Tremilaseicentosessantasette sta a zero come la musica sta a Lucio Dalla
03.03.2022
Caro Lucio,
come nell’incipit di una delle più belle ed eterne, canzoni tue ti scrivo.
Sono 3667 giorni che gli dei ti hanno chiamato al loro cospetto gli stessi che domani ti festeggeranno per il tuo compleanno insieme a tutti noi.
Manchi molto ma per fortuna le tue canzoni sono eterne e indelebili come insostituibili solchi, nella mia vita di amante della musica e delle parole.
Le ascoltavo sparse tra le cassette audio che collezionavo grazie a mio padre come supplemento del weekend con il quotidiano l'Unita.
Dall'infanzia ad oggi quando ritrovo i miei ricordi più magici di sempre ci sei sempre stato e sarai sempre tu ; in un campeggio sperduto in Toscana sull'amaca con la salsedine che pizzica, mentre da bimba sdraiata sul parquet del salotto coloro la carta da pacchi bianca e sono felice.
E poi c'è Henna il tuo disco ascoltato per la prima volta a 12 anni e che in questi giorni grida forte e mi parla di questa guerra senza senso un'inutile inaudita invasione per una supremazia che non sarà mai tale .
Non c’è una delle tue canzoni che amo di più non posso scegliere sceglierei interi album, certamente ne sceglierei cinque a occhi chiusi: Lucio Dalla, Com’è profondo il mare, Dalla, Henna, Dalla/Morandi.
E poi penso a Tobia e Stefano che ho incontrato grazie Pietro Marcello e a Per Lucio, suo omaggio a te rivoluzionario e pacifista amante del mare e del cielo, che non te ne sei mai andato, se non per far segnare l''Italia fuori Bologna. Di te parlano, come se fossi presente e sempre al presente come se li ascoltassi in silenzio per interromperli con una delle tue folgorazioni poetiche tra realtà e futuro di cui eri premonitore troppo spesso.
Oggi con accorata gratitudine nella vostra trattoria di sempre vorrei abbracciare Tobia e Stefano mentre tra una lasagna e una rosa in un sorriso condividiamo un pezzo del tuo dolce preferito.
Con infinito amore grande.










