Sono in oratorio, ho il telefono scarico. I miei amici non si fanno vivi, ma fortunatamente ho incontrato Simo, un ragazzo più grande di me di 5 anni, e Daniel, suo coetaneo. Stanno giocando a ping-pong, e io mi unisco a loro.
Simone è mezzo spagnolo e mezzo albanese.
Daniel mezzo italiano e mezzo croato.
Anche io sono un mezzo di qualcosa.. Fatto sta che alla fine lascio stare la speranza che arrivino i miei amici, e propongo una partita a calcetto.
"Je bem ti! Pička materinu!" Quando giochiamo Daniel è tutto preso dall'azione, poche volte alziamo la testa per guardarci, io e lui. Invece Simo è più un coccolone, scherza, dà buffetti alla pancia, ed evita gli insulti durante la partita, anche se non si fa mancare le imprecazioni in croato anche lui.
Vittoria schiacciante per Simo, che ha giocato contro me e Daniel. Con una sola mano. La sinistra. E non è mancino.
Decidiamo poi di andare a bere qualcosa, e incontrarci con un quarto personaggio: Dennis, che è più ucraino che italiano.. Ogni tanto se ne esce con qualche bestemmia quando non sa dire qualche parola. Andiamo in un bar in cui si può anche giocare a carte, e facciamo qualche partita a briscola, fino a quando Daniel e Simo escono a fumare. Quando rientrano, dopo 5 minuti, Daniel si rivolge a Dennis, in croato.
"T poljubiti!?"-"Ja ja"-"Stvarno!?! Io ti ammazzo di botte!". L'accento sembra voler farsi notare più del solito. "No no, scherzavo!", e a quel punto voglio capire, e guardo verso Simo con aria accigliata, e lui tira fuori la lingua indicando con la mano prima l'Ucraino, poi me.
"Ma no che dici!" Esclamo, e sono abbastanza sorpresa! E ridendo lasciamo stare la faccenda.