Meglio un briciolo di sana verità oggi che una promessa vuota per il domani.
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“Vivo con l’incanto spezzato tra le dita, ma ancora raccolgo la bellezza come se potesse salvarmi. È questo il mio disincanto: sapere che non dura, e amarla lo stesso.”
- frase mia
Io seriamente non capisco le critiche che si sta attirando "OK" di Madame.
Il pezzo è molto orecchiabile, ok, i beat di Madame sono sempre on point. Non è il punto.
OK è una traccia FORTEMENTE introspettiva.
According to God I was born from a rib
But he doesn't know he was born from my fear
If I had been Eve I would have swallowed the core too
Together with the whole apple with its seeds
Gli amici di Innsbruck
Un mese fa al ristorante incontriamo un gruppo di gente simpatica e speciale, tipi poliedrici, belle lettere un po' romantici ma di solidi principi. Noi da troppo tempo facciamo sempre tappa nella nostra vecchia Venezia alcuni di questi nella bella Austria in vari posti. Chi per sciare e chi per i concerti. Per velocità loro sono gli amici di Innsbruck. Ogni volta che mangiamo per riconoscerci "...birra e wienerschnitzel con patate fritte..." E tutti abbiamo letto Claudio Magris, Kafka e un po' di Musil, o facciamo finta per sentirci mitteleuropei. Ci basta poi una mostra di Klimt o sullo Jugendstil per correre, ma che sogno è questo, perché quando ho cominciato era un sogno. Ero davvero in una stazione ad Innsbruck in tardo autunno di sera e raggiungevo degli amici recentemente conosciuti a Venezia per un concerto e poi dopo la solita cena avevo bisogno di fermarmi per dormire e non avevo un posto prenotato, la città al completo, chiedevo uno straccio di accoglienza come succede "al nord" nelle loro case ma come in un incubo che sta volgendo al termine mi sembrò che la realtà all'italiana si facesse bruscamente spazio. Mi trovo nel mio letto a Venezia e forse dopo una notte di viaggio in un treno dall'Austria che amo molto.

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“ Mentre la vita pubblica e persino quella privata assumono i caratteri dello spettacolo, è in atto un contromovimento che cerca di modellare lo spettacolo, il teatro, tutte le forme di espressione artistica, sulla realtà — di annullare la differenza stessa tra arte e vita. Entrambe le tendenze diffondono un senso dell’assurdo caratteristico della sensibilità contemporanea. Va notata la stretta connessione tra un eccesso di elementi spettacolari, il cinismo dell’atteggiamento disincantato ormai diffuso anche tra i bambini, l’impermeabilità alla sorpresa o alle emozioni violente e la conseguente indifferenza a distinguere tra illusione e realtà. Siamo troppo ciniche [scrive Joyce Maynard di se stessa e di una bambina di quattro anni che ha portato al circo], per non intuire il trabocchetto nel gioco di prestigio, l’imbottitura del Santa Claus dell’Esercito della Salvezza, i trucchi della telecamera negli show pubblicitari alla TV (“Non è la mano di un folletto che spunta fuori dalla lavatrice,” mi dice Hanna, “è soltanto un attore coi guanti.”) Non diversamente al circo... ella si appoggiò indietro sul sedile imbottito, la mia bambina di quattro anni... prevedendo capitomboli e scivoloni, severa, sveglia, triste, saggia, matura, disincantata, più assorta nello zucchero filato che affascinata dal Più Grande Spettacolo del Mondo. [...] Avevamo assistito, impassibili, a spettacoli ben più straordinari, tutto il nostro mondo era un’indigestione per gli occhi, un circo a dieci piste con cui non avrebbero potuto competere neppure i Ringling Brothers. Un uomo ficcò la testa nelle fauci di una tigre e io lo indicai alla mia gelida, imperturbabile amica, con espressioni di sbalordimento esagerato, e quando essa non si curava di guardare... le giravo la testa verso la tigre, la costringevo a seguire il numero. La tigre, penso, avrebbe potuto staccare la testa al domatore con un morso, inghiottirlo in un boccone e tramutarsi in scimmia e lei non avrebbe battuto ciglio. Davanti a noi almeno due dozzine di clown ammucchiati in una Volkswagen cercavano di uscirne senza che Hanna capisse qual era lo scopo di tutto ciò. Non è solo perché sa che escono da una botola che Hanna non riesce a entusiasmarsi. Anche se non fosse a conoscenza del trucco, non dimostrerebbe maggiore interesse.
La sovraesposizione a illusioni prefabbricate distrugge rapidamente la loro efficacia rappresentativa. La componente illusoria del reale non produce, come sarebbe prevedibile, una intensificazione del senso della realtà, ma genera, nei confronti della realtà stessa, uno stato di allarmante indifferenza. Il nostro senso della realtà si trova allora a dipendere, per quanto sembri strano, dalla nostra disponibilità ad accettare l’aspetto illusorio del reale. Persino la comprensione razionale delle tecniche illusorie non annulla la nostra capacità di considerare l’illusione prodotta come una rappresentazione della realtà. La smania di conoscere i trucchi del prestigiatore, come l’interesse suscitato recentemente dagli effetti speciali di un film quale Guerre stellari, hanno in comune con lo studio della letteratura il desiderio di apprendere dai maestri dell’illusione lezioni sulla realtà stessa. Ma quando si riscontra un’indifferenza totale persino per la meccanica dell’illusione, è prevedibile il collasso della stessa idea di realtà, che dipende in ogni suo elemento dalla distinzione tra natura e artificio, realtà e illusione. Tale indifferenza rivela l'erosione della capacità di interessarsi a qualsiasi cosa esterna al sé. Così la bambina impassibile, che ha già visto tutto, si riempie di zucchero filato e quanto succede non le importerebbe neppure se non sapesse in che modo ventiquattro clown riescono a infilarsi in una macchina. “
Christopher Lasch, La cultura del narcisismo. L’individuo in fuga dal sociale in un’età di disillusioni collettive; Nuova postfazione dell’autore, traduzione di Marina Bocconcelli, Fabbri (collana Saggi Tascabili), 1992. [Libro elettronico]
[Edizione originale: The Culture of Narcissism: American Life in an Age of Diminishing Expectations, W. W. Norton, New York City, 1979]
"The Inferno" Drawing with all Matt Groening's devils
A4 print
https://www.etsy.com/listing/1127326648/the-inferno?click_key=f76cc8f23423bce87ad30883e38cae6af1f7b0db%3A1127326648&click_sum=c0c37ca7&ref=shop_home_active_9&pro=1&frs=1
Vedo soltanto adesso ed è passato
davvero troppo tempo, vedo adesso
e tutto ha la sua giusta dimensione;
Amore grande, ciò che non trattieni
tra le tue forti braccia, cade a terra
e rotola lontano senza vita.