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Sugilite: Do you know where Orbot and Cubot are?
Eggman: Nope
Sugilite: Oh.... They're probably fine.
(Also yes this is the art that spiraled into the creation of Sugilite)

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chillin wit da cubot
Cubot KingKong ES 5: la mia prova del rugged che vive di batteria e robustezza
Tre giorni di pioggia, due cani che entrano e escono dal giardino infangando mezzo pavimento, e un telefono che mi è scivolato sul vialetto di casa almeno quattro volte. Se devo trovare un modo onesto per raccontarvi com'è andata con questo rugged firmato Cubot, parto proprio da qui. Perché un dispositivo del genere non lo giudichi sul divano. Lo giudichi quando cade, quando si bagna, quando lo lasci in tasca per dieci ore e a sera ti accorgi che ha ancora fiato. Il Cubot KingKong ES 5 nasce con un'idea molto chiara in testa, quella che il produttore riassume con lo slogan "Built for Real Work". Tradotto: non è il telefono per chi vuole il display più nitido o il processore che fa girare gli ultimi titoli al massimo. È il telefono per chi lavora in cantiere, fa il corriere, va in campeggio, oppure semplicemente è stufo di trattare il proprio smartphone come un cristallo soffiato. Robustezza certificata, batteria da 7000 mAh, Android 16 già a bordo. Tre pilastri, e attorno a questi tre pilastri ruota tutto il resto. Ammetto che all'inizio ero un po' scettico. Di rugged a basso costo ne sono passati tanti sulla mia scrivania, e quasi sempre la storia è la stessa: tanta scocca, poca sostanza. Qui però qualcosa di interessante c'è, e qualche limite pure. La domanda vera, quella a cui proverò a rispondere in queste righe, è una sola: a chi serve davvero un telefono così, e a chi invece conviene guardare altrove? Mi spiego meglio nelle prossime pagine. Una premessa, prima di entrare nel merito. Il mercato dei telefoni corazzati è una nicchia, ma una nicchia con un suo perché. Non parliamo di gente che insegue lo smartphone più sottile o la fotocamera che fa miracoli, ma di chi ha bisogno di uno strumento che non molli nei momenti in cui un telefono normale si arrenderebbe. Cantieri, campagna, mare, montagna, lavori manuali, vita all'aperto. In questo segmento Cubot è un nome che gira da anni, e la famiglia KingKong è una delle sue serie storiche. Con questa nuova proposta l'azienda ha provato ad alzare l'asticella su batteria e software, tenendo i piedi ben piantati nella fascia economica. Ha funzionato? In parte sì, in parte i compromessi restano. Vediamo. Sarà disponibile sul sito ufficiale Cubot e anche su AliExpress, dove potrebbero comparire promozioni dedicate nei primi giorni di disponibilità . L'apertura della scatola Confezione essenziale, niente fronzoli. Cartone robusto, grafica sobria con il muso del dispositivo stampato sopra, e dentro l'indispensabile. Devo dire che mi aspettavo qualcosa in più, ma forse sono io che vivo ancora con la nostalgia di quando nelle scatole trovavi anche le cuffie. Nella mia unità gialla c'erano il telefono, il cavo USB-C, un panno, la classica spilletta per il carrellino della SIM, una pellicola già applicata sul vetro (e questo lo apprezzo, una pellicola in meno da comprare) e il libretto. L'alimentatore da muro? Assente. Ora, capisco la tendenza, capisco l'ambiente, ma su un telefono pensato per chi sta fuori casa tutto il giorno un caricatore nella scatola non sarebbe stato male. Soprattutto perché, come vedremo, qui la ricarica ha le sue gatte da pelare. Prima impressione sollevandolo dalla scatola? Pesa. Lo senti subito in mano, quei circa 300 grammi non passano inosservati. Eppure, e questa è la sorpresa, lo spessore è contenuto rispetto a tanti mattoni del segmento. C'è da dire che la sensazione di solidità è immediata: scocca gommata, angoli rinforzati, viti a vista sul retro che strizzano l'occhio all'estetica "da officina". Non è bello nel senso classico del termine. È rassicurante, che è una cosa diversa. Il colore giallo, poi, è una di quelle scelte che o ami o detesti. A me, sarò onesto, è piaciuto. Lo ritrovi al volo nello zaino, sul sedile della Renault Zoe, in mezzo al disordine del bancone di lavoro. Mica male per un telefono che dovrebbe sparire negli ambienti più caotici. Design e costruzione: il carro armato che sta in tasca (a fatica) Parliamoci chiaro. Un rugged non lo prendi per l'eleganza. Lo prendi perché deve sopravvivere a cose che un telefono normale non sopporterebbe. E qui il lavoro è fatto bene, con un paio di compromessi che è giusto mettere subito sul tavolo. La struttura unisce gomma morbida al tatto e inserti che imitano il metallo spazzolato. I bordi sono spessi, pensati per assorbire gli urti, e il telefono "sta su" se lo appoggi in piedi, cosa che con i flagship sottili ti sogni. Sul lato destro trovo il bilanciere del volume e il tasto di accensione che integra anche il lettore di impronte. Sul sinistro c'è un tasto programmabile, quello che puoi mappare per la torcia o per un'app a piacere, e qui la fantasia di ognuno fa il resto. Il mio l'ho impostato sulla fotocamera, per scattare al volo quando Anubi decide di rotolarsi nel fango con quella sua faccia da innocente. I tasti hanno una corsa decisa, un feedback "meccanico" che con i guanti da lavoro fa la differenza. Provate a premere un pulsante piatto con le dita sporche di terra o bagnate: capirete perché su questi dispositivi i tasti sporgenti sono una benedizione. Il vero scotto da pagare sono due. Primo, il peso e l'ingombro: tenerlo in tasca dei jeans per ore non è il massimo della comodità , e con una mano sola si gestisce con qualche acrobazia del pollice. Secondo, le cornici attorno allo schermo. Sono generose, c'è poco da girarci intorno, e su un frontale così grande si notano. Detto questo, su un telefono che deve incassare cadute le cornici larghe hanno anche un senso pratico: proteggono il vetro quando il dispositivo finisce a faccia in giù. È strano, dovrebbe darmi fastidio, e invece ci ho fatto pace abbastanza in fretta. Le certificazioni sono il piatto forte: IP68, IP69K e standard militare MIL-STD-810H. Significa polvere e acqua gestite senza patemi, getti ad alta pressione e temperatura inclusi, più una resistenza dichiarata a cadute, vibrazioni e sbalzi termici. Tornerò sui test pratici più avanti, ma intanto sappiate che sotto il rubinetto non ha battuto ciglio. Specifiche tecniche Prima di entrare nel vivo dell'uso, ecco la scheda con i numeri che contano. Solo le voci pertinenti, niente riempitivi. Specifica Valore Display 6.88" IPS, HD+ (720 x 1640), refresh fino a 120 Hz Processore Unisoc Tiger T620, octa-core fino a 2.2 GHz GPU ARM Mali-G57 MP1 RAM 6 GB (espandibile virtualmente) Memoria interna 128 GB, microSD fino a 1 TB Fotocamere posteriori 64 MP principale + 2 MP macro + 0.3 MP ausiliaria Fotocamera frontale 16 MP Video 1080p a 30 fps Batteria 7000 mAh Sistema operativo Android 16 Certificazioni IP68, IP69K, MIL-STD-810H Connettività 4G LTE, Wi-Fi, Bluetooth, NFC, GPS multi-costellazione SIM Dual SIM (Nano) Sblocco Impronta laterale + riconoscimento del volto Porta USB-C Dimensioni e peso circa 83 x 182 x 11.4 mm, circa 300 g Extra Torcia LED laterale, tasto programmabile Colori Grigio, Arancione, Giallo, Verde La piattaforma hardware: dove finiscono i soldi (e dove no) Il cuore del telefono è il Unisoc Tiger T620, un chip octa-core di fascia entry, affiancato dalla GPU Mali-G57. Tradotto in soldoni: roba pensata per far funzionare bene la vita di tutti i giorni, non per i record di benchmark. E qui bisogna essere onesti fino in fondo, perché è il punto su cui si gioca metà della partita. Nei test sintetici la mia unità ha portato a casa un punteggio AnTuTu intorno ai 265.000 punti, con un Geekbench sui 398 in single-core e circa 1426 in multi. Numeri che fotografano esattamente quello che è: un dispositivo adatto a navigare, messaggiare, guardare video, gestire le app di lavoro e la posta. Non un mostro di potenza, e nessuno lo aveva promesso. La configurazione che ho provato è quella base, 6 GB di RAM più i 128 GB di archiviazione interna. La memoria virtuale aggiuntiva aiuta il multitasking, anche se non fa miracoli: tenere aperte troppe app pesanti e poi tornarci dopo un po' significa, a volte, vederle ricaricare da capo. Sui tagli più generosi (la RAM fisica arriva più in alto su altre versioni) immagino la cosa migliori, ma sulla mia ho dovuto farci l'abitudine. C'è una cosa che apprezzo molto, in controtendenza: lo slot per la microSD fino a 1 TB. In un'epoca in cui la memoria espandibile è quasi sparita, qui ce l'hai. E per chi gira foto e video di lavoro, magari documentando un sopralluogo o un cantiere, è oro colato. Mica tutti vogliono caricare ogni cosa sul cloud, no? Un appunto sul fronte audio: niente jack da 3.5 mm. Si va di USB-C o Bluetooth. Su un telefono così "operaio" un jack fisico me lo sarei aspettato, è una di quelle assenze che fanno storcere il naso a chi usa ancora cuffie cablate sul posto di lavoro. Vabbè. Una nota positiva che spesso si trascura: la gestione termica. Sotto sforzo prolungato, magari con navigazione GPS e schermo acceso a lungo, il telefono si scalda il giusto ma non diventa mai quel forno fastidioso che ti costringe a posarlo. La scocca generosa, in questo, aiuta a dissipare. E con un chip che non spinge ai limiti, il calore semplicemente non è un tema. Piccola cosa, ma di quelle che nell'uso quotidiano fanno la differenza tra un telefono che ti accompagna e uno che ti dà fastidio. Il software: Android 16 senza troppe sovrastrutture Una delle note che mi ha fatto alzare il sopracciglio in senso buono. Lanciare un rugged economico con Android 16 già preinstallato non è scontato: di solito questa categoria arriva sul mercato con versioni del sistema vecchie di un paio di generazioni. Qui invece partiamo aggiornati, e si vede. L'interfaccia è vicinissima all'Android "puro", quello stock, con pochissime aggiunte da parte del produttore. Niente valanghe di app preinstallate, niente launcher strani, niente di quel bloatware che ti tocca disinstallare a mano nei primi venti minuti. Trovi giusto qualche utility extra legata alle funzioni outdoor, e va benissimo così. Personalmente preferisco di gran lunga questo approccio leggero a certe personalizzazioni invadenti che vedo su telefoni ben più costosi. L'esperienza d'uso è pulita, gli aggiornamenti di sicurezza arrivano, e l'insieme dà una sensazione di "ordine" che fa piacere. La fluidità nei menu è buona, complice anche il pannello a 120 Hz che rende lo scorrimento più morbido. Dove invece il limite del processore si fa sentire è nell'apertura delle app più pesanti: c'è quel mezzo secondo di esitazione, quella micro-pausa che chi viene da un telefono potente nota subito. Non è un dramma, ma c'è. Una cosa che ho notato il secondo giorno: dopo un primo periodo di rodaggio, con la cache che si popola e il sistema che impara le abitudini, le cose sono leggermente migliorate. Capita spesso con questi chip. Magari un futuro aggiornamento limerà ancora qualche spigolo, ma su questo, ovviamente, devo aspettare e vedere. Prestazioni e autonomia: il vero motivo per cui esiste Arriviamo al dunque. Se c'è una ragione per cui qualcuno dovrebbe mettere mano al portafoglio per questo telefono, è la batteria. La 7000 mAh è la protagonista assoluta, il produttore parla di "fino a due giorni" con una carica, e nel mio uso la promessa regge. Anzi, in certi scenari va anche oltre. Vi racconto la giornata che mi ha convinto. Mercoledì scorso l'ho staccato dalla presa alle 7 del mattino. Mezza giornata in giro tra commissioni e navigazione con il GPS acceso, qualche chiamata lunga, mezz'ora abbondante di video mentre aspettavo in un parcheggio, messaggistica continua e un po' di social nei tempi morti. La sera, verso le 23, ero ancora sopra il 35%. A conti fatti, per un utilizzo "umano" qui arrivi a sera senza ansia, e con uso leggero il secondo giorno ci scappa davvero. Il rovescio della medaglia, e qui devo essere severo, è la ricarica. Manca la ricarica rapida vera e propria, quindi riempire quei 7000 mAh da zero richiede parecchio tempo. Diverse ore, non i venti minuti a cui ci hanno abituato altri. È il classico patto col diavolo dei battery phone: tanta autonomia, ma quando si scarica del tutto devi mettere in conto una sosta lunga alla presa. Il consiglio pratico? Ricaricarlo prima che sia agli sgoccioli, magari di notte, e il problema si ridimensiona parecchio. Sul versante prestazioni pure, il discorso lo conoscete già : il T620 fa il suo dovere nel quotidiano e si arrende davanti ai carichi pesanti. Tornerò sul gaming tra poco, perché lì c'è qualche cosa da dire. Test sul campo: due settimane di vita vera Ora, la parte interessante. Le schede tecniche le legge chiunque, ma un rugged lo capisci solo mettendolo alla prova nelle situazioni per cui è nato. E io l'ho preso un po' alla lettera. Partiamo dall'acqua, che è il test più scenografico. Una sera, dopo che i cani avevano trasformato il giardino in una piscina di fango, ho lavato il telefono direttamente sotto il getto del rubinetto in cucina. Acqua corrente, sapone, sciacquato, asciugato. Nessun problema, schermo reattivo subito dopo (con il vetro bagnato il touch fa un po' i capricci, ma è fisica, capita a tutti). L'IP69K qui non è marketing: il telefono lo lavi e basta, ed è una libertà che chi lavora sporco capisce al volo. Le cadute non le ho cercate, sono arrivate da sole. Dal tavolo della cucina, dal sedile della Cupra Formentor mentre scendevo, e una volta proprio sul vialetto in cemento davanti casa, da circa un metro. Risultato: qualche segno sulla gomma dei bordi, niente sul vetro, niente sul funzionamento. La scocca fa il suo mestiere. Lo standard MIL-STD-810H, nei limiti di quello che ho potuto verificare a mani nude, si è dimostrato credibile. L'ho portato anche al campo di tiro. Tengo a precisare che al CUS Roma, dove faccio l'istruttore di tiro con l'arco, un telefono che non temo di appoggiare per terra o di prendere con le mani sudate dopo una sessione è una comodità reale. Lì il display da 6.88 pollici e ben leggibile mi è servito per mostrare ai ragazzi qualche video di tecnica all'aperto, e la luminosità sotto il sole, pur senza essere da primato, è risultata sufficiente per cavarsela. Non aspettatevi miracoli a mezzogiorno in pieno luglio, ma in condizioni normali ci si legge. Sul fronte chiamate e ricezione, zero sorprese: capienza di segnale buona, audio in capsula pieno, e l'altoparlante esterno spinge forte. Quel tipo di forte che senti squillare anche con il telefono in fondo allo zaino mentre tagli l'erba o sei in mezzo al rumore. Niente 5G, va detto, ci si ferma al 4G LTE: per il target di questo dispositivo non è un limite reale, ma è giusto saperlo. Il gaming l'ho testato più per dovere di cronaca che per reale convinzione. I titoli leggeri girano senza patemi, i giochi pesanti chiedono di abbassare la grafica e di accontentarsi. Una mezz'oretta su un battle royale impostato al minimo è fattibile, di più diventa un esercizio di pazienza. Ma sul serio, chi compra un telefono così per giocare ha sbagliato indirizzo, e lo dico senza giri di parole. C'è stato anche il test della polvere, meno fotogenico ma altrettanto rivelatore. Una mattinata a sistemare il garage, segatura ovunque, mani impolverate, e il telefono appoggiato sul banco da lavoro in mezzo a tutto. A fine giornata l'ho sciacquato e via, come nuovo. Provateci con un telefono tradizionale e poi mi dite. La verità è che la libertà di non doverci pensare cambia il modo stesso in cui lo usi: lo prendi senza precauzioni, lo posi dove capita, lo tratti per quello che è, uno strumento. Ho voluto verificare anche il comportamento al freddo, complice qualche mattinata rigida. Lasciato in auto tutta la notte, ripreso gelato all'alba, ha acceso senza tentennamenti e la batteria non ha avuto quel crollo improdroviso di percentuale che certi telefoni mostrano col freddo. Non è un test da laboratorio, sia chiaro, ma per l'uso reale di chi sta all'aperto d'inverno è un'indicazione che conta. L'ultima prova, quasi per gioco, è stata tenerlo in tasca per un'intera giornata fuori casa senza caricabatterie al seguito. Niente ansia da percentuale, niente caccia alla presa. È una sensazione che avevo dimenticato, e che da sola spiega buona parte del fascino di questa categoria. Alla fine della fiera, è proprio questo il punto: un rugged non lo valuti per quello che fa di spettacolare, ma per tutte le seccature che ti toglie. Approfondimenti La qualità del display Schermo grande, da 6.88 pollici, pannello IPS con refresh fino a 120 Hz. Sulla carta suona benissimo, nella pratica il discorso è più sfumato. Il limite vero è la risoluzione, che si ferma all'HD+ (720 x 1640 pixel). Su una diagonale così generosa la densità di pixel cala, e i font non sono mai davvero incisi, nitidi al punto giusto. Lo noti soprattutto nel testo piccolo e nelle immagini molto dettagliate. Non è uno schermo che ti fa dire "wow", chiariamolo. Detto questo, e qui scatta la difesa, per l'uso a cui è destinato fa il suo. I colori sono naturali, la leggibilità all'aperto è onesta, e i 120 Hz regalano una fluidità nello scorrimento che su un entry-level non è scontata. Lo senti quando navighi tra le schermate, quando scrolli una chat lunga. È uno di quei casi in cui sulla carta sembra peggio di quanto poi sia nell'uso reale, almeno se gli chiedi le cose giuste. Aggiungo una considerazione che mi sta a cuore. Su un telefono da campo, la priorità non è la nitidezza assoluta, è la leggibilità in condizioni difficili: sotto il sole, con le mani sporche, con il vetro rigato dall'uso. E qui il pannello se la cava onestamente. Il touch risponde bene anche premendo con un po' di forza, cosa utile quando hai i guanti sottili o le dita non perfettamente pulite. Avrei preferito una risoluzione Full HD? Certo, chi non la preferirebbe. Ma ho capito presto che, in questo contesto specifico, è un compromesso con cui si convive senza troppi rimpianti. Mica stiamo guardando un telefono per editare foto, no? La fotocamera principale e la sua versatilità Il sensore da 64 MP è la parte fotografica seria del comparto, e devo dire che parte da una base migliore di quanto temessi. Con buona luce, di giorno, all'aperto, gli scatti hanno dettaglio sufficiente, colori realistici e un range dinamico accettabile. Ho fotografato i cani nel giardino, qualche dettaglio di attrezzatura, paesaggi durante una passeggiata: niente di artistico, ma immagini più che usabili per documentare e per i social. Il problema, come sempre in questa fascia, arriva quando cala la luce. La sera, in interni poco illuminati, spuntano rumore e quella sensazione "spalmata" sui dettagli. La messa a fuoco rallenta, e serve mano ferma perché di stabilizzazione ottica neanche l'ombra. È una fotocamera pensata per registrare la realtà , non per vincere premi. E sapendolo, ci si convive benissimo. Quanto agli altri due sensori posteriori, la macro da 2 MP e l'ausiliaria da 0.3 MP, diciamo la verità senza ipocrisie: servono più a gonfiare la scheda tecnica che a fare fotografie memorabili. La macro qualche scatto curioso da vicino lo regala, se c'è tanta luce e tanta pazienza, ma non è lo strumento che userete tutti i giorni. L'ausiliaria lavora dietro le quinte per la profondità e basta. È il solito gioco delle tre fotocamere che in realtà è una sola seria, e ormai lo conosciamo. Su un telefono di questo prezzo, però, fa quasi tenerezza prendersela per questo. Selfie, ritratti e video Davanti c'è un sensore da 16 MP che svolge il compitino. Per le videochiamate di lavoro va più che bene, per i selfie alla luce del giorno se la cava, in condizioni difficili tende ad ammorbidire troppo l'immagine. Niente di memorabile, ma niente di drammatico. Sul video, ci si ferma al 1080p a 30 fotogrammi. La resa con il dispositivo fermo è dignitosa, ma appena ti muovi l'assenza di una stabilizzazione vera si fa sentire, e il filmato balla. Per riprendere al volo qualcosa, documentare un intervento, registrare un momento, basta e avanza. Per girare contenuti "puliti" in movimento, no, lasciate perdere. È un telefono che cattura, non che produce cinema. Read the full article
just read smells like overclocking
had this idea
why did that face get me am i just at the part of the night where everything's funny i think i am XD
Smells Like Overclocking
Another Cubot-focused oneshot, seems like someone just learned about aromanticism...and immediately misheard it as something else lol. Also memory leak issues! Because I'm totally not projecting my computer problems onto a robot blorbo, nope, not at all! (:
(I usually like to use the alloaro flag with Cubot since it has that extra yellow in it, but the regular aro flag is what I had in my files atm so that's what I grabbed hehe)
DA - Ao3

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I JUST. HAD THE GREATEST ANIMATIC IDEA OF ALL TIME AND YOURE THE ONLY PERSON WHO IM NOT SCARED TO GO TO TO YAP ABOUT MY SHAPEBOT CRACKSHIP
warnjng for graphic depictions of violence
LISTEN. My Way of Life by Frank Sinatra. Starline is fending off some zombots or something. hes failing and due to previous injury he is like bleeding out hurt yk. in my head its snowy out like where sonic and starline 1st met? yeah. anyways starline is verge of death and doesnt have his glove (for some reason??? shh) anyways cubot shows up out of the blue (eggman probably abandoned him in a pinch or something) and hes already really damaged, but he takes the blow for starline. starline doesnt care abt robots n such but right now hes conflicted. hes scared for cubot and he doesnt know why but hes angry that he does. anyways cubot has his glove he forgot in his lab, opens a portal (since hes seen starline do it so many times) starline, in a fit of.. general emotion, grabs at cubot to get him out of there. he doesnt comply and shoves starline into the portal, telling starline he forgot something and chucks the glove it with him. starline looks at him in bewilderment as the portal closes. the exiting shot shows bouts of oil continously staining the ground in splats.
angst. ice cream yami :D
Aaaaaaa the visuals I get from this are really powerful but also aaaaaaaaaaAAAAAAAAAAAAA CUBOT NOOOAAAAAA ;A;
Badniks For Hire
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Night Fishing with the Tacklebox
So what happened with Cubot when he ran away, anyway? Turns out he was seeking the advice of an unlikely friend. A friend with benefits, if you will.
I may be more focused on portraying the "friends" part of this relationship than the "benefits" for personal reasons (although the "benefits" are implied to occur), but this was still an interesting perspective to tackle! I'm used to writing platonic friendships and romance, so it's a nice lil challenge to work with hehe.
DA - Ao3