Forni Alvoltri, Friuli venezia Giulia - 14 marzo 2022. Oggi ho raccontato “La Grande Foresta” nella scuola più piccola di sempre. C’erano otto ragazzi. Due erano assenti. Si trova a più di novecento chilometri dalla Puglia. E’ in fondo ad una valle della Carnia, in Friuli, nel paese di Forni Avoltri. Mi ha accolto un bidello giovane, napoletano. Sono arrivato quest’anno, mi dice. Mi ha preparato il caffè con la moka. A vedere lo spettacolo c’erano anche i due professori, Ines, la padrona di casa che lavora qui da più tempo di tutti, e le due persone dell’accoglienza dell’Ente Teatrale del Friuli. Ho fatto più di novecento chilometri per raccontare a otto ragazzini. Domani e gli altri giorni andrò nelle altre scuole della Carnia. Oggi era per loro. Ricordo che quando Lucia mi chiamò per chiedermi se potevo venire a raccontare per soli dieci bambini dissi di sì, ci mancherebbe. Ero vicino al mare. Le mandai la foto. Ero emozionato quando ho cominciato il racconto. Come sempre. Dopo abbiamo parlato a lungo. Abbiamo passato insieme un paio d’ore probabilmente, in questa “casa” che una professoressa tempo fa ha battezzato “scuola magia”. Perché?, ho chiesto. Forse perché è così piccola, mi hanno detto un professore pacato. Andando via Ines mi ha raccontato cosa sta organizzando nel suo paese, qui vicino. Si fa spedire cartoline da tutta Italia e le esporrà un giorno tutte insieme nella piazza dove è nata la prima latteria cooperativa del Friuli. (Potete spedire anche voi una cartolina qui: PRIMA LATTERIA DEL FRIULI, VIA CORONA 9 - 33020 COLLINA DI FORNI AVOLTRI). Andando via ho scritto un messaggio di ringraziamento a Lucia (Vinzi) e Silvia (Colle), due tra le migliori organizzatrici teatrali d’Italia. Hanno una visione disarmante. Starei ore a sentirle parlare della cultura per i ragazzi. Era difficile per le scuole andare in teatro quest’anno e si sono preoccupate, come ente pubblico, di far arrivare il teatro direttamente nelle valli più sperdute della loro regione. Non ho altre parole. Ma oggi ho ritrovato un “senso” di fare questo mestiere. E questo non salverà nessuno, non muoverà montagne, non cambierà il corso di nessuna storia. Semplicemente, invisibile, “inutile”, silenzioso, è solo di “senso”. Non lo incontravo da tanto. Domani mi sposto a Tolmezzo.













