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Ascoltare le scene spicy degli audiolibri mi lascia sempre un po' spiazzata 🔥🫠🫣🙄
Audiolibri - Dai Promessi sposi a Frankenstein, da Pinocchio a Raymond Carver... con i suoi romanzi e racconti, Ad Alta Voce è un'immensa bi
Mi è sempre piaciuto Adler perché se ne sbatte dei traumi, perché osserva nell'uomo la responsabilità delle azioni e perché riconosce l'importanza dell'origine più che della risposta.
Ovvero dove tanti vedono una causa e un effetto, soffermandosi sull'una o sull'altro, la sua psicologia osserva la scelta che ha generato quella causa: cioè l'origine del comportamento, conscio o inconscio, che sta dietro tutto.
Osserva l'uomo nell'atto pratico della sua esistenza.
Allego questo audio libro (letto molto bene) anche come corollario al post precedente.
Conoscete BookBeat? Si tratta di un app per audiolibri che segue Audible e Storytell.
Adesso sto ri-ascoltando Le sette sorelle, di Lucinda Riley 😍

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La figlia oscura 🎧 secondo commento 📖
Commento dopo il secondo ascolto:
Solo dopo il secondo ascolto si può capire perfettamente il primo capitolo.
Una secondo ascolto è stato doveroso, non mi ha mai annoiato e avrei continuato ad ascoltarlo all’infinito. Ho continuato a riflettere su chi scrive, chi c’è nel misterioso team Ferrante, e ho ipotizzato che chi scrive ha una figlia nata negli anni 80 perché qui si parla di una bambola dai capelli di lana regalata dal marito della protagonista alle figlie. Questa bambola può essere solo e soltanto Camilla che è uscita proprio negli anni 80 in Italia. Inoltre ho trovato un’altra similitudine con l’amica geniale e dunque forse proprio con la scrittrice: anche in questo caso la protagonista ha avuto due diversi tipi di gravidanza la prima molto piacevole mentre la seconda più travagliata. Anche Bianca e Marta sono molto simili a Dede e Elsa. Tra l’altro Gino mi ha ricordato un po’ Nino… continuo ad essere piacevolmente sorpresa da queste somiglianze… Ho anche fantasticato: e se Nina fosse in realtà Tina!? Perché a un certo punto Leda riflette su come Nina sembra diversa da tutto il resto della famiglia come se fosse di un’altra stirpe … Allora mi è venuta questa necessità di collegare le tue storie, Nina è la piccola Tina che è cresciuta in un altro ambiente… dopo essere stata rapita! Anche con le età ci stiamo…
Durante la seconda lettura mi sono trascritta alcune parti:
Leggere scrivere è sempre stato il mio modo di acquietarmi.
Una madre non è che una figlia che gioca.
Penso io a come un atto opaco ne generi altri sempre di più marcata opacità e allora il problema è interrompere la catena.
Commento dopo il primo ascolto:
Forse è una prerogativa del team Ferrante lasciarmi così di stucco all’improvviso pensando che la storia potrebbe andare avanti all’infinito e invece di punto in bianco si ferma quando vuoi sapere di più ma ecco che non c’è più niente da ascoltare!
Alla fine dell’audiolibro ti chiedono quante stelle vuoi dare e, se durante l’ascolto mi ero convinta che ne avrei date quattro, senza pensare ne ho messe cinque dunque deve essere questa la vera valutazione quella fatta senza ragionare ma solo a sentimento perché il sentimento è quello che ancora una volta si è insinuato tra le righe lette in maniera ineccepibile coinvolgente e perfetta da Anna Bonaiuto. Al team Ferrante che non ha un volto se non altro ora posso dare questa voce. È una storia ottima per essere narrata e ascoltata e probabilmente avrei avuto lo stesso effetto coinvolgente anche ascoltando l’amica geniale, il parlare in prima persona raccontando una vicenda in modo lineare con continui flashback rende il tutto perfetto per un audiolibro, la protagonista parla a noi.
È il primo libro che ascolto di Ferrante ma non penso che sarà l’ultimo anzi subito mi riascoltò questo, adoro rivivere le storie appena conosciute senza l’ansia di sapere come vanno a finire, c’è più tranquillità quando si ha una visione d’insieme e qui c’è stata un po’ di tensione, quella sensazione che sta per succedere qualcosa che può rovesciare la situazione e allora come tutte le storie che ti prendono cominci a sperare che succeda una cosa oppure un’altra e solo dopo aver letto tutta la storia ci si può rilassare e gustarsela in un altro modo, la stessa sensazione che ho avuto leggendo l’ultimo libro dell’amica geniale.
Questo libro dall’impronta decisamente femminile secondo me (che cerco sempre di capire chi compone il team) è stato lasciato in primis a una donna con una certa esperienza e mi è piaciuto ritrovare alcuni tratti distintivi attraverso i quali ho riconosciuto proprio la scrittrice dell’amica geniale. Pur non essendo mai una copiatura ho trovato delle particolarità interessanti delle similitudini tra questo libro e quelli dell’amica geniale che ho qui elencato.
C’è una donna che parla in prima persona e questa donna:
* è una madre
* è separata dal marito
* è acculturata
* va in villeggiatura al mare d’estate
Questa donna ha due figlie che:
* sono andate a vivere all’estero dal padre
* hanno due anni di differenza
* sono abbandonate temporaneamente dalla madre
Il padre delle due figlie:
* è un professore
* lavora sempre anche di notte
* è fuggito all’estero
* è separato dalla madre
In entrambe le storie ci sono:
* continui flashback
* un personaggio di nome Lenù
* la sparizione di una figlia (qui momentanea)
* qualcuno che fa il serpente con la buccia della mela (qui Leda sull’amica Nino)
* delle bambole
* Firenze associata allo studio, alla carriera, alla famiglia creata
* Napoli associata alla famiglia natale
* telefonate all’amante dal telefono pubblico con le figlie vicino (Leda e Elena)
Nonostante tutto questi particolari non fanno mai pensare a un riciclaggio di idee ma a un tratto distintivo dell’autrice come una specie di firma intrinseca e artistica.
Inoltre il titolo sull’amica geniale era ambivalente nel senso che poteva riferirsi a Lenù o a Lila e qui invece è “multi-valente”.
Il titolo è interessante accattivante e incuriosisce e mi incuriosisce anche dopo aver letto il libro perché la figlia oscura chi è? La scrittrice? La protagonista? La bambina che ha perso la bambola? Una figlia della protagonista? Probabilmente la protagonista ma di figlie ce ne sono parecchie in questa storia e la figlia oscura potrebbe essere anche la bambola sia della protagonista quando era piccola oppure della bambina…
La vicenda è quasi tranquilla non succedono tantissime cose come siamo abituati con l’amica geniale, qui tutto si svolge in una vacanza al mare durante la quale la protagonista ripercorre con la mente a causa delle persone che incontra tutta la sua vita e noi la conosciamo ascoltando i suoi pensieri e siamo con lei perturbati dai personaggi che incontra in spiaggia.
Non ho scelto questo libro perché sta per uscire il film (quello è stato un caso!) ma l’ho scelto perché è del team Ferrante e poi perché sono stata colpita dalla copertina. Penso che sia la prima volta che una copertina è veramente azzeccata e decente e indecente al tempo stesso. Con decente intendo proprio che si poteva fare di meglio, la bambola è bruttina, più di quella della storia, poteva essere quella tale e quale e invece no e viene posta in una posizione alquanto strana ed indecente, già, la posa della bambola con il suo vestito suggeriscono un’indecenza provocante ma artistica.
Ci sono rimasta un po’ male per come si è conclusa dentro di me stavo dicendo: no la bambola non deve andare in quella direzione, deve andare dalla parte opposta rispetto a quella dove è andata (parlando senza spoiler) ma poi mi rendo conto che la scelta della scrittrice o meglio del team è perfetta come sempre, tutto ha una precisione sconvolgente e invidiabile, scrivere così da professionisti con vera maestria ti lascia a bocca aperta. Ferrante è in grado non solo di raccontare una storia ma anche di trasmettere un’esperienza di una vita e ti fa tirare un sospiro di sollievo perché ti rendi conto che ancora ci sono degli artisti in giro e non solo dei narratori di storielle. Non c’è niente di lasciato al caso proprio come è successo per l’amica geniale.
Infine mi sono messa a ragionare ancora sulla bambola di questa storia: forse si tratta di un MacGuffin? Il MacGuffin è un oggetto usato nella fiction come espediente narrativo. Wiki dice che questo oggetto è “irrilevante o insignificante di per sè, tanto che spesso scompare nel corso della narrazione o comunque non viene compiutamente svelato allo spettatore, serve a fornire una motivazione alle azioni dei personaggi e allo svolgersi della trama.”
In questo caso la bambola è svelata in scena, anche se non lo è assomiglia molto a un MacGuffin, essendo un oggetto che si contendono i personaggi e che diventa il fulcro, il cardine di tutto quanto scritto.
MacGuffin o no, posso godermi il frutto di questo minuzioso lavoro e cominciare a pensare, avviando il secondo ascolto, che Ferrante sia proprio una delle mie scrittrici preferite.
Foto per il primo ascolto:
Il romanzo racconta la vera storia della vita breve, vissuta con passione, di Tommaso Puzilli, un giovane sottoproletario dei sobborghi romani. I piccoli furti, i rapporti con omosessuali, i vagabondaggi notturni, fino alla tragedia finale: il ritratto di un gruppo che vive al di fuori di ogni ordinamento sociale che lo possa condizionare. Pubblicato per la prima volta nel 1959, questo libro venne giudicato dalla critica uno dei romanzi più importanti del dopoguerra.
Se non avete voglia di leggere Pasolini, quantomeno, ascoltatelo.
Vita reale vs. Audible
Ascolto audiolibri che parlano di vita, di esperienze che ti cambiano e di persone carismatiche e interessanti. Avventure. Scogli, mare, una foresta, l’India, la Russia, una grande metropoli canadese. E poi mi guardo intorno:
Una casa minuscola, in un paese minuscolo, in un’isola dimenticata da Dio. Pannolini da cambiare. Vestiti da piegare. Il pranzo da preparare.