The 1st MC: Coke La Rock

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The 1st MC: Coke La Rock

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Dal Bronx al Mondo: La Rivoluzione del Rap e la Nascita di una Cultura
Era una calda sera d'agosto del 1973 quando tutto ebbe inizio. Al numero 1520 di Sedgwick Avenue, nel cuore del Bronx, una giovane ragazza di nome Cindy Campbell organizzò una festa per raccogliere soldi per comprare vestiti nuovi per la scuola. Convinse suo fratello maggiore, Clive Campbell, meglio conosciuto come DJ Kool Herc, a mettere la musica. Nessuno dei presenti quella sera avrebbe potuto immaginare che stavano assistendo alla nascita di quello che sarebbe diventato il fenomeno culturale più influente degli ultimi cinquant'anni: l'hip-hop. Le Radici: Quando il Bronx Bruciava Per capire davvero il rap e l'hip-hop, bisogna prima capire il contesto da cui sono nati. Il Bronx degli anni Settanta era un quartiere dimenticato, quasi abbandonato. La città di New York era sull'orlo del fallimento economico, i servizi erano ridotti all'osso, e interi isolati venivano lasciati bruciare dai proprietari di edifici che preferivano incassare l'assicurazione piuttosto che mantenere le strutture. In questo scenario post-apocalittico urbano, i giovani afroamericani e latinoamericani trovarono il modo di creare qualcosa di straordinario dal nulla. Non avevano strumenti costosi, studi di registrazione o supporto dell'industria musicale. Avevano solo giradischi, vinili, creatività e un bisogno disperato di farsi sentire. DJ Kool Herc, immigrato dalla Giamaica, portò con sé la tradizione dei sound system giamaicani e l'arte del toasting, una sorta di recitazione ritmica sopra le basi musicali. Ma la sua vera rivoluzione fu tecnica: scoprì che quando isolava le "breaks" - quelle sezioni strumentali percussive nei brani funk e soul - la folla impazziva. Cominciò quindi a usare due copie dello stesso disco per estendere queste pause indefinitamente, creando quello che venne chiamato "breakbeat". I Quattro Pilastri: Più che Solo Musica L'hip-hop non è mai stato solo musica. Fin dall'inizio si è configurato come una cultura completa con quattro elementi fondamentali, ciascuno con le proprie regole, i propri maestri e la propria estetica. Il DJing era l'elemento originario, l'arte di manipolare i dischi per creare nuovi suoni. DJ come Grandmaster Flash portarono questa pratica a livelli artistici incredibili, inventando tecniche come il backspin, il punch phrasing e il scratching. Guardare Grandmaster Flash lavorare sui piatti era come assistere a una performance di un virtuoso. L'MCing o rapping nacque quasi per caso. Inizialmente, gli MC (Master of Ceremonies) erano semplicemente quelli che animavano la festa, incitando la folla mentre il DJ lavorava. Ma gradualmente, le loro rime divennero sempre più elaborate, le cadenze più complesse, i contenuti più profondi. Da semplici intrattenitori, gli MC si trasformarono in poeti urbani, cronisti della vita di strada, filosofi del ghetto. Il breakdancing (o b-boying) era la risposta fisica alla musica. I b-boys e le b-girls trasformavano il loro corpo in uno strumento di espressione, sfidandosi in "battaglie" dove acrobazie impossibili, movimenti robotici e footwork frenetici prendevano il posto della violenza reale delle gang. Era una forma di competizione ritualizzata che incanalava l'aggressività in arte. I graffiti erano l'elemento visivo, il modo per marcare il territorio, per dire "io esisto" in una società che cercava di renderti invisibile. Writers come TAKI 183 e Dondi trasformarono i vagoni della metropolitana in gallerie d'arte in movimento, portando i loro nomi e la loro arte in ogni angolo della città. I Fondatori: Le Leggende che Costruirono un Impero Dopo DJ Kool Herc vennero altri pionieri che perfezionarono e espansero la forma. Afrika Bambaataa, ex membro della gang Black Spades, fondò la Zulu Nation nel 1973, trasformando l'hip-hop in un movimento di pace e consapevolezza. La sua filosofia era semplice ma rivoluzionaria: usare la cultura hip-hop per unire le gang rivali, sostituendo i coltelli e le pistole con giradischi e microfoni. Grandmaster Flash & The Furious Five portarono il rap a un nuovo livello di maturità artistica. Il loro brano "The Message" del 1982 fu rivoluzionario: per la prima volta, un pezzo rap parlava seriamente delle condizioni di vita nel ghetto, senza glorificazione né romanticizzazione. "It's like a jungle sometimes, it makes me wonder how I keep from going under" non era solo un verso accattivante, era una testimonianza cruda della realtà urbana. Run-DMC furono i primi veri crossover star del rap. Con il loro look iconico - Adidas Superstar senza lacci, tute Adidas, cappelli Kangol, catene d'oro grosse - definirono l'estetica hip-hop per una generazione. La loro collaborazione con gli Aerosmith su "Walk This Way" nel 1986 dimostrò che il rap poteva dialogare con il rock, aprendo le porte del mainstream. I Beastie Boys, tre ragazzi bianchi di classe medio-alta di New York, all'inizio furono derisi come appropriatori culturali. Ma il loro album "Licensed to Ill" del 1986 divenne il primo disco rap a raggiungere il numero uno nelle classifiche. Dimostrarono che l'hip-hop poteva trascendere le barriere razziali, anche se questo sollevò questioni complesse sull'appropriazione culturale che ancora oggi sono dibattute. La Golden Age: Quando il Rap Divenne Arte La fine degli anni Ottanta e l'inizio dei Novanta sono considerati la "Golden Age" dell'hip-hop, un periodo di creatività esplosiva e diversità stilistica senza precedenti. A New York, i Public Enemy portavano un messaggio politico militante con produzioni sonore rivoluzionarie create dal genio di Bomb Squad. "Fight the Power" non era solo una canzone, era un manifesto, un grido di battaglia contro il razzismo sistemico. Nello stesso periodo, i Native Tongues - un collettivo che includeva De La Soul, A Tribe Called Quest e Queen Latifah - proponevano un hip-hop più eclettico, filosofico e positivo. Rifiutavano la crescente glorificazione della violenza, abbracciando invece l'afrocentrismo, il jazz e una visione più espansiva di cosa potesse essere il rap. La rivalità tra East Coast e West Coast cominciò a definirsi in questo periodo. Mentre New York si considerava la culla dell'hip-hop e manteneva un suono più grezzo e liricamente complesso, la California stava sviluppando il proprio stile. N.W.A. (Niggaz Wit Attitudes) da Compton portarono il "gangsta rap" a livelli di franchezza scioccanti con album come "Straight Outta Compton" nel 1988. Ice Cube, Dr. Dre, Eazy-E, MC Ren e DJ Yella raccontavano storie di vita nelle gang, scontri con la polizia e violenza urbana con una crudezza che fece gridare allo scandalo i moralisti di tutta America. "Fuck tha Police" divenne un inno generazionale, tanto controverso da attirare l'attenzione dell'FBI. Ma per i giovani neri che vivevano sotto la costante sorveglianza e brutalità poliziesca, quelle parole erano semplicemente la verità. La Moda: Quando lo Streetwear Divenne Lusso La moda hip-hop è sempre stata molto più di vestiti: era identità, appartenenza, resistenza. Nei primi anni, l'estetica era funzionale e accessibile. Le Adidas Superstar erano popolari perché costavano poco e duravano molto. Le tute erano comode per ballare. Le catene d'oro erano un modo per portare addosso la propria ricchezza in un contesto dove i conti in banca erano un miraggio. Ma negli anni Novanta, la moda hip-hop esplose. Karl Kani, FUBU (For Us By Us), Cross Colours e altri brand creati da imprenditori neri iniziarono a vestire le star del rap e, attraverso loro, milioni di giovani. I jeans larghi, le maglie oversize, le giacche di pelle, le Timberland boots divennero l'uniforme non ufficiale della gioventù urbana mondiale. Tommy Hilfiger deve una parte significativa del suo successo all'adozione da parte della comunità hip-hop. Quando artisti come Snoop Dogg e Aaliyah iniziarono a indossare i suoi capi, il brand esplose. Lo stesso vale per Polo Ralph Lauren, che divenne iconico grazie al "Lo Lifes", un gruppo di Brooklyn ossessionato dal brand che a volte ricorreva anche al furto per procurarsi i capi più esclusivi. Il fenomeno più interessante fu quando i rapper stessi divennero imprenditori della moda. Sean "Diddy" Combs lanciò Sean John nel 1998, vincendo il premio CFDA Menswear Designer of the Year nel 2004. Jay-Z fondò Rocawear. Russell Simmons creò Phat Farm. Questi non erano semplici endorsement: erano imprenditori neri che controllavano ogni aspetto del loro brand, dalla concezione alla distribuzione. Le sneakers diventarono una vera ossessione. Nike inizialmente ignorò il mercato hip-hop, concentrandosi sul basket. Ma quando Run-DMC pubblicarono "My Adidas" nel 1986, celebrando le loro scarpe preferite, Adidas capì il potenziale e offrì al gruppo un contratto da un milione di dollari, il primo endorsement importante tra un brand sportivo e artisti rap. Oggi, la moda hip-hop ha conquistato il mondo del lusso. Virgil Abloh, designer di strada cresciuto nella cultura hip-hop, è diventato direttore artistico di Louis Vuitton menswear. Kanye West ha collaborato con Adidas creando le Yeezy, scarpe che rivendono per migliaia di dollari. Travis Scott ha una partnership con Nike, Dior e McDonald's. Lo streetwear non è più contrapposto al lusso: è diventato lusso. La Trasformazione: Da Controcultura a Cultura Dominante Il percorso del rap da musica underground ignorata dall'industria a genere dominante della musica pop globale è stato tortuoso e affascinante. Negli anni Novanta, con artisti come Tupac Shakur e The Notorious B.I.G., il rap raggiunse nuove vette di popolarità ma anche di tragedia. La faida tra East Coast e West Coast, alimentata da rivalità personali, interessi commerciali e copertura mediatica sensazionalistica, culminò negli omicidi ancora irrisolti di entrambi gli artisti, a soli sei mesi di distanza l'uno dall'altro. Questi eventi avrebbero potuto uccidere il rap. Invece, paradossalmente, lo spinsero ancora più nel mainstream. Il dolore, la perdita e l'eredità artistica di Tupac e Biggie trasformarono il rap in qualcosa di mitologico, quasi shakespeariano nella sua tragedia. La fine degli anni Novanta e l'inizio del 2000 videro l'ascesa di Eminem, un rapper bianco di Detroit che, con il supporto del Dr. Dre, divenne uno degli artisti più venduti di sempre. Il suo successo riaccese dibattiti sull'appropriazione culturale, ma la sua abilità tecnica e la franchezza autobiografica conquistarono anche i puristi. Jay-Z trasformò il successo musicale in un impero commerciale che spaziava dall'alcol alla tecnologia, diventando il primo rapper miliardario. Il suo percorso da spacciatore delle case popolari di Brooklyn a magnate degli affari incarnava il sogno americano in versione hip-hop. L'Hip-Hop Oggi: Una Cultura Globale Oggi, l'hip-hop è la musica più ascoltata al mondo. Ha conquistato ogni continente, ogni cultura, ogni lingua. Esistono hip-hop coreano (K-hip-hop), giapponese, francese (dove il rap è incredibilmente popolare), tedesco, arabo, africano. Ogni scena ha sviluppato il proprio stile, le proprie tematiche, il proprio sound, pur rimanendo connessa alle radici del Bronx. Il rap ha influenzato non solo la musica, ma il linguaggio stesso. Parole ed espressioni nate nell'hip-hop sono entrate nel vocabolario quotidiano di milioni di persone che magari non ascoltano nemmeno rap. La cadenza, il flow, l'attitudine hip-hop hanno permeato la pubblicità, il cinema, la televisione, la politica. Artisti come Kendrick Lamar hanno elevato il rap a forma d'arte riconosciuta dalle istituzioni culturali più elitarie. Il suo album "DAMN." ha vinto il Premio Pulitzer per la Musica nel 2018, la prima volta per un'opera non di musica classica o jazz. È stata la consacrazione definitiva: il rap, nato nelle strade dimenticate del Bronx, aveva conquistato anche le torri d'avorio della cultura alta. Le Contraddizioni: Successo e Perdita d'Identità Ma il successo globale ha portato anche contraddizioni. L'hip-hop, nato come voce degli emarginati, è ora spesso controllato da grandi corporazioni. Il messaggio di resistenza e consapevolezza è stato in molti casi sostituito da celebrazioni del consumismo e del materialismo estremo. Artisti che un tempo avrebbero raccontato le difficoltà della vita di strada ora fanno a gara a chi ostenta più ricchezza nei video. Alcuni puristi lamentano che l'essenza rivoluzionaria dell'hip-hop sia stata diluita, commercializzata, svuotata di significato. Altri sostengono che l'evoluzione è naturale, che una cultura viva deve trasformarsi per sopravvivere, che il successo economico degli artisti hip-hop è esso stesso una forma di vittoria contro un sistema che voleva mantenerli ai margini. La verità, come sempre, sta probabilmente nel mezzo. L'hip-hop oggi contiene moltitudini: c'è il rap commerciale che domina le radio, ma c'è anche una vivace scena underground che mantiene vivo lo spirito originale. Ci sono artisti che rappano di champagne e Lamborghini, e artisti che continuano a essere cronisti lucidi delle ingiustizie sociali. L'Eredità Immortale Guardando indietro a quella festa del 1520 di Sedgwick Avenue, è straordinario vedere quanto lontana sia arrivata questa cultura. Da un sistema audio improvvisato in una sala ricreativa del Bronx a un fenomeno da miliardi di dollari che domina la cultura globale: è una delle storie più improbabili e affascinanti della storia della musica moderna. L'hip-hop ha dato voce a chi non aveva voce. Ha trasformato l'arte di arrangiarsi in un'estetica. Ha preso la rabbia, la frustrazione, il dolore di generazioni dimenticate e li ha trasformati in poesia, in ritmo, in movimento, in immagini. Ha dimostrato che non servono strumenti costosi o istruzione formale per creare arte potente: servono solo creatività, determinazione e qualcosa da dire. Oggi, quando un adolescente a Seoul, Lagos, Parigi o San Paolo prende un microfono e inizia a rappare sulla propria vita, sulle proprie lotte, sui propri sogni, sta continuando una tradizione iniziata cinquant'anni fa nel Bronx. Sta affermando la propria esistenza, la propria umanità, il proprio diritto di essere ascoltato. E questo, forse, è il vero trionfo dell'hip-hop: non le vendite discografiche, non i Grammy, non i contratti milionari con i brand di lusso. È il fatto che ovunque nel mondo, chiunque si senta emarginato, invisibile, senza potere, sa di avere a disposizione questa forma d'arte potente e democratica per farsi sentire. Per dire: io esisto. La mia storia conta. La mia voce merita di essere ascoltata. Dal Bronx che bruciava al mondo intero: questa è la rivoluzione dell'hip-hop. E non è ancora finita Articolo pubblicato da Cheapndchik Read the full article
August 11 In Hip-Hop History: Hip-Hop Is Born At A Party In The Bronx
The birth of Hip-Hop can be traced back to August 11, 1973, when DJ Kool Herc and his sister Cindy Campbell hosted a block party at 1520 Sedgwick Avenue in The Bronx, New York. This event marked the official beginning of Hip-Hop culture, as Kool Herc showcased his innovative DJing techniques that would later become the foundation of the genre.Kool Herc’s use of two turntables to isolate…
THISENT.com presents THIS Podcast OS Episode 1 hosted by Mr. Joe Walker! Here I reflect on the celebration of Hip Hop culture’s 50th anniversary, giving respect and gratitude to recognized founders DJ Kool Herc and Cindy Campbell. While doing so I respectfully acknowledge all the elements of the culture – DJing, breaking, graffiti art, and rap. THIS is awesome and THIS is for you!
Respecting 50 Years of Hip Hop: THIS Podcast OS Episode 1 THISENT.com presents THIS Podcast ...
Clive Campbell AKA DJ Kool Herc
💐
Hip Hop founding Father Father of Hip-Hop Kool DJ Herc Kool Herc
Pioneer, Originator, Legend!!!

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Кто будет введен в Зал славы рок-н-ролла в 2023 году?
Зал славы рок-н-ролла - одна из самых престижных наград в музыкальной индустрии, и каждый год любители музыки с нетерпением ждут объявления новых кандидатов. По мере приближения объявления о награде, ожидание растет, и фанаты гадают, кто будет включен в список следующих кандидатов в Зал славы рок-н-ролла. Процесс отбора в Зал славы рок-н-ролла является долгим и детальным, номинации выдвигаются комитетом, состоящим из более чем 1000 профессионалов музыкальной индустрии, включая критиков, историков и других отраслевых экспертов. Как только номинанты выбраны, окончательные кандидаты выбираются комитетом по голосованию, состоящим из сотен музыкантов, руководителей отрасли и предыдущих кандидатов.
Джон Сайкс, председатель Фонда Зала славы рок-н-ролла, заявил в пресс-релизе: «Невероятная группа призеров этого года отражает разнообразие исполнителей и звуков, определяющих рок-н-ролл. Для нас большая честь, что ноябрьская церемония введения в должность в Нью-Йорке совпадет с двумя вехами в музыкальной культуре; 90-летие Вилли Нельсона и 50-летие со дня рождения хип-хопа». Мисси Эллиотт будет введена в Зал славы рок-н-ролла 2023 года в категории исполнителей. Эллиотт, урожденная Мелисса Арнетт Эллиотт, будет отмечена за десятилетия ее вклада в хип-хоп и многое другое благодаря написанию песен, продюсированию и незабываемым визуальным эффектам.
Кроме того, один из отцов-основателей хип-хопа DJ Kool Herc также будет включен в список призеров в этом году, поскольку мир отмечает 50-летие хоп-хопа. Уроженец Бронкса будет отмечен за новаторские основы, заложенные в глобальном музыкальном жанре, который стал культурным господством. Herc — живая легенда, поскольку он первым использовал два проигрывателя одновременно для микширования музыки и создания своей фирменной техники «Merry-Go-Round». A Tribe Called Quest также был номинирован, но не будет введен в должность в этом году. Read the full article
Our team sincerely thanks you for continuing to visit THISENT.com for our Featured Artist, Shining Example, Good Question, Interviews, Slice of Cayke, podcasts, and more. Here’s our #1 most-popular attraction as determined by you and your views from Jan 1 – Jan 7, 2023! Click the photo or links below to learn more about them. […]
DJ Kool Herc is #1 + All-Time Top 5 Our team sincerely thanks you for conti...
Hip Hop turned 50 today, I want to thank every MC/DJ that’s blessed my ears and helped change the world. They said it was a fad and it would never last, now it runs the universe! To you millennials and gen Z‘s PLEASE do your homework and study the greats and their influence’s. Please don’t fall into the dumb hole of ageism, if The Rolling Stones can still tour than RUN DMC and our Godfathers should be able to do the same thing! Support the pioneers, and actually GO BUY THE MUSIC (especially if you know they own their masters and publishing) These record labels aren’t paying artists for their work with streaming. So support the art and PLEASE make new art and PLEASE try to incorporate the foundations that started the art. I won’t be around when it turns 100, so to generation Z…. Please pay homage and honor the greats AND the lesser known artists that ALL helped shape the culture. Finally… STOP THE VIOLENCE!, SHARE THE KNOWLEDGE AND GIVE BACK AND LETS BUILD! The red hatters want us to fail, so if we come together like we did during the golden era and REBEL then the world is OURS! •••••••••••••••••••••••••••••••••• 🔁• @amycinnamonart HAPPY BIRTHDAY HIP-HOP!!! Music makes the world go round. 🌎 . @officialdjkoolherc by @amycinnamonart funky background by @artbyloub. . #djkoolherc #amycinnamonart #artbyloub #hiphop •••••••••••••••••••••••••••••••••• #happybirthday #hiphopturns50 #50yearsOfHiphop #music #rap #culture #fortheculture #hiphopmusic #hiphopdance #hiphophead #graffiti #graffitiart #art #poets #poetry #goldenera #goldenerahiphop #longlivehiphop https://www.instagram.com/p/ChL7WYWrbhO/?igshid=NGJjMDIxMWI=