Quando mi sono innamorato, ho amato ogni parte di lei. Perchè non puoi dire semplicemente sono innamorato di lei. Che senso avrebbe? Lei non è solo lei, lei è un insieme di cose. Per me, di tutte le cose più belle.
Anna Faiola

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Quando mi sono innamorato, ho amato ogni parte di lei. Perchè non puoi dire semplicemente sono innamorato di lei. Che senso avrebbe? Lei non è solo lei, lei è un insieme di cose. Per me, di tutte le cose più belle.
Anna Faiola

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Facemmo l'amore finchè non scordai il mio respiro tra le sue labbra. Scese nei suoi polmoni e li ci restò per un po'. Risalì poi piano, senza far rumore. Me lo restituì con un bacio. Son viva, dissi. Siamo vita, rispose.
Anna Faiola
Ho ucciso un ebreo, perchè "è il male" mi hanno detto. Ho ucciso uno zingaro, perchè "è un ladro" mi hanno detto. Ho ucciso un omosessuale, perchè "è un aberrazione" mi hanno detto. Ho ucciso un disabile, perchè "è inutile" mi hanno detto. Ho ucciso un politco, perchè "è il nemico" mi hanno detto. Ho ucciso un oppositore, perchè "è un traditore" mi hanno detto. Ho ucciso un uomo come me, perchè cosi mi hanno detto. Ho ucciso me stesso, perchè "finisca tutto questo" alla fine mi son detto.
Anna Faiola
La mia non è dipendenza. Non dipendo mica da lei.In sua assenza respiro, cammino, mangio, ho il mio lavoro, i miei amici, la mia famiglia e tutto il resto.Senza lei, comunque vivo. Ma a me manca, manca tanto.Anche nella stessa casa a più di una stanza di distanza, a me manca.Mi manca quando non è con me a lavarsi i denti o a indossare i suoi stivali neri frettolosamente perchè siamo in ritardo.Mi manca quando copre il suo odore con quel profumo che tanto dolce non è.Mi manca mentre sorride perchè ne ha appena fatta una delle sue.Ed è una mancanza strana la mia.Come se a mancare fosse una parte di me; uno strato di pelle, un’arto, un fiato.E forse allora respiro ma non molto bene, cammino ma zoppico un pò, mamgio ma senza voglia, ho il mio lavoro, i miei amici, la mia famiglia ma non tutto il resto.Senza lei, allora, forse comunque vivo ma a metá. Molto a metá.La mia non è dipendenza, è mancanza che se lei non c’è io ci sono lo stesso, ma non sono io.
Anna Faiola
Pensa alla mongolfiera.Così diceva mia nonna.La metafora della mongolfiera; la conoscete tutti, vero?C’è questo immenso pallone areostatico che si riempe e si riempe di aria calda.Arrivato ad un certo punto, dopo molta aria calda, il pallone, ha due alternative:scoppiare o volare.Nella tua vita, diceva mia nonna, devi imparare a capire quanta aria calda usare.Sta a te, decidere, se ridurti in mille pezzi o goderti il panorama.
Anna Faiola

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Erano chilometri loro. Ci vediamo domani? No tra tre settimane. Sei sotto casa? Magari, ma ti amo. Sei cambiata, o sbaglio? Sono sempre io. Ma i soldi? Questo mese non ci sono. Erano distanza loro. Una sorta di assenza presente o presenza assente; come preferite. Mi manchi. Mi manchi. Un modo per essere nello stesso posto lo troviamo? Ora ci provo. Allora arrivava la sera, e iniziava la giornata. Erano telefoni loro. Comoda? Abbastanza. Stesso libro, stessa pagina, stesso rigo. Inizio a leggere, porta il segno. Siamo ad Amsterdam. Guarda le stelle, tu sei più bella. No tu. Prossimo capitolo, giro in barca e cena fuori? Solo se dividiamo il conto e mi tieni la mano. Finisce con un bacio. È notte. Ritorniamo a casa ora. Niente lacrime ok? Continuerò a pensarti. Ce la faremo? Abbiamo altre 35.870 pagine a disposizione E forse...erano amore loro.
Bloond93
Non era solo questione di piacere, capisci? Era linee curve, lisce, morbide; proprio da donna questi fianchi. Era fiato caldo, sospeso, trattenuto, forse troppo stanco; ma ti respiro lo stesso. Era nei sulla schiena, due, tredici, diciotto; ventitrè in tutto. Era graffi, imperfezioni, cicatrici, voglie; una qui, proprio sopra l’inguine. Era rumori strani, strani versi, strani movimenti; a volte buffi che mi fanno male come i morsi. Era racconti, storie, ricordi; come quella volta in cui presi una gomitata, come nonno che mi manca. Era piangere perchè ho paura finisca, ridere se continui a farmi il solletico; abbracciami che sono qui, dormo su di te. Era intreccio, dove inizi tu? È il mio cuore questo? Stringiamoci forte le mani che tremi. Fare l’amore non era semplicemente questione di piacere; era ben altro. Era questione di viaggio nell’altro; nel mondo di noi.
Bloond93
Scese il treno. Suonò il fischietto. Via. Si parte, urlarono da dietro, tra qualche minuto si parte. Lo guardó dritto negli occhi "Sei sicuro di voler restare?" "Si, sono sicuro." "Ma hai tutto lì..." "Crescere vuol dire rinunciare a qualcosa." "Potresti ancora rinunciare a me,Claus" "Ho detto qualcosa, non qualcuno. Rinuciare a te significherebbe rinunciare a molti "qualcosa". Sto crescendo, non invecchiando." Gli strinse la mano destra. Il capotreno in corsa lanciò un occhiolino. "Buon viaggio figliolo." "Io non vado da alcuna parte signore, è lei che sta partendo." "Chi l'ha detto che un viaggio è possibile solo in treno? Solo da A a B? Siamo i capotreno di noi stessi, guidiamo la nostra vita, Claus. Facciamo avanti e indietro tra i ricordi e i sogni. Rallentiamo agli ostacoli, sostiamo alle scelte, ci fermiamo alle sconfitte, ripartiamo ai successi...accelleriamo all'amore. Buon viaggio a te,e al tuo secondo." Buon viaggio a lei signore." Una grossa risata e poi il 1508 sparì. Si strinsero le mani ancora una volta. Seguì un bacio. Poi una carezza. Poi un sorriso bagnato. Fronte contro fronte. "Partiamo?" "Stesso viaggio, stesso binario, stesso vagone?" Salì i gradini. Suonò il fischietto. Via!
Bloond93