Tenersi per mano, poi sedere a lungo e aspettare, cos’è la sera, di chi è il corvo, di chi è la tartaruga, il fuoco in lontananza? Non rispondere è sempre una risposta.
— Cees Nooteboom, L’occhio del monaco
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Tenersi per mano, poi sedere a lungo e aspettare, cos’è la sera, di chi è il corvo, di chi è la tartaruga, il fuoco in lontananza? Non rispondere è sempre una risposta.
— Cees Nooteboom, L’occhio del monaco

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La poesia offre qualcosa che va oltre le vite di ciascuno, trasporta in un luogo che sta più in alto della quotidianità . Compie questo strano miracolo per cui parte da un punto molto personale e arriva all’universale.
Cees Nooteboom, La Repubblica, 21 dicembre 2015
Voglio sguardi come
i miei: abissali.
"En su eterno desvĂo, el peregrino debe dosificar su locura para poder manejarla."
- Cees Nooteboom, 533 dĂas. Siruela. Trad: Isabel-Clara Lorda Vidal.

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"Memory is a dog that lies down where it pleases."
Cees Nooteboom, Rituals (1980)Â
"How many lives go into a life?" Leaving by Cees Nooteboom, Drawings by Max Neumann
How many lives go into a life? Leaving by Cees Nooteboom, with drawing by Max Neumann @seagullbooks
A man standing in a winter garden becomes aware of something not quite right—a cloud that seems too heavy, bare branches against an ancient wall, the refusal of neighbouring geese—an unspoken uneasiness that carries his thoughts back to the war: The war that never stopped coming back, a guest who’s known to all, a toothless kiss, the language of intimate betrayal around him now again, remembering…
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Ho percorso la strada più lunga, la strada senza un arrivo. Spelonche, un paesaggio vuoto con i colori della sabbia e della paglia. Altri camminavano insieme a me, amici, fratelli, amanti e tutti mi hanno detto addio, svoltando a sinistra e a destra, sono scomparsi come spettri, ognuno solo con se stesso. Senza voltarsi, conoscevano la loro meta, tracciavano linee rette nel vuoto. Le ho viste andarsene, le persone della mia vita, uscire lentamente dalla mia e dalla loro esistenza, Le ho immaginate finché ancora le vedevo, sentivo le loro voci lontane, suoni d’aria.
Cees Nooteboom, “Addio. Poesia al tempo del virus”, Iperborea, 2020.