Veniva sottovalutata da tutti. Non aveva ancora trovato quella persona per cui forse valeva la pena forzare la serratura e aprire il proprio cuore. Sperava invano che un giorno qualcuno andasse da lei e le dicesse tutto quello che aspettava sentirsi dire, ma con il cuore. Sacrificava se stessa per trovare qualcuno, per farsi accettare, per diventare una ragazza "normale" che poteva piacere a qualcuno. Poi un giorno decise di fermarsi, e di farsi due domande. E fu lì che lei capì perché non riusciva a piacere a nessuno. Non poteva iniziare una nuova battaglia con qualcun altro se non aveva ancora concluso quella con sé stessa. Quindi decise di deporre le armi e le forze, e capì che forse, in fin dei conti, stare sola non era poi così male. Almeno in questo modo non ci doveva essere più il problema di piacere a qualcuno. Almeno sapeva che era inutile sforzarsi di diventare bella sia dentro che fuori per qualcuno che prima o poi ti avrebbe abbandonata senza rimorsi quando senza nessuno, lei sarebbe stata sempre così. Senza soffrire per nessuno perché lei non si sarebbe mai abbandonata a sé stessa. Quindi decise di iniziare una nuova battaglia, provò semplicemente ad accettarsi. E anche se richiede di solito molto tempo, passo per passo ci stava riuscendo. E senza accorgersene, riprese a sorridere. A sorridere non per altri. Ma solo per sé stessa.
Io












