Certe volte, il salutismo sfiora il cretinismo. Il salutista militante, poi, ĆØ una vera catastrofe sociale. Una molestia continuata. La petulanza del muscolo. La lagna della chiappa soda. La litania del giro vita. Parecchi salutisti, tutto il fiato che recuperano con i chili persi lo sprecano poi per rompere i coglioni a chi i chili vuole tenerseli. Eā il moralista nella versione più ācoolā, il salutista. Il pedalatore incallito. Lāantitabagista dalle sensibilissime narici, prefica vociante in servizio permanente. Il maratoneta che ti guarda schifato se aspetti il tram invece di andare deambulando da una fermata allāaltra. Il consumatore bio (o della sottospecie bio-dinamico), che a tavola passa in rassegna carciofini e caciotte. Il salutista militante non solo tiene alla sua salute ā e questo va a suo merito, oltre che a suo indiscutibile vantaggio; ma soprattutto alla tua ā e questo va a suo demerito, oltre che a procurare unāindiscutibile tentazione di sonoro vaffanculo. Predica, informa, sghignazza, ironizza, prevede sciagure, sa tutto del suo e del tuo (per scienza infusa: di tisana biologica) colesterolo. Sta allāerta. Vigila. Scruta. Arriva in soccorso. Patisce della perduta altrui verginitĆ con una ciambella fritta. Pesa. Soppesa. Fa il lordo. La tara. Il netto. Si compiace. Si dispiace.
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