Inseguimi tra i cunicoli della mia mente tastando al buio gli spigoli acuti delle mie paure. Trovami nell'angolo più nero, osservami. Raccoglimi dolcemente scrollando la polvere dai miei vestiti. Io ti seguirò. Ovunque.
Saffo esorta l’amore a entrare nella sua mente, dove è buio e ci sono spigoli ovunque creati dalle paure che ci affliggono. Lo sprona a trovarla nel suo angolo più nero, nell’ombra più vera, lo prega di raccoglierla dolcemente dalla sua stessa ombra e di scrollare la polvere che si è creata su di lei, simbolo di tutte le ceneri accumulatesi dal dolore passato. Poi però fa qualcosa di propositivo, gli dice che lo seguirà ovunque. Questo non sorprende. In fondo è proprio quello che cerchiamo. Lo sforzo iniziale di qualcuno di penetrane nella nostra ombra, in ciò che di più oscuro abbiamo dentro di noi e di non spaventarsi, ma anzi, di avere quel briciolo di coraggio per scrollare la cenere che si è creata nei secoli psicologici di traumi e sofferenze, a quel punto nasce la fiducia. Prima dell’amore è una questione di fiducia, perché l’amore è lì che aspetta per essere tirato fuori dalla sua gabbia ma la fiducia, quella è tutto un altro paio di maniche. Gli spigoli e i luoghi bui, la cenere, la abbiamo tutti, dobbiamo solo avere la forza quindi di spolverarci a vicenda, la fiducia che ci sarà qualcuno da spolverare e che ci spolveri genuinamente, che non si spaventi e fugga. - roberto bembo