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... dentro una foto... A volte per ritrovarsi a volte per guardarsi e a volte per farsi guardare.
E così, dopo aver bombardato l’Iran, ucciso centocinquanta bambine in una scuola e qualche altro migliaio di persone, Trump si è reso conto che gli iraniani controllavano lo stretto di Hormuz, dal quale transita oltre il 25% del petrolio mondiale. E ha chiesto aiuto per “metterlo in sicurezza”. Non perché gli iraniani possano ancora colpire, eh, del resto lui ha “distrutto, devastato, obliterato” le loro capacità militari, ma perché boh, hai visto mai, magari gli restano ancora un paio di droni. L’ha detto pure il “segretario alla guerra” Pete Hegseth (uno che ha un curriculum di alto comando militare di tutto rispetto: ex presentatore di Fox News e teorico della guerra santa contro i musulmani): “Lo stretto di Hormuz non è chiuso, è che gli iraniani colpiscono le navi che ci passano”. Che è un po’ come dire: “l’acqua del laghetto è perfettamente balneabile, se non conti il fatto che dentro ci sono i coccodrilli e i piranha”. Quindi, il buffone color mandarino ha chiesto l’intervento di altre nazioni. La Cina, la Francia, il Giappone, la Corea del Sud, il Regno Unito e via dicendo. Non l’Italia, chiaramente. Forse se l’è dimenticata, oppure (più probabilmente) non ci ritiene in grado neanche di dare una mano. Ma non perché lui avesse bisogno di aiuto, eh, non per quello. Lui ha già vinto la guerra. Da subito, dai primi minuti. Ha chiesto l’intervento degli altri perché quel petrolio è loro. Non suo, lui non ne ha bisogno. Lui si è limitato a bombardare, se poi la cosa può creare una crisi economica ed energetica mondiale mica sono cazzi suoi. Al che, la maggioranza dei Paesi tirati in ballo neanche gli ha risposto. Suggerendo un pensiero che, all’incirca, può essere riassunto in: “Eh no, flaccido imbecille arancione, tu hai fatto il danno, tu lo ripari”. Anche perché, lì, si muore. E nessuno, tranne Trump, se la sente di mandare i propri militari a crepare per una guerra voluta solo da lui e Netanyahu. E a quel punto il candidato al Nobel per la Pace della Meloni ha reagito con l’ennesima, compostissima fatwa: “Se non ci aiuterete, succederanno brutte cose. Ce ne ricorderemo!”. Gli USA si sono lanciati in questa guerra senza alcun piano B. Pensavano di vincere facile, di togliere di mezzo Khamenei e di mettere a governare al suo posto un loro pupazzo. Di essere accolti dalla popolazione festante che li avrebbe portati in trionfo nel ruolo di liberatori. Un errore che non avrebbe fatto nemmeno un bambino. E ora non solo l’Iran, ma tutto il mondo ne sta pagando e ne pagherà care le conseguenze. Un po’ come era accaduto con la cattura e il rapimento di Maduro. Le anime belle che festeggiavano la “liberazione del Venezuela”. Poi hanno scoperto che, al governo, sono rimasti gli stessi. Tutti. Il regime è ancora lì. Solo che, adesso, danno il petrolio a Trump. Ecco: lui voleva solo aiutare il suo amico Bibi a fare lo stesso con l’Iran. Non si era mai vista una simile banda di stupidissimi bulli, cialtroni, criminali privi di qualsiasi senso morale, riuniti tutti assieme. E pensare che anche qui da noi, fino a pochi giorni fa, le stesse anime belle del Venezuela festeggiavano “la liberazione delle donne iraniane”. Chissà se contano le centocinquanta bambine morte mentre imparavano a scrivere, tra quelle donne liberate. Il “cambio di regime”, però, c’è stato, di questo va dato atto a USA e Israele. Adesso, infatti, non c’è più il Khamenei di prima. C’è un Khamenei più giovane, più estremista, più cattivo, più pericoloso. E il popolo iraniano si è compattato attorno al regime contro l’invasore che uccide i loro figli. Ah, e la sapete l’ultima? Trump non esclude l’atomica. Ha detto chiaramente che “gli USA hanno le armi per radere al suolo l’Iran”. Ed è vero: le hanno. E hanno già dimostrato al mondo che non si fanno problemi a usarle. Sono gli unici ad averlo già fatto, d’altronde. Ma loro lo farebbero per “liberare gli oppressi”, eh. Le donne iraniane. Trump ci tiene moltissimo alle donne iraniane. Specialmente a quelle molto giovani, direbbe il suo amico Epstein.
(Emiliano Rubbi)
C'è chi, come pavone, mostra a tutti il suo piumaggio colorato e chi, come ostrica, nasconde la sua preziosa perla.
Non inseguire mai l'amore e l'affetto o l'attenzione.. Se non viene dato liberamente da un'altra persona, non vale la pena averlo.

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E se la vita ci ha dato limoni... noi ne facciamo limonate.
Primavera è la miglior stagione per me, mi sa di preludio a qualcosa (quel qualcosa dovrebbe essere l'estate)
Mi sa di "hai quasi finito", col lavoro o con la scuola al tempo che fu
E poi, ragazzi, diciamoci la verità: è l'unica stagione vivibile (insieme ad un pezzetto di autunno) a livello di temperature per la Padania
Mi metto in macchina e alla radio gira "Non c'è" di Laura Pausini...
È proprio vero che piove sul bagnato... oggi neanche la musica aiuta!!!!😫😩😩😩😩
𝒮𝓌𝑒𝑒𝓉𝒜𝓇𝒶𝓁𝑒 ➰🎧