggere che si trasformano in riflessioni profonde. Ci raccontiamo come, ormai superati i trent’anni, i nostri genitori abbiano finalmente deposto le armi: hanno accettato che ognuna di noi stia cercando di costruire la propria vita secondo desideri e scelte personali.
Eppure, quanto è stato difficile arrivarci.
Ripenso all’infanzia e all’adolescenza, quando — più o meno consapevolmente — ci si sforzava di essere ciò che i genitori si aspettavano: dal modo di vestirsi, agli amici, allo sport, tutto sembrava rientrare nel progetto di un “figlio ideale”. Ma spesso quella versione di noi non coincideva affatto con la nostra vera natura.
La libertà di un figlio, che nasce già come individuo autonomo e distinto, è un valore che rischia di andare perso. Per amore, per paura o per insicurezza, il desiderio di diventare genitori si confonde talvolta con l’idea che un figlio ci appartenga, come se l’averlo messo al mondo giustificasse il diritto di plasmarlo. Ma generare un figlio non dovrebbe essere un atto di possesso: è (o dovrebbe essere) un gesto d’amore e di generosità verso qualcun altro, e in fondo, verso il mondo.
Pensiamo ai nostri profili social, al curriculum, alla pagina LinkedIn: possiamo scegliere cosa mostrare, quale immagine costruire di noi stessi. Ma con un figlio, questo non è possibile — e non è giusto. Imporgli un’identità, modellarlo secondo ciò che desideriamo, lo confonde. Rischiamo di minare la sua fiducia, la sua autenticità, la sua capacità di vivere pienamente sé stesso.
Educare non significa creare un’opera perfetta a nostra immagine. Non è fare i Pigmalioni della situazione. È semmai offrire strumenti semplici, solidi e amorevoli per permettere a un altro essere umano di stare bene con sé stesso e con gli altri.
Se dovessi scegliere tre valori da trasmettere a mio figlio o a mia figlia, sarebbero questi:
Libertà e responsabilità
Rispetto per sé stessi e per gli altri (inteso come cura, attenzione, ascolto)
Amicizia e amore
💬 E tu? Quali valori vorresti trasmettere a un figlio, un allievo, o a te stessə nel crescere? Cosa significa, per voi, educare?















