Zerocalcare - Un polpo alla gola
Scrivo di questo fumetto con clamoros ritardo, non solo perchĂŠ lâho letto ormai una settimana fa ma perchĂŠ, nonostante sia la seconda opera dellâautore, ho avuto modo (e voglia) di sfogliarla (anche se in modo digitale) solamente ora.
Se apprezzate lâumorismo un poâ acre che ammanta la produzione di Zerocalcare non câè molto da dire, poichĂŠ âUn polpo alla golaâ riassume gli stilemi cari allâautore quali i temi della crescita, della responsabilitĂ e dellâinfanzia perduta, tutti conditi dalla sua caratteristica orma ironica. Quella che si respira è unâaria di vicinanza: in scena abbiamo rimbalzi fra presente e passato, fra lâetĂ adulta, preadolescenziale e adolescenziale, il tema del senso di colpa che appartiene un poâ a tutti, e sembra quasi di farsi una camminata per le vie del proprio paese e ripensare a tutti i ricordi che specifici posti ci hanno lasciato, agli amici con cui lI abbiamo percorsI, a quelli di cui non ricordiamo nemmeno piĂš il nome, ai giocattoli che rimangono nella testa nonostante gli anni, e di cui anzi è bello parlare con chi se ne ricorda. La trama generale del fumetto, fra lâaltro, mi ha ricordato tantissimo Stand by Me, partendo dal pretesto narrativo del ritrovamento del cadavere fino al piacevole ricordo dellâinfanzia, perduta ma mai del tutto.
Nonostante i toni nostalgici di cui sto infarcendo questa recensione, âUn polpo alla golaâ è unâopera leggera e di facile lettura, ma che presenta temi universali e riescE quindi ad avvicinarsi incredibilmente al lettore. Leggendola, il senso di nostalgia si è trasformato in una piacevole consapevolezza, quella che per ogni ricordo perso ce ne sono due che rimangono, ed altrattanti amici che forse, dopo anni, ancora li condividono.