L'atteso pettegolezzo
Ieri sera ha avuto finalmente luogo la re-union con le mie colleghe del precedente punto vendita.
Come location eravamo in una palestra di periferia (non quelle dei grandi brand che propongono i loro abbonamenti annuali solo per fare i veri soldi vendendo bibitoni proteici, bensì una cosa molto più alla buona) dove si stava tenendo una festa brasiliana, con musica sudamericana, dimostrazioni di capoeira, pietanze esotiche e incomprensibili, molti dolci e ancor più capirinha. Tutto sommato un'ambiente piacevole, tanto che a fine serata mi sono rammaricata di non aver portato mio figlio per dargli l'occasione di ballare un po' e scorrazzare sul ring con dei guantoni.
Al di là di questo, l'incontro programmato da mesi è stata una vera delusione: eravamo presenti solo in tre, ma una collega era occupata a servire al bar (la palestra è del marito) e la seconda è arrivata accompagnata dal marito per rimanere un'ora senza azzardarsi a bere e mangiare nulla. Le chiacchiere sono state poche e banali e nel giro di due giri di samba mi sono ritrovata da sola a ingozzarmi di dolci alla tapioca e anacardi.
L'unica nota positiva è stato il pettegolezzo cardine, quello per il quale ho atteso questi mesi: ovviamente non è stato espresso in maniera diretta, ma c'è stato un riferimento al reale motivo per il quale la collega che è stata in malattia per mesi e che sembrava in dirittura di licenziamento sia poi a sorpresa ritornata a lavorare.
Sembra che, a seguito di un intervento di chirurgia estetica mal eseguito, abbia subito delle serie ripercussioni fisiche che non le permettono di ritornare in forma (e già questo dovrebbe far sentire delle merde tutti quelli che, me compresa, pensavano che la malattia fosse solo un'escamotage per rompere con l'azienda). Purtroppo, però, il sistema sanitario italiano non include la seconda operazione di riparazione del danno tra quelle sovvenzionate, bensì la colloca nel novero della chirurgia estetica e, quindi, le impone un notevole costo da pagare. Si parla di una cifra con la quale, normalmente, si può acquistare un'automobile di medio-piccole dimensioni. La necessità di raccimolare quel denaro, unitamente allo spostamento in un nuovo punto vendita, l'hanno indotta al rientro, seppur la sua idea primogenia rimanga levarsi di torno e trovare lavoro nella regione dove ha casa comune con il fidanzato, a circa 300 chilometri da Brescia.
Ora che lo so, cambia qualcosa per me? Assolutamente no. E' che sono una maledetta pettegola e, infatti, mentre mi veniva raccontato tutto questo non ho potuto fare a meno di pensare "Non vedo l'ora di dirlo in mensa al mio collega-betonega preferito."
















