f(x) = relazione sana, con x = libertà
Ho realizzato questo meccanismo stranissimo che si può creare all'interno di una coppia per cui se dici:
"Io non vorrei che tu vedessi altre persone all'infuori di me, ma se vuoi, dimmelo, io posso capirti, te lo permetto"
il partner - se ha un minimo di cervello, empatia e buon senso - non si sente oppresso e tende, nel migliore dei casi, a non tradire.
Mettere una persona al corrente dei propri sentimenti senza caricarla di responsabilità, lasciarla libera di valutare autonomamente quanto il rapporto valga la pena di venire incrinato è il miglior modo per:
essere sinceri
essere obiettivi
essere responsabili
essere realisti
E ci sta che la gelosia e il senso del possesso possano sovrastare tutto, assolutamente, può succedere, non c'è nulla di più umano. Ma credo che sia sano impostare un rapporto in un modo per cui ambe le parti sono nella posizione per decidere, per cui "tu mi piaci, esserino, ti vorrei con me, se vuoi resta, altrimenti comprendo e vado avanti". Poi succeda quel che succeda.
Anche perché, pensandoci, é l'assenza del possesso stessa che alimenta continuamente la passione, quando c'è, stringe ulteriormente il legame ed impedisce spiacevoli conflitti intra- e interpersonali.
Quando sei consapevole di non poter trattenere quella persona, ogni momento è importante, ogni secondo è intenso.
Quando sei consapevole di poter abbandonare questa persona ogni momento è valutato attentamente, ogni secondo è controbilanciato dal "ne vale la pena?".
La fortuna sta nel pensare in maniera concorde, il gioco sta tutto qui. É matematico, sì x sì = sì, no x no = no. Dalla discordanza di segni, invece, nasce la poesia d'amore ultracentenaria più celebre di sempre, vediamola così.







