La speranza e la paura
Ci ripetiamo che passerà, che questo bizzarro incubo finirà e la speranza che l'epilogo arrivi in fretta cozza col timore che possa invece durare a lungo. C'è preoccupazione, si respira nell'aria, si vede nei volti della gente, si percepisce nelle strade vuote, nelle code ai supermercati che fanno entrare solo tot persone alla volta. Non è normale, tutto questo, e hai voglia raccontarsi che in fin dei conti un po' di vita domestica non è male, hai voglia sostenere il ruolo di quelli che "tanto io sto bene anche per i fatti miei". Vale tutto, in questa situazione, valgono anche le piccole bugie, gli sforzi per sembrare più coraggiosi di quel che (forse) siamo mentre sentiamo parlare di ospedali al collasso, mentre cambia inesorabilmente la nostra percezione del mondo e delle sue sfaccettature. Ora che un colpo di tosse si ha il terrore che non sia più soltanto un colpo di tosse, ora che due linee di febbre per quel che ne sappiamo potrebbero nascondere insidie, ora che ci siamo riscoperti all'improvviso più fragili di quel che credevamo di fronte ad un nemico assai subdolo, forse capiremo davvero alcune cose ed impareremo ad apprezzarne altre, quelle più semplici, le piccole e meravigliose fortune di ogni singolo giorno che spesso passano sotto i nostri occhi senza che noi si riesca a coglierne l'essenza. Già, speriamo passi in fretta e che serva almeno a cambiarci o sarà stato tutto inutile. In fondo e al netto di tutto quel che penso e dico, vale ancora la pena di crederci, in noi stessi.















