comunque io di anni trentotto maschio bianco cis ma non tanto maschio alfa a lavoro mi interfaccio con le generazioni più giovani dai generi più disparati e modi di ragionare assai diversi dai miei e mi faccio mille problemi sui pronomi o sulle parole da usare o sulle battute da non fare quando i miei colleghi sono molto più rilassati e sono tipo
P è un maschio gay che afferma di essere la regina della gelateria e si lamenta continuamente della sua voglia di cazzo, situazione sul banco, premessa, un cono si costruisce conoscendo innanzitutto la consistenza dei gusti, quelli più densi si mettono sotto e quelli cremosi ovviamente sopra, così quando un cliente ci elenca i gusti noi pensiamo a come combinarli sul cono, tra di noi ci chiediamo consigli o ci confrontiamo sulle consistenze (la scienza dei gelati). P sta usando un gusto che dovrei mettere su un cono e gli pongo una domanda tanto innocente, gli chiedo, è duro?, lui risponde: no ora no. e ride.
S e io siamo su una panchina a parlare prima del lavoro, noi amicissimi, lei si definisce queer, sta con un ragazzo anche se odia gli uomini e dice che l'unico intoppo che non mi fa essere la sua anima gemella è operabile (...). mentre sto parlando mi ferma e mi dice, robbè la tua voce è così profonda che sento il legno della panchina vibrare, sorrido spiazzato, poi continua, e non solo il legno della panchina perciò per favore continua a parlare, le urlo il suo nome indignato ma lei ride come se niente fosse




















