I soliti cazzari della sinistra. Ma lo sappiamo che a sinistra le regole sono un optional (almeno che non siamo poste da loro, in quel caso sono un must)

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I soliti cazzari della sinistra. Ma lo sappiamo che a sinistra le regole sono un optional (almeno che non siamo poste da loro, in quel caso sono un must)

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Fra il 2 e il 18 maggio del 2023 si verificò una disastrosa alluvione che colpì molti comuni della Romagna e delle Marche, subito la Puffa Verde (o se preferite, la Gatta con gli Stivali) si precipitò nei comuni più colpiti.
Vedere questa donna di bassa statura, tracagnotta, bionda e vestita di verde mi dava una sensazione surreale, come se stessi guardando un cartone animato o un film di genere fantasy, come Il signore degli Anelli o Harry Potter.
Poi il governo Fascetta Nera mise in campo Piantedosi, che è il ministro dell’Interno e come tale deve interessarsi di qualsiasi cosa accada all’interno, appunto, il quale mi pare che disse qualche cosa che per fortuna tutti quanti abbiamo dimenticato, perché le cose che ha detto che di lui si ricordano non sono edificanti.
Dal momento che erano franate strade, crollati ponti e distrutte case, ci si aspettava l’intervento del ministro alle Infrastrutture, ma disgraziatamente si trovava in quel momento alle Sagra del Prosciutto di Norcia e non poteva certo lasciare.
Mentre invece il viceministro alle Infrastrutture Bignami, dopo aver indossato la sua prediletta divisa da SS, ci tenne a dire agli emiliani che essendo tutti comunisti non avrebbero visto un fiorino (magna Romagna, che l’erba cresce!).
Mentre Musumeci, ministro per la Protezione civile e per le Politiche del Mare dell’Acqua e dell’Aria, che già parecchio bene aveva fatto mentre era Presidente della regione Sicilia e ora era stato deciso che avrebbe fatto altrettanto bene in Romagna (un po’ per uno, a chi tocca nun se ‘ngrugna), giurava e spergiurava che lui le svanziche agli emiliani gliele aveva date, erano essi loro che non si sapeva come le avevano spese.
Poi c’erano i sindaci, gli Enti Locali, il presidente della regione Bonaccini, coinvolti per forza visto che erano parte lesa; e per ultimo venne il generale Figliuolo, già Commissario Straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID - 19, divenne commissario straordinario per la ricostruzione in Emilia Romagna, Marche e Toscana a seguito dell’alluvione che aveva colpito quei territori, perché era una persona “straordinaria”.
Infine, Irene Priolo, vicepresidente della Regione Emilia Romagna, diventa commissario per la nuova emergenza alluvionale in regione del settembre 2024 (pure il vice nominano, tutto pur di non nominare Bonaccini).
Mancano solo l’esorcista, lo stregone e il danzatore al contrario, che invece di chiamare la pioggia la fa cessare, poi ci sono tutti; non male per un governo sovranista che auspica un uomo solo al comando.
In genere quando si nominano molte persone è per rendere impossibile rintracciare il colpevole dell’insuccesso e quando si fanno commissioni è per buttare addosso a qualcuno la croce del sospetto o per creare tanta di quella polvere che su quell’affare non ci si capirà mai più niente.
Se fossi ultraottantenne, strafottente (tanto, mancherebbe poco) e parlassi solo dialetto calabrese, direi: «Elly Schlein? ’na storta. Bonaccini? U porcu avi tri pila e tri pila avi u porcu».
Con un po’ più di aplomb — e in italiano — commento invece così: «Il derby Schlein-Bonaccini? A prima vista uno scontro tra il nuovo e il vecchio, progetto contro tradizione. Lei movimentista, lui quadro di partito. Esperienza e biografia internazionale contro radici contadine. In realtà è il solito fumo di sempre. Come mai Franceschini, Zingaretti e Boccia appoggiano Schlein?! Non perché improvvisamente fulminati dalle sue idee sulla transizione ecologica o sulla sessualità, ma semplicemente perché vi scorgono l’inciampo che può bloccare Bonaccini, quello dei due che avrebbe gli strumenti e l’esperienza per fare piazza pulita non tanto delle correnti come aree politiche quanto come filiere di potere. Da oltre vent’anni Franceschini ha il fiuto di capire dove va il vento e si schiera per inchiodarsi subito alla futura poltrona vincente. Non a caso il suo nomignolo è «Dario l’autoreggente». Può senz’altro darsi che sia vero quello che dice Schlein, cioè che «la sinistra non è riuscita ad anticipare le grandi trasformazioni che stanno spaventando le società. L’aumento delle diseguaglianze, gli effetti sul lavoro delle innovazioni tecnologiche, l’emergenza climatica che mette a rischio il pianeta», ma siamo sempre ai titoli dei capitoli. Il lavoro, certo, ma la produttività, il merito, la concorrenza, la sicurezza? E sulle armi all’Ucraina? E quali alleanze politiche bisogna mettere in campo dopo il disastro del 25 settembre? Titoli. Senza poi alcun testo. Un protagonismo fresco ma anche una rimozione dei temi politici. E lui? Pure peggio: «Costruire una piattaforma di governo e un partito in grado di farla vincere alle prossime elezioni, sfidando la destra». Perché, fino a oggi cosa avevano fatto, gli altri? La coazione a ripetere tipica della vecchia scuola comunista. In definitiva nessuno di questi due cambierà un bel nulla nel PD. Un partito che da quando è nato parla solo di due argomenti: leggi elettorali e primarie, di come eleggere i parlamentari e di come eleggere i propri dirigenti. Se ne strafotte del Paese».
(Ecco. Alla faccia dell’«aplomb»…)
Signori finalmente il partito democratico verrà rappresentato da una donna.

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La linearità del pensiero di Bonaccini.
Il TAR dell’Emilia-Romagna ha sospeso l’ordinanza del governatore Bonaccini, con la quale si disponeva che le scuole superiori della Regione restassero in DAD al 100% fino al 25 gennaio, diversamente da quanto previsto nell’ultimo DPCM, dove invece erano previste lezioni in presenza al 50% a partire da lunedì scorso
Intanto una vittoria: il TAR dell’Emilia-Romagna ha sospeso l’ordinanza di Bunazzén sulle scuole
#fotodipolitici - Scatti-durante-manifestazioni che resteranno. 2014, evento a sostegno di Stefano #Bonaccini da Modena, candidato di centrosinistra alla presidenza di Regione Emilia-Romagna. Il premier #Renzi si fa immortalare così- #Pd #EmiliaRomagna #governoRenzi https://www.instagram.com/p/B_sWxFmlunr/?igshid=11ln91kpqlxbr