È con il cuore pesante segnalato da un'ECG che mi siedo a scrivere queste parole di addio. La vita, con le sue infinite strade e incroci, ci porta spesso in direzioni che non avremmo mai immaginato. Anche perché soffro di disorientamento topografico. Oggi, le nostre strade si separano e, sebbene questo addio sia doloroso, porto con me i ricordi preziosi dei momenti trascorsi insieme. Per lo meno quelli che mi ricorderò vista la mia amnesia selettiva.
Abbiamo condiviso risate, lacrime, vittorie e sconfitte. Ogni momento è stato un tassello che ha costruito il nostro rapporto contorto, un legame che non sarà spezzato dalla distanza. Soprattutto con dell'alcol in corpo. Anche se i nostri cammini ci porteranno lontano l'uno dall'altro, la nostra stessa matrice rimarrà sempre nel mio cuore. Purtroppo.
Voglio ringraziarti per tutto ciò che mi hai dato: la tua sincerità, il tuo sostegno incondizionato e la tua compagnia. La tua ansia poi, quanta ne abbiamo condivisa. Troppa. Sei stato una presenza costante e affidabile, una roccia nei momenti di tempesta. Mi mancheranno le nostre conversazioni profonde e le risate spensierate, anche se erano indotte dalla paroxetina, ma sono certo che ci porteremo sempre nel cuore. Ma anche un po' sui c0glioni.
Ti auguro tutto il meglio per il futuro. Che tu possa trovare la felicità e la realizzazione in ogni passo del tuo cammino. Sappi che, ovunque tu sia, ci sarà sempre una parte di me che ti pensa e ti ricorda con affetto, almeno finché le benzodiazepine non faranno effetto.
Questo non è un addio definitivo, purtroppo, ma solo un arrivederci. Le nostre vite potrebbero incrociarsi di nuovo, e fino ad allora, porterò con me la luce della tua presenza anche grazie agli stabilizzatori dell'umore.
Mai avrei pensato di trovare un caso umano in una delle mie personalità, tanto da dover utilizzare degli antipsicotici.
Con l'affetto e la gratitudine che un anaffettivo come me può provare, tuo Rino.
Anche un po' meno di "tuo".